L’indice

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È lecito che i cittadini siano informati sui costi di una struttura comunale pagata con le loro tasse? E che conoscano i bilanci della sua gestione? Si rimane meravigliati davanti all’articolo comparso su «Il Gazzettino» domenica scorsa []. Tema: la piscina. E un recente trafiletto pubblicato dal periodico locale «Pense & Maravee» [], in cui vengono riportati i dati degli ultimi anni di gestione della struttura. Senza alcun commento critico. Puri dati. L’avevamo fatto anche noi qui [1. 2.] tempo addietro. Sono bilanci pubblici. E siccome riguardano le tasche «passate» dei cittadini e – forse – anche quelle «future», è lecito e corretto che siano resi pubblici. In un sistema democratico.
Fa specie dunque l’atteggiamento stizzito di coloro che davanti a puri numeri – disastrosi invero – se la prendono con chi li diffonde, invece di chiedersi se non ci fosse stata qualche falla nel progetto economico o nel piano di gestione. Perché in Italia c’è questa abitudine a criticare l’«indice» invece che ciò che l’«indice» indica?

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