No ciclabile, no sicurezza, no sport, no logica

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Non si placa la polemica estiva scatenata dalla decisione del sindaco di Gemona Paolo Urbani di stoppare la realizzazione della pista ciclabile. Ora è nuovamente Sandro Venturini del gruppo consiliare “Con te Gemona” che – con una lettera aperta alla stampa – risponde alle stravaganti considerazioni del nostro primo cittadino []:

«Il problema della mobilità cittadina e della necessità di trovare soluzioni alternative all’uso dell’auto è una questione che coinvolge anche il comune di Gemona; da tempo si discute sulla necessità di dotare la città di un sistema di mobilità ciclistica. In questo contesto la precedente Amministrazione Comunale aveva programmato la realizzazione di un primo importate tratto di pista ciclabile, quello che collega la zona della Stazione con il Centro Studi e l’Ospedale. Ora il progetto è pronto e i lavori potrebbero iniziare rapidamente, ma la nuova giunta ha inspiegabilmente sospeso questi lavori pur disponendo di risorse dedicate.
Il neo-sindaco di Gemona Paolo Urbani ha giustificato questa scelta con la volontà di ottenere finanziamenti Provinciali. Le giustificazioni che Urbani porta sono a mio avviso inconsistenti. Mi sono informato presso l’ente provinciale: non ci sono risorse cui attingere entro tempi brevi. Già la giunta precedente aveva avanzato più volte, ma invano, richiesta di finanziamento. La Provincia si era impegnata a costruire solo la prima parte della ciclovia, cioè l’attraversamento del Centro studi, mentre sarebbe toccato al Comune completare il resto, dal Centro studi alla Stazione, seguendo il corso della Roggia dei Mulini.
Ora, invece, la giunta Urbani impedisce la realizzazione di un utile e importante percorso protetto, che, tra l’altro, consentirebbe ai nostri studenti di raggiungere in sicurezza e comodità il polo scolastico, evitando la trafficata via Bariglaria e le strade limitrofe, e incentivando anche l’uso di mezzi non inquinanti e sani tra i giovani. Inoltre il neo-sindaco non dice – o non sa dire – come intende spendere i 300 mila euro sottratti alla ciclabile, dimostrando ancora una volta come a Gemona il Comune navighi a vista, senza progettualità e senza una visione d’insieme. Nemmeno si sono sentiti in dovere di esprimersi alcuni membri dell’attuale maggioranza che durante la precedente amministrazione avevano sostenuto con convinzione l’opera.
Il tema è molto sentito in città e tanti cittadini gemonesi faticano a capire certe scelte: da una parte si promette la cittadella dello sport, dall’altra si stoppa un’opera già a bilancio che promuoverebbe la salute e la sicurezza. Scelte bislacche, che chiedono un reale chiarimento e maggiore trasparenza.
Gemona del Friuli, 19.08.2009
Sandro Venturini»

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Un Commento a “No ciclabile, no sicurezza, no sport, no logica”

  1. Anonimo scrive:

    Alla vicenda si aggiunge l’intervento di Lucio Copetti sul Messaggero Veneto di domenica 23 agosto. Lo riporto qui di seguito:
    GEMONA. «Un conto sono le decisioni che la nuova amministrazione comunale prende continuando a rimandare opere già in avanzato stato di progettazione, un altro è che per giustificarle accusi chi l’ha preceduta». A dirlo è il già assessore ai lavori pubblici, Lucio Copetti, oggi seduto sui banchi della minoranza consiliare quale capogruppo di “Gemona avanti”. L’attacco al governo Urbani arriva all’indomani delle dichiarazioni del sindaco in merito alla sospensione dell’iter progettuale relativo alla pista ciclabile recentemente votato dalla giunta. «Se qualcuno non dovesse ricordarlo – dichiara Copetti – furono Roberto Revelant e Luigino Patat, oggi vicesindaco e assessore, a pretendere durante lo scorso mandato la realizzazione della pista». L’opera compare in effetti tra i dieci punti che sostanziavano l’accordo firmato all’alba del 2007 tra parte della maggioranza e parte dell’opposizione, accordo che diede origine al governo istituzionale retto dal già sindaco Marini e decaduto lo scorso giugno. «Il punto inerente la pista fu imposto da Revelant e Patat, non certo noi – continua Copetti -. Trovo dunque particolarmente fuori luogo che il sindaco venga oggi ad accusare la precedente amministrazione di quanto fatto da due dei suoi, i quali, come nulla fosse, oggi avvallano lo stop di un’opera che ritenevano irrinunciabile». (m.d.c.)