Euro vs cannabis

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Il Sunsplash, il festival reggae più importante d’Europa, si è concluso da qualche settimana, ma continua a sollevare dubbi e interrogativi. E’ solo una grande festa all’insegna della musica reggae? O c’è dell’altro? Quale contenuto culturale ed educativo trasmette ai giovani del territorio che spesso lo vivono come luogo per sperimentare l’effimera ebbrezza della cannibis sativa, delle “canne” insomma. Quali vantaggi porta al tessuto commerciale e turistico locale? E questo vantaggio ripaga la perdita del senso di legalità che lo spaccio di stupefacenti porta con sé? E soprattutto ripaga la diffusione di una cultura dell’”evasione” attraverso sostanze psicoattive, in un territorio dove già il consumo di alcolici tra i giovani è consistente?
Tutte domande che insegnanti, genitori, educatori si stanno ponendo da anni. E’ forse il momento che anche gli amministratori – che concedono spazi e benefit di vario tipo a queste inziative – comincino a interrogarsi in modo serio sulle politiche del tempo libero e sul loro valore sociale e culturale.
A questo proposito, il consigliere comunale di “Con te Gemona” Sandro Venturini ha sottoposto un’interpellanza (QUI) al sindaco Paolo Urbani. QUI la risposta del sindaco e QUI la riflessione successiva di Venturini.

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3 Commenti a “Euro vs cannabis”

  1. Luca scrive:

    oltre a tutto questo Gemona attende ancora impaziente quanto aveva promesso il consigliere Paolo Copetti il 29 marzo con il seguente articolo apparso sul MV:

    Gemona, petizione pro Sunsplash
    GEMONA. L’eventualità di uno spostamento fuori regione del Rototom Sunsplash, ipotizzata giorni fa dal leader della manifestazione reggae Filippo Giunta, preoccupa ora anche Gemona e in particolare il consigliere di minoranza Paolo Copetti che presto – annuncia – darà il via a una raccolta firme in sostegno della manifestazione. «Preso atto del totale disinteresse dimostrato fin qui dal sindaco Marini e dalla maggioranza nei confronti di questo importante festival – dichiara – ho deciso di muovermi autonomamente, promuovendo una petizione popolare che sono convinto raccoglierà le adesioni di moltissimi giovani». «Risale a due anni fa la mia prima mozione in difesa del Sunsplash – continua Copetti -, all’anno scorso, invece, la bocciatura da parte di questa maggioranza di un documento in cui chiedevo l’intervento di giunta e sindaco per la permanenza del festival a Osoppo. Oggi sono pronto a scendere in piazza, assieme agli amici di Osoppo, perché ritengo interesse di tutti il non lasciarci sfuggire un’occasione come questa». (m.d.c.)

  2. Luigi scrive:

    Credo che vedere il Sunsplash solo come musica e droga sia un po’ riduttivo. In una realtà culturale non certo di primo piano come quella del Gemonese, in cui sono poche le occasioni di confronto su grandi tematiche, avere Furio Colombo, Giuliano Giuliani ecc e parlare del G8 di Genova; Alex Klein, Carbonetto e Franco Corleone a parlare di droghe leggere; Sansonetti, Latouche ecc. a parlare di economia diversa, Moni Ovadia, Ignazio Marino ecc ecc. (non voglio ripetere il programma), sia ben altro che musica e droga e questo è qualcosa che resta dal punto di vista culturale.
    Vedere tanti ragazzi da ogni parte del mondo che vengono da noi solo per divertirsi, discutere e stare insieme allarga il cuore ed offre ai nostri ragazzi la possibilità di confrontarsi con gente e culture diverse. Non sarà il fatto che per 15 giorni a Osoppo è disponibile la cannabis che aumenteranno i drogati nel nostro comprensorio. Cannabis e ben altro sono disponibili tutto l’anno a Udine e dintorni e chi la vuole sa benissimo dove andarla a comprare. nessuno sà dove andare a Gemona per avere musica e dibattiti di questo livello.
    Per inciso (da medico): ne ammazza di più l’alcool che non la cannabis, ma nessuno vieta che nelle discoteche si regalino i beveroni fatti con alcolici scadenti ai nostri ragazzi, o lavendita di superalcolici a minorenni

  3. Mario scrive:

    Chi ha partecipato qualche volta al Sunsplash – come il sottoscritto – ha potuto rendersi conto della marginalità, rispetto agli eventi musicali, dei dibattiti, sia in termini di pubblico, sia in termini di interesse da parte del mondo giovanile (scarsamente presente). Ricordo alcuni anni fa che al termine di una bella conferenza su temi ambientali, un altoparlante invitava il popolo del Rivellino alla gara di “rollata” (lo stridore fra i due eventi era evidente e fastidioso). Lo scarto di partecipazione fu abissale. A vantaggio delle “rollate”, ovviamente. Chi opera con i giovani, come il sottoscritto, sa bene che gli incontri culturali promossi dal Sunsplash non possono, se non marginalmente, intercettare il pubblico giovanile, che invece cerca altri tipi di partecipazione ed esperienze.
    Non è poi vero che il nostro territorio sia così povero di dibattito culturale. Molte sono le occasioni di incontro (solo a Gemona quelli organizzati dalla Bottega del Mondo, da Pense e Maravee, da Amnesty, dalla parrocchia). Eppure raccolgono solo il pubblico giovanile già sensibilizzato a certe tematiche. Forse perché non c’è il “contorno”, cioè la dimensione della festa e dell’alternatività. Dove uno spazio immaginativo non irrilevante ce l’ha la cannabis.
    Per quanto riguarda, poi, l’abuso di alcool, concordo con Luigi. Ma l’argomentazione che l’alcool faccia peggio delle canne – e la medicina l’ha ormai confermato – non mi sembra giustificare un modello culturale fondato sull’”evasione” psicotropa. Un’evasione che accanto a quella mediatico-televisiva – ben più grave ed invasiva in questa povera Italia in declino – rischia di produrre generazioni prive del senso di realtà.