TrasparEnte /4

Trasparente06

Con l’intento di contribuire a una maggiore trasparenza amministrativa, il consigliere comunale di «Con te Gemona» Sandro Venturini ha recentemente inoltrato un’interpellanza a risposta scritta [] richiedendo informazioni sulle retribuzioni lorde del sindaco e degli assessori. Questi i dati che abbiamo ricevuto:

Paolo Urbani3.905,10 €
Roberto Revelant1.157,40 €
Vincenzo Salvatorelli1.171,80 €
Fabio Collini1.171,80 €
Loris Cargnelutti867,60 €
Luigino Patat1.171,80 €
Stefano Marmai1.171,80 €

L’interpellanza chiedeva anche altri dati riguardanti il Comune di Gemona:

Numero dipendenti assunti con contratto a tempo indeterminaton. 78
Numero dipendenti/collaboratori assunti con altre forme contrattualin. 3

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9 Commenti a “TrasparEnte /4”

  1. locassio l. scrive:

    … ma chi pensate di prendere in giro!
    Porchi sarete voi!
    l.l.

  2. mac scrive:

    scusatemi ma non capisco il commento di Iocassio……

    chi prende in giro chi?
    chi è il porco? per quale motivo?

  3. Giovanni Battista (Tite) scrive:

    Di fronte all’impegno e alle responsabilità che devono assumersi assessori e sindaco, non mi stupisce nè mi indigna la retribuzione lorda, per certi versi mi sembra addirittura una miseria.
    Certo che, essendo soldi nostri, devono fruttare in servizi, qualità della vita, valorizzazione del territorio, delle sue attività, ecc.

  4. Tony scrive:

    Per dire il vero pensavo tirassero anche di più.

  5. Rondin scrive:

    Ir al ere S. Dree, magari Iocassio a si riferive a chel tabajant di purcis!!!

  6. Luca scrive:

    Concordo pienamente con Tite.

    Facendo due conti in modo approssimativo, se non erro, il nostro sindaco percepisce circa 2.500,00-2.600,00 euro netti al mese.
    Oggettivamente nulla di esagerato per una persona che svolga con impegno e competenza il suo ruolo (indipendentemente quindi dallo schieramento a cui appartenga).

    Il dato che mi impressiona maggiormente invece è l’indennità erogata all’assessore Loris Cargnelutti: nella migliore dell’ipotesi credo che il suo netto si aggiri sui 550,00- 600,00 euro/mese. Se guardiamo le sue responsabilità credo sia veramente una miseria.

    Forse sarebbbe opportuno che qualche consigliere regionale percepisse qualcosa in meno e gli assessori comunali qualcosa in più.

    I calcoli del netto sono fatti in via approssimativa, qualora le stime fossero sbagliate spero che i diretti interessati ce lo comunichino, ad ogni modo ribadisco il concetto che indennità di questo livello non mi sembrano per nulla fuori luogo.

  7. Mr Londero scrive:

    Caro Tite… ma quali “soldi nostri”?!?

    Quando si analizza una situazione bisognerebbe essere obiettivi e imparziali e nel giudicare essere al di sopra di sospetti, ma spesso non è così, anzi chi meno dovrebbe parlare più pontifica!
    Il vizio diffuso è quello di criticare ed essere severi nei confronti degli altri e magnanimi con se stessi, la propria categoria, i propri amici.

    Perchè ci dovrebbero essere “soldi nostri” e “SOLDI NOSTRI”?
    Non sono forse soldi nostri anche quelli che percepisce la portinaia in comune? l’insegnante di nostro figlio? l’assitente sociale dell’Azienda Sanitaria? il casellante dell’A23? la segretaria dell’Agenzia delle Entrate? la persona allo sportello in posta? …ed in generale quelli percepiti da tutti i dipendenti statali e parastatali?
    E quanti “soldi nostri” quindi della collettività girano nel privato tra contributi, cassintegrazioni, partecipazioni pubbliche, sgravi fiscali, ecc…?

    Non devono forse TUTTI lavorare con la profusione del massimo impegno per garantire lavoro di qualità quaslsiasi sia il loro mestiere e chiuque sia il datore di lavoro?

    E’ meno responsabile delle sue azioni un’infermiera o un medico di base? Il vigile urbano non partecipa forse dell’ordine e della sicurezza di un territorio? Il presidente della Pro Loco non è forse responsabile di come amministra l’ente che presiede?

