Ridurre gli sprechi

Soldi01

Perché spendere 11.000 euro delle casse comunali per rifare il sito web dell’amministrazione, quando lo si potrebbe realizzare senza sborsare alcunché? A questo interrogativo chiede di rispondere l’interpellanza del nostro consigliere Sandro Venturini appena inoltrata al sindaco di Gemona []. Lo status quaestionis è presto detto: la Comunità montana, d’intesa con la Regione e con l’Aster Riviera Turistica Friulana, mette a disposizione gratuitamente ai comuni che lo desiderano una serie di servizi informatici, tra cui la realizzazione di un sito internet personalizzabile e l’hosting sui server regionali. Il comune di Gemona non ha aderito al progetto e, da una recente delibera [], sembra non abbia l’intenzione di aderirvi in futuro. Da qui la nostra interpellanza che intende fare un po’ di chiarezza su questa scelta comunale non in linea con la volontà di ridurre gli sprechi e di rendere più efficiente l’amministrazione pubblica.

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7 Commenti a “Ridurre gli sprechi”

  1. Luca scrive:

    … sembra che anche l’amministrazione precedente non avesse valutato positivamente questa ipotesi…

    Non essendo le decisioni del passato vincolanti per il futuro restiamo in attesa di conoscere le ragioni che hanno portato a questa scelta.

    A mio parere, la decisione di procedere autonomamente, con i conseguenti aggravi di costi può essere corretta e giustificabile solo nel caso in cui il progetto della Comunità Montana/REGIONE contenga lacune gravi e non sanabili.
     

  2. Virginio scrive:

    Ma noi gemonesi non conosciamo metodi più trasparenti per realizzare i progetti?
    Ogni qualvolta l’amministrazione debba affidare lavori edilizi per progetti di rivalutazione o valorizzazione del territorio o dei servizi, emerge qualche zona d’ombra [.................]. E’ inspiegabile. Ma sarà sempre così? Cambiano gli uomini ma non cambiano i metodi.
    Gemona, sottile squarcio della società italiana malata.

    [Parti del commento sono state eliminate dall'Amministratore]

  3. Luca scrive:

    a mio parere occorre fare alcune precisazioni:

    - nel caso specifico il problema non è di onestà e neppure di trasparenza ma di indirizzo politico. Personalmente credo che l’amministrazione abbia fatto le sue considerazioni prima di prendere la sua decisione, solo per informazione sarebbe bello saperle.

    - Anche il modo di dare gli incarichi: ovviamente è tutto legale e anche la decisione, per quanto possibile, di “dare lavoro a Gemona” è sensata.
    Forse io preferirei una maggiore concorrenza e libero mercato: lavoro ai Gemonesi si ma come minimo chiedere tre preventivi a persone/ditte qualificate e poi dare l’incarico a chi ha proposto l’offerta più conveniente per la collettività. Questo forse sarebbe ancora più trasparente

  4. quinto scrive:

    Per fortuna che gli amministratori possono affidare dei lavori con indirizzo politico, senza dover per forza di cose richiedere tre preventivi prima di assegnare il lavoro al miglior offerente. Lavoro che, spesso, per questioni di costi, risulta di scarsa qualità.

  5. Luca scrive:

    scusami quinto ma non concordo!

    L’amministratore competente sa a chi chiedere i preventivi e ovviamente, nel completo rispetto delle leggi e delle procedure, li chiede solo a coloro che stima abbiano le capacità di eseguire i lavori nei modi e nei tempi richiesti.
    Anche in una Pubblica Amministrazione e non solo nel privato si può ottenere dei lavori ben fatti con un prezzo concorrenziale!

  6. massimo u scrive:

    Avte ragione tutti,

    se non ricordo male, al di sotto dei 40000 euro le scelte possono essere politiche. E’ una cifra alta, che consente agli amministratori un maggiore controllo su lavori di modeste dimensioni, ma non per questo meno importanti di altri.
    Infatti, quando gli appalti superano la cifra base, vince il miglior offerente.
    Sono convinto che il pagamento dello spettante sia sempre vincolato alla realizzazione ad arte dell’opera. Ma il costo effettivo non è l’ammontare riportato sull’assegno strappato dal libretto; per i cittadini è il rapporto tra quest’ultimo e la qualità del lavoro. Quello è il costo reale e percepito. Ma chi ha le competenze per valutare la qualità?
    La misura della qualità dipende da molti fattori, alcuni dei quali non sono visibili all’occhio del cittadino generico. Specialmente se ragioniamo in termini tecnico-informatico, dove oltre a ciò che usa l’utente, nel caso specifico il sito, ci sono le tecnologie più o meno complesse, difficili da manutenere, che richiedono costante opera di messa a punto e collaudo. E’ allora che il vantaggio di avere una azienda competente, fidata, disponibile ed esperta, sita sul territorio, e dunque interessata al bene della propria città, motiva le scelte dell’amministrazione e di conseguenza, gli effetti, ricadono sul servizio fornito al cittadino.

  7. Mario L. scrive:

    Bene ha fatto il consigliere di Con te Gemona a chiedere spiegazioni attraverso un’interpellanza. Visto che 11.000 euro (e sicuramente di più se consideriamo i costi per il mantenimento futuro del sito) potevano essere risparmiati, è opportuno che l’assessore referente espliciti le ragioni delle sue scelte. Solo a quel punto, e se le argomentazioni saranno convincenti, potremo dire che quei soldi sono stati spesi bene e non sprecati.