Sommari

Asino03

Sono stati sommari e lacunosi i criteri e i contenuti del progetto «Opportunità giovane» promosso dall’amministrazione comunale di Gemona. Tanto da dover dettagliare e raddrizzare la prima delibera [1.], che avrebbe dovuto lanciare l’iniziativa, con una seconda, altrettanto fumosa e poca chiara negli obiettivi e nei metodi [2.]. In poche battute si tratterebbe di una «formazione integrativa» (una sorta di doposcuola), accanto a quella scolastica, gestita dal Comune, il quale, pagando giovani laureati o diplomati, assisterebbe alcuni studenti delle medie e delle superiori. Una buona idea, in linea di massima, o almeno una buona intenzione. Peccato che sia stata realizzata con i soliti metodi cui questa amministrazione ci ha abituati. Invece di coinvolgere il servizio sociale dei comuni, i direttori didattici, gli insegnanti, le agenzie educative e raccogliere e selezionare i bisogni degli studenti, si è partiti lancia in resta, calandolo dall’alto, con un progetto costoso (oltre 9.000 euro) e dai risultati per nulla scontati. E pensare che a un’interpellanza in merito – presentata dal consigliere comunale Sandro Venturini di «Con te Gemona» – l’attuale sindaco Paolo Urbani rispose in modo perentorio, affermando che il progetto era chiarissimo e addirittura rispondeva all’urgenza di adempiere all’art. 4 della Costituzione. Secondo il nostro primo cittadino, il progetto non è nato dall’esigenza degli allievi di ricevere un supporto formativo o scolastico, bensì da quella dei «formatori» di poter esprimere i loro «talenti formativi». Con i soldi della collettività. Leggere per credere [].
A questo punto la cosa è fatta. Pare che 24 famiglie abbiano richiesto il servizio. Un formatore ogni due «utenti». 375 euro a ragazzo. E ci si provi a dire che a Gemona non si investe nella cultura.

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2 Commenti a “Sommari”

  1. Luca scrive:

    Non mi pare sia una cosa riuscita molto bene….
    Inoltre non riesco neppure a capire il perchè il Sindaco, abituato a ragionare unicamente con la calcolatrice, questa volta non abbia fatto i conti bene….

  2. Sibelius scrive:

    «il progetto non è nato dall’esigenza degli allievi di ricevere un supporto formativo o scolastico, bensì da quella dei “formatori” di poter esprimere i loro “talenti formativi”»: quella di inventare i fabbisogni o, più elegantemente, le “opportunità” per impiegare i candidati (e, di solito, candidati ben precisi) è una pratica che ormai da anni ha preso piede negli enti pubblici. Forse anche in quest’ambito sta semplicemente emergendo quanto nella cosiddetta “prima repubblica” era rimasto nascosto sotto una residua foglia di fico di pudore: un concorso, ma truccato, o un appalto, ma fasullo. Davvero la fantasia italiana non sopporta briglie.
    Che dire? Quando, come in questo caso, si lascia cadere anche la foglia di fico, l’unico elemento apprezzabile rimane la sincerità.