L’acqua non è una merce

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L’acqua è un bene comune. Nel senso che non è di nessuno ed è – nel contempo – di tutti. Non dello Stato, non della Regione, non del Comune. Tanto meno di un’azienda privata. L’acqua è un diritto del singolo e della comunità. È un diritto anche delle generazioni a venire, alle quali noi oggi dobbiamo garantire di poter accedere a questa risorsa primaria e indispensabile per la vita. Attorno all’acqua si stanno già giocando molteplici partite. Economiche e politiche. E molte si giocheranno in futuro. Di qui la necessità di un continuo controllo da parte dei cittadini sulle scelte che verranno attuate. Anche qui da noi, nei nostri territori così ricchi di questa risorsa naturale.
Da questa consapevolezza nasce il lavoro di Legambiente, l’associazione italiana che effettua studi e proposte per la tutela ambientale. Il Comitato friulano dell’associazione [] ha recentemente pubblicato alcune «Osservazioni al documento ‘Valutazione globale provvisoria dei problemi prioritari per la gestione delle acque nella Regione Friuli-v.g.’». Si tratta di un breve documento [] in cui vengono verificati i passi che l’amministrazione regionale sta compiendo per elaborare il «Piano regionale di Tutela delle Acque» [], strumento che «definirà sulla base dell’analisi conoscitiva dello stato delle acque in Regione, le misure per il raggiungimento degli obiettivi di qualità dei corpi idrici e delle acque a specifica destinazione, attraverso un approccio che integri sapientemente gli aspetti quantitativi della risorsa, come ad esempio il minimo deflusso vitale ed il risparmio idrico, con quelli piu’ tipicamente di carattere qualitativo».

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