Archivio di gennaio 2010

Numeri

domenica, 31 gennaio 2010

Numeri25

Bilancio di previsione del Comune di Gemona 2010.

Totale22.155.358 €
Spesa corrente9.642.358 €
Spesa di investimento12.513.000 €

Buone intenzioni, azioni modeste

sabato, 30 gennaio 2010

Superman_01

L’idea in sé poteva risultare buona. Ma come sempre le idee per camminare hanno bisogno di gambe. Almeno due in questo caso: adeguati finanziamenti e metodi concertati. Da alcuni giorni il Comune di Gemona ha attivato lo «sportello informativo sociale per gli immigrati stranieri». Il progetto, che sarà gestito da Stefania Marchetti, dottoranda dell’Università di Trieste esperta di integrazione – è innovativo e si propone obiettivi impegnativi: monitorare e studiare l’immigrazione all’interno del Comune; predisporre una mediazione tra lo straniero e le strutture socio-sanitarie; informare, indirizzare e aiutare lo straniero nell’iscrizione al Servizio Sanitario; istituire un percorso di formazione, prevenzione e promozione alla salute; favorire l’inserimento sociale dell’immigrato straniero, aiutandolo a diventare cittadino consapevole; prevedere e stimare le problematiche degli immigrati di seconda generazione; fornire costantemente strumenti informativi per gli immigrati. Obiettivi che si cerca di raggiungere mediante l’apertura di un punto informativo presso la sede della Casa per l’Europa in piazza del Ferro. Due volte la settimana, il mercoledì pomeriggio dalle 15 alle 17 e il venerdì mattina dalle 9 alle 11. E con un lavoro di back-office in sinergia con l’Azienda Sanitaria.
Fin qui tutto bene. Eppure, scavando un po’ a fondo, emergono alcune criticità. Prima: lo stanziamento per lo sportello è di 4.845 euro (969 messi dal Comune, 3.876 dalla Provincia), 148 ore in tutto. E chiuderà i battenti, almeno così recita la delibera, a giugno 2010. Finanziamenti così bassi e tempi così ridotti sono adeguati agli onerosi obiettivi che il progetto si propone? Seconda criticità: il Servizio sociale dei comuni è stato coinvolto nell’elaborazione dell’iniziativa? Da quanto si sa, no. L’amministrazione non ha sentito la necessità di un previo confronto. Eppure è proprio il Servizio sociale dei Comuni che opera quotidianamente con famiglie immigrate. Terza criticità: quali sono gli immigrati ai quali lo sportello intende rivolgersi? Tutti? Anche quelli che non hanno residenza nel Comune di Gemona? I comunitari? I comunitari residenti da un certo numero di mesi in Regione? Gli extracomunitari? E quali? Quelli con permesso di soggiorno? Quelli con carta di soggiorno? Quelli con permesso in attesa di occupazione? Quelli irregolari che il «Pacchetto sicurezza» imporrebbe di respingere? Il progetto non risponde a queste domande. Vi risponderà in seguito? Quarta criticità: visto che il finanziamento erogato dalla Provincia è assai più basso dei 10.000 euro inizialmente richiesti, perché il Comune, se ritiene che questa sia davvero una linea di lavoro prioritaria, non ha messo qualche fondo in più? Davvero si pensa di sostenere l’integrazione nel nostro comune con neanche 1.000 euro l’anno? Insomma, ancora una volta, a fronte di idee che potrebbero attivare «buone pratiche» a servizio della comunità, sembra di assistere a piccole o insignificanti azioni di propaganda. Giusto per poter dire: «noi ci siamo occupati anche degli immigrati». Ma così ci si fa davvero carico delle persone? O si fa solo campagna elettorale? In ogni caso, attendiamo. A luglio ci torneremo sopra.

