Numeri

Numeri05

Comune di Gemona del Friuli – Consenso politico della maggioranza al governo in relazione al numero di elettori:

Voti della maggioranza alle elezioni del giugno 20092.574
Numero elettori del Comune di Gemona9.973
Elettori che non hanno sostenuto l’attuale maggioranza con il loro voto74.1%

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7 Commenti a “Numeri”

  1. MAC scrive:

    Questo è il risultato della legge elettorale per l’elezione dei Sindaci!

    La governabilità è garantita anche con il solo 25.9 % dei consensi.

    A mio pare occorre poi anche dire che questo tipo di legge elettorale è, nel suo complesso, una delle migliori fra le tante che usiamo in Italia: rispetta la maggioranza relativa degli elettori, garantisce la stabilità, NON ci sono liste bloccate e si può indicare una preferenza, i seggi in consiglio vengono assegnati di fatto in modo proporzionale.
    Manca solo un altro piccolo tassello: chi LEGITTIMAMENTE governa, nelle sue azioni di amministratore, dovrebbe sempre umilmente riconoscere che lo sta facendo grazie ad un consenso che non è del 70/80% dei cittadini di Gemona ma del 25.9%.

  2. Admin scrive:

    E’ proprio questo il punto. Chi è stato legittimamente eletto con questo sistema dovrebbe sempre tenere presente che governa per tutti e non solo per i “suoi”. E che i “suoi” sono sempre una minoranza. Insomma, che non deve fare il “capetto”, ma tessere relazioni e dialogare con tutte le realtà politiche che gli stanno attorno.

  3. SBak scrive:

    La democrazia è discussione, ragionare insieme; è, socraticamente, filologia. Chi odia discutere, il misologo, odia la democrazia, forma di governo discutidora. Alla persuasione preferisce l´imposizione. Maestro insuperabile dell´arte del dialogo, cioè della filologia, è certo Socrate, cui si deve la denuncia di due opposti pericoli. Vi sono – dice – “persone affatto incolte”, che “amano spuntarla a ogni costo” e, insistendo, trascinano altri nell´errore. Vi sono poi però anche coloro che “passano il tempo nel disputare il pro e il contro, e finiscono per credersi i più sapienti per aver compreso, essi soli, che, sia nelle cose sia nei ragionamenti, non c´è nulla di sano o di saldo, ma tutto va continuamente su e giù”. Dobbiamo guardarci da entrambi i pericoli, l´arroganza del partito preso e il tarlo che nel ragionare non vi sia nulla di integro. Per preservare l´onestà del ragionare, deve essere prima di tutto rispettata la verità dei fatti. Sono dittature ideologiche, quelle che li manipolano, travisano o addirittura creano o ricreano ad hoc. Sono regimi corruttori delle coscienze «fino al midollo», quelli che trattano i fatti come opinioni e instaurano un «nichilismo della realtà», mettendo sullo stesso piano verità e menzogna. Gli eventi della vita non sono più «fatti duri e inevitabili», bensì un «agglomerato di eventi e parole in costante mutamento (su e giù, per l´appunto), nel quale oggi può essere vero ciò che domani è già falso», secondo l´interesse del momento (Hannah Arendt). Perciò, la menzogna intenzionale – strumento ordinario della vita pubblica – dovrebbe trattarsi come crimine contro la democrazia. Né intestardirsi, dunque, né lasciar correre, secondo l´insegnamento socratico. Il quale ci indica anche la virtù massima di chi ama il dialogo: sapersi rallegrare di scoprirsi in errore. Chi, alla fine, è sulle posizioni iniziali, infatti, ne esce com´era prima; ma chi si corregge ne esce migliorato, alleggerito dell´errore. Se, invece, si considera una sconfitta, addirittura un´umiliazione, l´essere colti in errore, lo spirito del dialogo è remoto e dominano orgoglio e vanità, sentimenti ostili alla democrazia.

    Gustavo Zagrebelsky
    Decalogo contro l’apatia politica
    http://www.ciditorino.it/ARCHIVINOSTRI/Gustavo%20Zagrebelsky.htm

  4. SBak scrive:

    In democrazia, nessuna deliberazione si interpreta nel segno della ragione e del torto. Non vale la massima terroristica: vox populi, vox dei. Essa solo apparentemente è democratica poiché nega il diritto della minoranza, la cui opinione, per opposizione, si direbbe vox diaboli. Vox populi, vox hominum, invece; voce di esseri fallibili ma disposti a riconoscere i propri errori. Il motore di questo movimento sta non nella maggioranza, ma nelle minoranze che fanno loro il motto «distinguìti dalla maggioranza nel compiere ciò che ritieni giusto». La loro ragione d´essere è la sfida alla deliberazione presa, in previsione di un´altra migliore. Per questo, la prevalenza di una maggioranza su una minoranza non è la vittoria della prima e la sconfitta della seconda ma l´assegnazione di un duplice onere: alla maggioranza, dimostrare nel tempo a venire la validità della decisione presa; alla minoranza, insistere su ragioni migliori. Ond´è che nessuna votazione, in democrazia (salvo quelle che instaurano la democrazia stessa) chiude definitivamente la partita, perché il terreno per la sfida di ritorno è sempre aperto.

    Gustavo Zagrebelsky
    Decalogo contro l’apatia politica
    http://www.ciditorino.it/ARCHIVINOSTRI/Gustavo%20Zagrebelsky.htm

  5. Igor scrive:

    Concordo con MAC ma per onestà di numeri bisogna ricordare che i votanti sono stati 7201 e quindi governano con il 35,75%.

  6. admin scrive:

    @Igor
    I numeri, in sé, non sono né “onesti” né “disonesti”. Semmai “corrispondono” o “non corrispondono” alla realtà. Quelli del nostro post ci sembra corrispondano. Se poi si vuole aggiungerne altri per completezza di informazione, va benissimo. Ma l’onestà, davvero, non c’entra.

  7. Igor scrive:

    Alla mia precedente sostituite pure “onestà” con “scrupolosità d’informazione”.
    Comunque, il mio intervento era volto a volare un po’ più bassi sulle cifre senza togliere niente al merito della discussione nella quale mi trovo pienamente concorde. Da subito, in altre sedi, sostenni che una maggioranza relativa così risicata avrebbe dovuto rapportarsi più apertamente con le forze rappresentate in minoranza.