«Poligono» di tiro?

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Domani, giovedì 22 ottobre presso la Sala della Comunità Montana alle ore 20.30 si terrà un incontro-dibattito dal titolo «Rivoli Bianchi-Sella Sant’Agnese. Sito di Interesse Comunitario o poligono di tiro?» Una serata di riflessione e proposta promossa dal gruppo gemonese del Partito della Rifondazione Comunista che intende fare il punto della situazione sull’importanza dei S.I.C., sul superamento delle servitù militari, sulla riqualificazione in chiave turistica e sportiva del territorio dei Rivoli Bianchi. Coordinerà la serata l’ex consigliere comunale Moreno Casani. Interverranno il sindaco di Gemona Paolo Urbani, il segretario regionale del WWF Roberto Pizzuti e il direttore del Parco naturale delle Prealpi Giulie Stefano Santi.

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3 Commenti a “«Poligono» di tiro?”

  1. Lucia scrive:

    E’ una annosa questione.
    Siate mai passati ai Rivoli Bianchi dopo una esercitazione di tiro? Rifiuti da ogni parte: vedere per credere.
    Avete mai provato ad organizzare una gita in Ledis e poi vi siete trovati a dover tornare indiatro perchè i militari non ti lasciano passare?
    Siete mai stati a San Agnese per cercare un attimo di pace ed invece avete trovato un continuo rimbombo di spari?
    Chi paga il prezzo di questa servitù? I cittadini!
    Chi dovrebbe tutelare i diritti dei cittadini di Gemona: l’amministrazione comunale!
    Chi ha più voce: il Comune o i Militari?
    Oppure tra l’oro c’è un tacito accordo di non belligeranza a scapito di noi cittadini?

  2. Marco scrive:

    Sulle servitù militari si dovrebbe fare una seria riflessione, non solo politica, ma insieme all’intera cittadinanza. Su un quotidiano, il sindaco di Gemona ha ricordato quanto siano importanti le forze armate quale sostegno alle “missioni di pace”. Continuiamo a chiamare pace ciò che pace non è. E’ questo non aiuta a chiarire i problemi.

  3. Sandro scrive:

    Che progetti ha l’Amministrazione Comunale per questo Sito di Interesse Comunitario? Come intende valorizzarlo? Lascandolo in mano all’autorità militare? Forse è proprio la mancanza di una prospettiva per quell’area e il ritenerla una parte residuale del ns. territorio che ne consente di fatto l’uso a fini militari.
    Ma se proprio non ce la facciamo a progettare il futuro di quell’ambito naturale perlomeno chiediamo una compensazione seria per il disagio che i cittadini di Gemona devono subire. Facciamo sistemare dai militari la strada di San Agnese, altre viabilità forestali o qualche sentiero in abbandono.