Immobile democrazia

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Che il nostro Paese sia in passivo in termini di democrazia è sotto gli occhi di tutti. I luoghi della rappresentanza vengono screditati di giorno in giorno. A tutti i livelli, dal Parlamento ai consigli comunali. C’è chi sostiene sia un dato strutturale della nostra società, da decenni in difetto di senso civico, se non da secoli. Lo stiamo vedendo anche in questi giorni a Gemona. Con dispiacere e preoccupazione. A fronte delle richieste che provengono da più parti per arginare e tenere sotto controllo – per quanto possa fare un’amministrazione locale – gli effetti della crisi economica, il sindaco Paolo Urbani, invece di accogliere la proposta dell’intera opposizione di convocare un Consiglio comunale straordinario [], replica con un «no» deciso []. Parla, il sindaco, di una situazione e di un’azienda particolare, quando invece la richiesta della minoranza aveva un respiro generale, inerente alle condizioni dell’intera zona del Gemonese. Quasi egli non avesse compreso le brevi parole del testo che gli è stato inviato. Sarà artificio retorico. Chissà. Certo è grave che anche gli stessi consiglieri di maggioranza vedano compresso e svilito il loro ruolo e il loro mandato di fronte agli elettori, non potendo partecipare al dibattito democratico nella sua sede propria. Palazzo Boton è sempre più immobile. Di democrazia.

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3 Commenti a “Immobile democrazia”

  1. Sandro V. scrive:

    Domani i gruppi di minoranza hanno indetto una conferenza stampa per far conoscer la propria posizione in relazione al diniego del Sindaco a tenere un dibattito in Consiglio Comunale sugli effetti generati della crisi economica nella nostra città, che ricadono in particolare sulle famiglie e sui cittadini che hanno meno “voce”, e sulle iniziative che l’amministrazione comunale può intraprendere.

    Ma la prima domanda a cui una buona amministrazione dovrebbe rispondere è: quante sono effettivamente queste situazioni di disagio? Che impatto hanno? Quali gli strumenti per “individuarle e misurarle”?

    Solo partendo da una seria conoscenza dei problemi si possono allestire efficaci azioni per contenerli.

  2. Luca G. scrive:

    In effetti ognuno ha la propria idea di cosa significhi essere democratici.

    Il sindaco Urbani e la sua squadra, indipendentemente dal condividere o meno alcune decisioni, stanno sicuramente lavorando e nessuno creda possa dire il contrario.

    Ma questo è sufficiente?

    Sembra quasi che la soddisfazione dei gemonesi derivi dal fatto che finalmente i blocchetti di porfido stiano al loro posto, che le strade siano più pulite, che ci siano delle nuove luminarie in centro…
    Se dovessimo basarci solo su ciò a cui eravamo abituati dovremmo forse essere felici ma, senza voler sminuire il lavoro dell’attuale maggioranza, occorre avere il coraggio di affermare che le cose sopra elencate non sono null’altro che atti dovuti da parte di chi governa una città e che, se negli ultimi 15 anni di amministrazione non sono stati fatti, forse occorre distribuire, con onestà, le responsabilità a chi ne ha!

    Ciò che viene chiesto al sindaco è di progettare la Gemona dei prossimi 10-15 anni e per fare ciò non si può pensare di bastare a se stessi. Intendiamoci, chi ha il diritto/dovere di prendere le decisioni è la maggioranza ma esistono diversi modi per giungere ad esse.

    Purtroppo sembra che la strada intrapresa sia sempre la stessa, quella del vecchio maestro, quella che confonde il confronto con l’inciucio, quella che presuppone che gli altri non abbiamo nessuna osservazione intelligente da fare, quella che identifica il dialogo con una perdita di tempo e non un arricchimento.
    La mancata convocazione del Consiglio Comunale, espressamente richiesto da 8 consiglieri, ne è un esempio ma anche le notizie della stampa di oggi relativamente a Palazzo Scarpa sono sulla stessa linea.
    Vista la portata del problema è corretto che tali notizie siano trasmesse prima ai giornali e poi ai consiglio comunale? Investire o meno 3 milioni di euro (2,5 per l’acquisto e poi ci saranno tutti i costi di ristrutturazione, adeguamento, manutenzioni ordinarie e straordinarie) è una decisione che può essere presa senza un confronto?

    Perché fa così paura parlare ed ascoltare prima di decidere il futuro? Confrontarsi è veramente così difficile?

  3. [...] questo non irrilevante aspetto, che ha direttamente a che fare con la vita democratica di un paese [►]. Il consiglio comunale è il luogo proprio dove si confrontano le idee e i punti di vista dei [...]