La muraglia cinese

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Anche gli italiani – modestamente – si sono meritati la loro muraglia cinese, la loro linea Maginot, il loro muro di Berlino. E l’hanno chiamato «Vallo alpino littorio». Un sistema di fortificazioni voluto da Mussolini per proteggere il confine italiano dai paesi confinanti, Francia, Svizzera, Austria e Jugoslavia, la cui costruzione iniziò pochi anni prima la Seconda guerra mondiale.
A distanza di 70 anni da quegli eventi se ne parlerà domani, sabato 28 novembre, a Gemona in un convegno organizzato dall’Associazione Centro Studi «Accademia» a partire dalle ore 9.30 presso la Sala della Comunità Montana. Titolo del convegno «Il Vallo Alpino Littorio in Cadore, Carnia e Tarvisiano. Le fortificazioni militari: da opere di guerra a patrimonio storico-ambientale». Un’occasione non solo per discutere del nostro recente passato, ma anche per proporre percorsi di recupero del patrimonio storico che ci «vive» accanto e del cui valore spesso non siamo pienamente consapevoli.
P.S.: Il «Vallo alpino littorio, nella sostanza, non adempì ai suoi compiti di difesa. Non servì a nulla.
[QUI il volantino dell’iniziativa]

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11 Commenti a “La muraglia cinese”

  1. Ermanno scrive:

    Il commento del Post Scriptum dell’articolo è stato scritto dall’autore con assenza di informazioni!
    Uno spunto di ricerca per l’autore:
    Oltre che andare al convegnoVedi Resia (BZ) ed il reimpiego del Vallo Alpino nel Triveneto.
    Un chiaro invito per andare al convegno.

  2. Ermanno scrive:

    Una petizione popolare on-line per la salvaguardia delle fortificazioni del Vallo Alpino è presente in rete al seguente indirizzo:
    http://www.firmiamo.com/valloalpino

  3. admin scrive:

    @ Ermanno.
    Il P.S. del Post non intendeva certo darsi come analitica ipotesi storiografica, bensì come leggero frizzo ironico. Ciò nondimeno – anche al profano di storia patria – può sorgere l’interrogativo: se il Vallo è stato costruito (anche) in funzione antitedesca, quale decisivo ruolo può aver avuto dopo quanto sappiamo essere successo? Ma forse è vero. La linea Maginot o il muro di Berlino almeno continuano a servire di monito per segnalare la stupidità umana. In questo sono assai utili. In ogni caso meglio astenersi da facili giudizi e partecipare al convegno di domani, cui invitiamo calorosamente tutti gli interessati.

  4. Beppino scrive:

    http://www.firmiamo.com/valloalpino

    Scusate, è uno scherzo o una roba seria?
    In questo sito mi viene fuori di tutto (dai mutui a tasso zero alle offerte di lavoro a Napoli) ma nulla sul vallo!
    E io che volevo capirci qualcosa…

  5. Ermanno scrive:

    http://www.firmiamo.com/valloalpino
    Ci tengo a sottolineare che il Link indicato E’SOLO una petizione, nulla di storico in una raccolta di firme. Esiste Google/Yahoo per le ricerche.
    Comunque non mi pare che la reclam superi il terzo dello schermo, tantomeno la presenza di popup pubblicitari selvaggi.

    Il Vallo Alpino orientale non è passato alla storia, in quanto è stato riutilizzato per la difesa della nostra Nazione.
    E’ stato coperto da segreto militare fino al 1991, successivamente ignorato dal comune disinteresse generale in quanto “etichetatto” di fascismo. Comunque ha rappresentato un valido monito d’intimidazione dei piani segreti d’invasione dell’Armata Rossa.

  6. Beppino scrive:

    @ Ermanno
    Forse ci colleghiamo a due “reti internet” diverse ma nella mia in quel link c’è solamente pubblicità, è scritto per metà nella linguaccia inglese e del nostro vallo ci si salvò dall’invisione bolscevica neanche l’ombra.

  7. palmir scrive:

    Visti i temi trattati consiglierei la visione del seguente link:

    http://www.youtube.com/watch?v=4Wcg2-m1Me8

  8. Beppino scrive:

    Ecco, questo fuziona anche sul mio pc.
    Ha me piace tantissimo anche questa:

    http://www.youtube.com/watch?v=VgQg4xFukiY

  9. Beppino scrive:

    Ca…
    Scusate, ho scritto A con l’H!
    In ITALIANO 4 – -

  10. Luca scrive:

    un applauso ai due interventi di palmir e Beppino

  11. Matteo scrive:

    @Beppino:
    Ermanno ti aveva dato il link sbagliato, quello della petizione a cui si riferiva è http://www.firmiamo.it/valloalpino