Il documento più importante. Ora on line

venerdì, 29 gennaio 2010

Macbook

Non è certo una lettura agevole. 131 pagine. Eppure è il documento più importante del Comune di Gemona. Il bilancio di previsione 2010-2012 che verrà posto in discussione nel prossimo consiglio comunale. È qui che trovano «compimento» finanziario i progetti futuri dell’amministrazione. Una buona lettura. Per chi ne ha la competenza. E la pazienza. []

InvestiMenti

giovedì, 28 gennaio 2010

Cinema_01

Una lezione positiva da Tolmezzo. Già, possiamo dirlo. Una realtà storica, nata nel 1958, spentasi un anno fa, si è illuminata di nuova vita. È il cinema «David» di Tolmezzo, che tornerà ad aprire i battenti, e lo farà in pompa magna, presentando una veste migliore, più confortevole, al passo con i tempi e con le moderne tecnologie. Una collaborazione tra diverse realtà ha coinvolto figure istituzionali e private: la parrocchia, proprietaria della sala, e due dei soci della Modo srl, la nuova società che gestirà l’immobile, nata dall’unione di alcune persone del capoluogo carnico e la BM srl di Bologna (che gestisce il 50% delle sale dell’Emilia Romagna).
Di grande interesse sono le scelte operate dai gestori della sala: i posti a sedere passeranno da 330 a 250 per permettere l’installazione di poltrone in pelle più confortevoli; le file saranno inoltre sfalsate, per scongiurare il rischio che la testa dello spettatore davanti possa compromettere la visuale. Dal punto di vista tecnico la sala sarà dotata di uno schermo argentato per supportare la proiezione in 3D. Per migliorare l’accoglienza del pubblico, infine, la nuova sala d’attesa sarà ammodernata e verrà aperto un nuovo bar interno. In totale si parla di oltre 400 mila euro di investimenti. Un progetto interessante, un investimento importante per il sostegno dell’attività culturale del capoluogo carnico.
E a Gemona? La nostra sala dispone di ben 400 posti a sedere, comodi, purchè non siano occupati da persone di altezza maggiore al metro e cinquanta, e confortevoli, purché gli spettatori non pesino più di 50 Kg! Da anni si dice che il cinema-teatro di Gemona ha bisogno di un ammodernamento. Che richiederebbe un sostanzioso investimento. Un primo passo è stato fatto, e i risultati sono sotto gli occhi di tutti: la programmazione è finalmente di qualità e riesce ad attrarre un discreto numero di spettatori. Ma la struttura ha bisogno di un maquillage, sia sul versante degli spettatori che su quello degli artisti, che ora devono accamparsi in camerini che sono a dir poco fatiscenti. Speriamo quindi che «investimento» sia la parola cardine per l’attuale maggioranza. E sia accompagnata sempre dal termine «cultura».

In solitaria si fatica di più

mercoledì, 27 gennaio 2010

Solitaria_01

«Il comprensorio del Gemonese può e deve agire in sintonia sui grandi temi che interessano l’intero territorio. Uno di questi è lo sviluppo economico. Per cui le strategie per promuovere e potenziare il tessuto industriale della nostra zona vanno concordate e condivise tra tutti i soggetti interessati». Questa potrebbe essere la sintesi cui sono giunti alcuni rappresentanti delle forze politiche del centro-sinistra dei comuni di Buja, Osoppo e Gemona, che si sono riuniti recentemente per discutere della questione CIPAF [1► 2► 3►]. La nostra amministrazione ha operato troppo da sola in questi mesi. Non ha saputo concordare la propria linea con i comuni vicini, né tanto meno con le minoranze in consiglio comunale. Di qui un’interpellanza dei consiglieri Mariolina Patat, Sandro Venturini e Giacomino Dorotea [], che sollecitano il sindaco Paolo Urbani ad accelerare i tempi della nomina del presidente del CIPAF e chiedono la discussione del tema in un prossimo consiglio. Nella speranza che Gemona non continui a pedalare in solitaria.

