Et incarnatus est

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Il «grande mistero» in musica. Questo pomeriggio alle ore 16.00 in Duomo il Coro Glemonensis presenta un progetto concertistico dal titolo «O Magnum Mysterium»: una cantata sul «mistero» dell’incarnazione. Un prologo, tre parti, un epilogo per voce recitante, coro maschile e femminile, voci bianche. E fiati, percussioni e organo. Un grande spettacolo musicale, insomma. Per arricchire queste giornate di pioggia tracimante.
Testi di Mara Udina, musica e direzione di Davide Pitis. Coro Glemonensis, Coro Kodaly di Udine, Coro Romatino di Concordia Sagittaria, Coro Pueri Cantores di Udine, Gruppo strumentale Ottoni del Friuli – VG.
[Foto: dal film Il vangelo secondo Matteo di P.P. Pasolini]

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Un Commento a “Et incarnatus est”

  1. Sandro Venturini scrive:

    Ieri ho letto una bella riflessione natalizia di Masssimo Cacciari; condivido con voi questi due passaggi:

    Isidoro di Siviglia diceva “Spes viene da piede”. La speranza infatti è quella che fa camminare, che fa andare; essere disperati è come tagliarsi un piede e non potersi più muovere. Se si vuole essere sicuri si resta chiusi nella propria casa, e allora sperare non ha più senso. Sperare di essere sicuri, è una contraddizione in termini. Solo in viatoribus, diceva San Tommaso, sta la speranza.

    Nella nostra cultura l’io, l’individuo viene prima di tutto; la libertà che deriva dal concetto di speranza cristiana esprime invece una “follia” per il modo: il paradosso che prima è la relazione.