    Non so che mestiere fai tu caro Tite ma mi sembra che poche persone possano dire agli altri se meritano o meno quanto percepiscono e se fanno o non fanno il loro massimo.

    Non capisco quindi questo luogo comune del politico o amministratore pubblico che prenderebbe i “nostri soldi” e dell’impegno che dovrebbe osservare. Quante pensioni sono state elargite senza merito? Quante invalidità garantite a dei sani? Non pare strano che i “poveri operai” della concezione comune possano permettersi diverse auto ed appartamenti?

    Dico questo perchè purtroppo ne conosco diversi e mi scandalizzano più per esempio i 1000/1500 euro che prende un dipendente dell’esercito che non fa un C—O in tutta la vita piuttosto che i miseri 2500 euro del sidaco di Gemona. Al primo chiederei se i soldi che percepisce sono meritiati, non al secondo che oltre a impegni e responsabilità notevolmente maggiori ha una visibilità tale che il suo operato è sotto gli occhi di tutti!

  8. Mr Londero scrive:

    …forse col dipendente dell’esercito sono stato tenero, prendono molto di più!

  9. admin scrive:

    Concordo con «Mr Londero». Ciascuno, dal dipendente statale al pensionato, dal dirigente d’azienda al libero professionista, dovrebbe fare la sua parte. Lo dice anche la Costituzione italiana, al quarto articolo: «Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società». Ciascuno dovrebbe agire seguendo il «principio responsabilità», nei confronti di se stesso, degli altri, dell’ambiente che lo circonda, delle generazioni future. Però c’è un però. Il «lavoro» del politico non è proprio un «lavoro». Si pone – a mio avviso – su un piano «altro» rispetto alle altre professioni.
    1. Il politico non viene assunto, ma votato. E in una democrazia indiretta qual è la nostra egli ha una delega che dura – nel caso di un sindaco – 5 anni. In questo periodo nessuno ha il potere di revocare il suo mandato, se non la sua stessa maggioranza o – in casi eccezionali – la magistratura. Un dipendente invece ha un «contratto» che ne fissa le mansioni, gli obblighi e anche il licenziamento. Poi, è vero, in Italia, per quanto riguarda molti dipendenti statali, non vi sono controlli e le regole spesso vengono eluse. Ma questa è un’altra storia.
    2. Il politico governa e fa le «leggi». Ha tra le mani un «potere» di tipo diverso rispetto a quello di un lavoratore imprenditore dirigente insegnante sindacalista e anche di un militare. È un tipo di potere che incide direttamente sulla collettività in misura ben maggiore rispetto agli altri. Attraverso le leggi il politico definisce le «regole del gioco», anche di come si organizza e si struttura il lavoro stesso. Se – come dice Lei «Mr Londero» – un militare non fa nulla, è prima facie del politico la responsabilità di non aver legiferato e verificato.
    3. Il politico gestisce in modo diretto i soldi della collettività. Decide le «entrate», le tasse, i capitoli di spesa, le priorità. E decide anche come far funzionare gli enti di sua pertinenza. Se i quasi 80 dipendenti del Comune di Gemona – tanto per fare un esempio – non fossero efficienti, e per fortuna mi sembra che lo siano, sarebbe al sindaco da imputare la prima responsabilità. Poi, giù giù, al resto della struttura.
    Detto ciò, quindi, è vero che ogni cittadino ha il dovere di rendere conto dell’impegno che mette nella sua professione. Ma al politico è chiesto quel quid in più. E lo dicono anche le leggi. Pensi a quelle recenti sulla trasparenza di Brunetta. In Europa questo è un fatto normale. È l’Italia a risultare un’anomalia. Se in Inghilterra viene scoperto che un politico ha evaso le tasse scoppia uno scandolo ed egli si dimette. E se ha agevolato un suo amico imprenditore idem.
    Il discorso che Lei fa, «Mr Londero», rischia di andare a finire in un generico «siccome siamo un po’ tutti colpevoli, nessuno è colpevole». Concordo pienamente sulla prima proposizione, non certo sulla seconda. Se vi fosse una forza e una volontà condivise di imporci un po’ tutti quanti maggiore rispetto delle leggi, trasparenza e responsabilità, forse, avremmo fatto un passo avanti. Ecco, anche a partire da tali considerazioni, trova per noi senso questo piccolo luogo virtuale che è contegemona.it. [r.u.]