Memoria e opportunità

Terremoto01

Il sindaco di Gemona Paolo Urbani sta raggranellando fondi a destra e a manca. L’ultima notizia è quella della vendita dell’ex ricovero di via Altaneto. Come verrà speso questo denaro racimolato? Si sta pensando a nuove strutture? E di quale tipo? Al momento non è ancora chiaro. E la giunta al governo non fa della trasparenza un suo cavallo di battaglia.
Molti temono che ingenti somme verranno rovesciate sul progetto – al momento nemmeno sulla carta – della “Città dello sport”, trascurando altre idee, più lungimiranti e certo più meritevoli.
Una di queste, di cui si parla ormai da anni, è stata da poco messa parzialmente in atto a Venzone. Si tratta di Tiere motus, museo-laboratorio dedicato agli eventi sismici del ’76, allestito a palazzo Orgnani Martina e organizzato dall’Associazione Comuni terremotati e sindaci della ricostruzione in Friuli, dall’Associazione fra i consiglieri regionali del Friuli-vg, dal Comune di Venzone e dall’Università di Udine.
Perché a Gemona – centro del sisma e comune di riferimento per l’intero territorio circostante – non ci si è arrivati per primi? Perché non pensare all’utilità e al prestigio di avere qui da noi – magari sul castello – un centro di documentazione, un museo interattivo, un laboratorio didattico per le scuole e via dicendo? L’emergenza sismica in Italia è sempre d’attualità, purtroppo. E un luogo attrezzato che raccolga non solo la memoria, ma sia un laboratorio per l’analisi dei problemi sismici, per l’educazione alla prevenzione, per la raccolta di buone pratiche edilizie, potrebbe fare da volano per la nostra cittadina, anche economicamente. La “Città dello sport” ha le stesse potenzialità? E lo stesso valore culturale e sociale?
[QUI un articolo sulla mostra “Tiere motus”]

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2 Commenti a “Memoria e opportunità”

  1. Toni scrive:

    Ma si può mai sapre parchè non siamo buoni di prendere gli uccelli quando passano?
    Possibile che siano meglio di noi quelli di Venzone che sono dieci volte meno di noi?
    Per fortuna che adesso abiamo un bon Sindaco che gli fa vedere ben lui come balla l’orso!

  2. Luca scrive:

    MV 14.11.09

    Gemona: le ragioni degl incentivi al privato

    Il caso Ho apprezzato le riflessioni del signor Francesco Gubiani sul centro storico di Gemona. Su una cosa sono senz’altro d’accordo: “crisi”, e io risalgo etimologicamente al greco e non al cinese, significa “cambiamento”. Non è quindi un concetto negativo, anzi, è un corso normale della storia. I cambiamenti possono essere anche estremamente salutari, se siamo in grado di prevederli, di controllarli e di governarli, sempre tenendo i piedi ben ancorati alla terra. Diventano negativi se li subiamo e non li approfondiamo. Naturalmente quando oggi si parla comunemente di crisi, si intendono effetti che toccano pesantemente le condizioni di vita delle famiglie e della gente normale. Sia in termini di minore capacità economica sia in termini di maggior insicurezza per il futuro. Di questo un pubblico amministratore che vuole comportarsi con la serietà di un “buon padre di famiglia” non può non tener conto. Per questo noi abbiamo già iniziato, riducendo tasse e costi dei servizi, a dare le prime risposte a questo problema. Sono contento poi che, pur essendo trascorsi solo pochi mesi dal mio insediamento alla guida della città, anche il signor Gubiani abbia percepito che c’è veramente un “cambiamento di rotta” rispetto all’amministrazione precedente riguardo al nostro centro storico. Noi siamo tanto convinti che il nostro centro storico debba ritornare a essere un’“opportunità” per tutta la città, che, nel “Patto con Gemona”, sottoscritto con i cittadini, riserviamo un capitolo intero al progetto di “Rilancio del centro storico”. L’obiettivo è di renderlo più gradevole e attrattivo, di trasformarlo in un luogo in cui viverci o visitarlo sia piacevole, di valorizzarlo attraverso il patrimonio di architettura, di storia e di cultura di cui è depositario, di potenziarne i servizi (e una rete commerciale specializzata e una risposta “di livello” alla domanda di ricettività sono elementi fondamentali), di vivacizzarlo con nuove e frequenti iniziative, di renderlo più ordinato, “riordinando”, fin dove possibile, il sistema di circolazione e di sosta. E siamo passati subito ai fatti: interventi di pulizia radicale, rifacimento del porfido, concessione a “prezzo agevolato” di posti macchina ai residenti per togliere le loro auto dalla “sosta permanente” lungo le vie cittadine, frequenti “manifestazioni” coinvolgendo le “bands” musicali di giovani gemonesi e così via dicendo. E siamo solo agli inizi! Riguardo all’area dell’ex ricovero di via Altaneto, ne sottolineo anch’io l’importanza “strategica” in supporto di questo progetto di rilancio. Ma proprio perché strategica non era più possibile che continuasse a essere un insieme di ruderi insicuri e in continuo deperimento, interamente coperti da sterpaglie. È un’area che deve avere una funzione e un utilizzo nel più breve tempo possibile. Attendere che l’ente pubblico abbia i soldi necessari per sistemarla, significherebbe lasciarla così abbandonata per altri decenni. Ecco perché abbiamo scelto di “incentivare” il privato, con la sua messa all’asta, a intervenire. Certo è un’area particolare, e vi è tutta una serie di indicazioni da parte della Sovrintendenza affinché la “parti storiche” vengano salvaguardate e valorizzate e che saranno “condizioni” per chi concorrerà all’asta, ma proprio tutto questo e la sua ubicazione possono veramente rappresentare l’occasione di investimenti privati che vadano nella direzione del nostro “progetto di rilancio” del centro storico. Su questo, da parte nostra, ovviamente, ci sarà la massima attenzione e controllo, ma siamo certi che sia interesse anche del “privato” individuare e proporre “soluzioni e funzioni” che vadano in questa direzione. Paolo Urbani sindaco Gemona del Friuli