Impresa pubblica

martedì, 26 gennaio 2010

Puzzle_03

«L’azienda non è solo nostra, ma è un bene per la collettività tutta». Con queste parole si chiude la lettera che il Presidente dell’Associazione Piccole e medie Industrie di Udine Massimo Paniccia ha inviato agli associati, invitandoli a «mantenere e ravvivare quei valori che sono alla base del nostro saper fare impresa, perché così ne usciremo rafforzati e ancora più consapevoli del nostro ruolo per la collettività». Parole sagge, che richiamano alla responsabilità collettiva di coloro che dirigono l’economia del nostro territorio. Questa crisi potrà rappresentare un momento favorevole se risveglierà le motivazioni e gli intendimenti migliori. Se permetterà di chiederci il significato e il valore del «fare impresa», del lavoro e del profitto. Se ci aiuterà a ripensare nuovi rapporti fra «pubblico» e «privato», mostrandoci che anche un interesse individuale, come governare un’azienda, se guidato dal senso della responsabilità, della «cura» e dell’onestà, è un bene per la collettività. Un bene «pubblico».

Bilanci

lunedì, 25 gennaio 2010

Bilancia_01

Tra una decina di giorni o poco più dovrebbe riunirsi il consiglio comunale di Gemona. Dopo un’attesa di oltre due mesi. Si parlerà del bilancio 2010-2012. In questi giorni l’amministrazione ne ha predisposto il riepilogo per programmi [] con l’allegata relazione introduttiva []. Come sempre un po’ altere e presuntuose le parole del nostro sindaco. Prima di lui il deserto e la miseria. Negli ultimi sei mesi la risurrezione e all’orizzonte un futuro paradisiaco. Lasciando questo stile al solito «gioco» della politica, come opposizione cercheremo di concentrarci sul merito delle diverse scelte che l’attuale amministrazione sta compiendo. Criticando ciò che ci sarà da criticare e sostenendo ciò che andrà sostenuto. Con rigore, trasparenza e onestà.
A una prima lettura «a pelle» del bilancio – cui seguirà una puntuale disamina in consiglio – emerge la volontà dell’attuale amministrazione di procedere sulla strada delle infrastrutture, realizzando 3 «grandi opere»: completamento della torre del castello, palazzetto dello sport e scuola dell’infanzia di Piovega. Vi è poi il progetto, di cui ancora si sa poco o nulla, della «Città dello sport» e il rilancio del centro storico. E poi la riduzione dei costi comunali, delle imposte e il sostegno ai redditi e alle persone in difficoltà. Insomma, un bilancio a 360°. Sulla carta. Meno chiaro il reperimento delle risorse. Se alcune spese saranno sostenute, come sempre accade, da contributi regionali o provinciali, altre richiederanno di metter mano alle casse comunali. E qui emergono gli elementi che andranno valutati con attenzione ed equilibrio. Il sindaco dichiara la propria volontà di vendere una parte del patrimonio immobiliare del Comune, senza indicare con quali criteri, e soprattutto di sforare il «patto di stabilità» fissato dal governo. Come dire: fare debiti. Anche qui senza indicare modalità e limiti.

Numeri

domenica, 24 gennaio 2010

Numeri24

Gradimento dei politici friulani ad inizio 2010.

Nome / CaricaPosizioneGradimento
Renzo Tondo / Presidente Regione Friuli-VG10° su 1750%
Pietro Fontanini / Presidente Provincia Udine48° su 10754%
Alessandro Ciriani / Presidente Provincia Pordenone6° su 10760%
Enrico Gherghetta / Presidente Provincia Gorizia97° su 10750%
Furio Honsell / Sindaco di Udine82° su 11051%
Sergio Bolzonello / Sindaco di Pordenone15° su 11059%
Ettore Romoli / Sindaco di Gorizia106° su 11047%

[Fonte: «Ipr Marketing» per «Il Sole-24 Ore»]