Chi legge si protegge

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Ogni bambino ha diritto a essere protetto non solo dalla malattia e dalla violenza, ma anche dalla mancanza di adeguate occasioni di sviluppo affettivo e cognitivo. Di qui l’importanza di iniziative volte alla promozione della «cultura» anche per i più piccoli.
Domani, venerdì 20 novembre alle ore 18.30 presso la sala consiliare di Palazzo Boton, si terrà la presentazione di Nati per Leggere, progetto italiano per la promozione della lettura ad alta voce ai bambini di età compresa tra i sei mesi e i sei anni [].
L’iniziativa è promosso dall’alleanza tra bibliotecari e pediatri. Nasce infatti dalla collaborazione tra l’AIB, l’Associazione Italiana Biblioteche, l’Associazione Culturale Pediatri e il Centro per la salute del bambino e si propone di coinvolgere anche enti pubblici, genitori, scuole e lettori volontari.
Sull’intero territorio italiano sono stati realizzati, nel corso degli anni, circa duecento progetti locali, dal momento che Nati per Leggere è attivo dal 1999. E ora approda anche a Gemona.

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2 Commenti a “Chi legge si protegge”

  1. Giovanni Battista (Tite) scrive:

    Ieri sera si è tenuta la presentazione del progetto Nati per leggere. Un progetto molto interessante che coinvolge diverse biblioteche di tutta Italia.
    Ieri sera c’ero anch’io, nuovo cittadino di Gemona. Purtroppo.
    Nati per leggere è rivolto ai bambini e alle loro famiglie, vuole essere una occasione per condividere racconti, volare con la fantasia, divertirsi e imparare.
    Nati per leggere è stato presentato in una sera uggiosa, alla presenza di meno di 40 persone.
    Nati per leggere coivolge, formalmente, le scuole, i pediatri, le bilioteche, e i genitori, e si pone un obiettivo molto ambizioso. Si seguito si riporta un estratto dal sito http://www.natiperleggere.it.
    “Amare la lettura attraverso un gesto d’amore: un adulto che legge una storia. …” (cfr Presentazione).
    Il progetto Nati per leggere, come primo pensiero, riporta proprio “Amare la lettura”.
    Ma ho scoperto che questo è proprio ciò che sostengono i Coccolastorie, una associazione nata molto tempo prima della serata inaugurale. Da quanto ho appreso, Coccolastorie raccoglie molte persone apppassionate, gente comune, insegnanti, impiegati, che nel tempo libero fermano i loro sguardi su pagine ingiallite di libri dall’odore acre, e leggono, sotto gli sguardi attenti e incuriositi dei bambini, che a bocca aperta ed occhi sbarrati stanno fermi a sognare. E così, espressioni, racconti e favole, sono state raccontate in questi ultimi due anni, anche presso i locali della biblioteca.
    Ma ieri sera non se ne poteva parlare. Non si poteva chiedere al personale della biblioteca, e neppure all’assessore Marmai, spiegazioni sul progetto, sulle sue modalità di svolgimento, sul perché non fossero mai citati coloro che in questo periodo di assenza dell’amministrazione nei confronti delle famiglie, dei bambini, della cultura, gratuitamente prestavano servizio proprio con lo stesso obiettivo. Quell’associazione dovrebbe diventare estremità preziosa del progetto Nati per leggere; non è antagonista, ovviamente, proprio perché fondata sull’Amore per la lettura.
    Domande troppo scomode, evidentemente, strozzate da “Questa sera si presenta il progetto. Non si fanno domande.”.
    Ah, no? I cittadini non ne hanno il diritto? Possono esercitare il loro pensiero solo coloro che hanno un posto di potere privilegiato? Anche una semplice impiegata può esercitare una propria posizione autoritaria, impiegata, ricordo, pagata dai contribuienti tutti? Questa è la vera novità introdotta dalla nuova amministrazione comunale? Il nuovo che avanza? Bella Gemona!

  2. Erika Stroili scrive:

    Anch’io ero presente alla serata relativa al progetto “Nati per leggere”. Essendo una persona ottimista, accolgo con piacere la proposta formulata in tale serata e mi auguro che eventuali mancanze siano da imputare al fatto che siamo solo agli inizi. Mi sembra ovvio che, essendo il progetto volto alla promozione della lettura, l’amministrazione non possa prescindere dalle risorse (gratuite) provenienti dal territorio che da tempo condividono tali obbiettivi (vedi “Coccolastorie”). L’importante è quindi “fare rete”. Ritengo che l’attività di tale associazione – che stimo e apprezzo – possa favorevolmente affiancare “nati per leggere” da due punti di vista: 1) attività di animazione alla lettura rivolte alla fascia di età 0-6 anni (tanto più che la stessa dott.ssa Bortolotti ha sottolineato come il personale della biblioteca non possa sobbarcarsi anche tale compito); 2) nella fascia di età succesisva (scuola primaria): questo per continuare a stimolare e motivare l’interesse alla lettura. Bisognerà quindi trovare quanto prima un accordo e avviare una proficua collaborazione. Cordiali saluti Erika Stroili