Operazione «Scarpa»

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Quanto costerà l’operazione di «Palazzo Scarpa» []? È stata fatta una seria perizia sul valore dell’immobile ex sede della Banca Popolare? E poi: dove verranno reperiti i fondi? Mica si svenderanno altre importanti proprietà comunali come ad esempio l’ex ricovero con le storiche altane del castello? E infine qual è la destinazione prevista per l’edificio?
A queste e a molte altre domande l’attuale sindaco di Gemona Paolo Urbani sembra timoroso di rispondere. Almeno nelle sedi istituzionali. Consiglio comunale in primis. Forse perché manca di soluzioni chiare e di un progetto definito. E ciò contrasta con l’immodestia politica che è solito manifestare. Rilascia invece laconiche e informali dichiarazioni sulla stampa o addirittura ai dipendenti comunali, tanto – da quanto si sa – da averli accompagnati in visita ai locali del prestigioso edificio. Scelta a nostro avviso che dimostra ancora una volta la mancanza di savoir-faire politico del nostro primo cittadino. Che non ha ritenuto opportuno coinvolgere a nessun titolo e a nessun livello le sue controparti in consiglio comunale. Ci chiediamo: farà il bene e gli interessi di Gemona questa arroganza politica?

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6 Commenti a “Operazione «Scarpa»”

  1. Vittorio scrive:

    Ma da quando in qua sono i dipendenti del comune che scelgono gli uffici?
    Che pensino invece a lavorare di più!

  2. Sandro Venturini scrive:

    Mi chiedo se questa sia davvero una priorità per il ns. Comune e in quale progetto organico per il rilancio del Centro Storico entri questo notevole investimento.
    Lo sviluppo del centro storico passa attraverso un progetto chiaro, condiviso, lungimirante. Un progetto di questa portata si costruisce mettendo insieme tutte le risorse intellettuali, economiche, artistiche, sociali di cui il ns. comune è ricco. Si sviluppa nel tempo individuando chiaramente le priorità e le risorse. Si concretizza con l’apporto di tutti.
    L’uomo solo al comando che decide tutti e che “sa lui qual è il meglio per di tutti”, alla lunga non paga.
    Non paga la politica degli accordi sotto banco (o sotto banca) e del “noi contro”; più proficua la politica del “noi con” e del “noi per”.
    Aspettiamo fiduciosi il PROGETTO per il Centro Storico. Qualche idea potremo portarla anche noi, se solo ci venisse data l’opportunità di condividerla.

  3. Anonimo scrive:

    MV 15.01.10

    Gemona. Trattative sempre più avviate tra l’ente locale e la finanziaria legata a Stefanel. Si valutano i costi per trasformare gli interni

    Il Comune vuole farne la sede municipale, intanto lo visitano i dipendenti

    Lavoratori soddisfatti ma c’è già la corsa ai piani alti

    GEMONA. «I sindaci passano, i dipendenti restano. Per questo ho ritenuto corretto portarvi qui, per sapere cosa ne pensiate e perché vi possiate fare un’idea». Sono stati circa 50 i dipendenti comunali che nel primo pomeriggio di ieri si sono presentati all’appuntamento con il sindaco, Paolo Urbani, davanti a palazzo Scarpa, che potrebbe essere la futura sede del municipio di Gemona. Stando a quanto comunicato dal primo cittadino, che ieri ha incontrato la proprietà, le trattative sarebbero a buon punto.

    «Ma dobbiamo verificare, prima di tirare le fila, quali interventi necessiti l’immobile per tradurlo da banca in municipio, con un stima di massima dei costi», ha spiegato il sindaco. Se l’esito dell’indagine, in termini di spesa, sarà ragionevole, l’affare potrà allora andare in porto. E anche in breve. Lo spera il primo cittadino. E dopo la “gita” di ieri anche diversi dipendenti, che scoprendo gli ampi uffici del primo piano, inondati di luce e affacciati su invidiabili panorami, hanno già iniziato a fantasticare e a contendersi le scrivanie migliori. Puntando naturalmente ai piani alti, perché sotto, nel salone per il pubblico, lì dove ai tempi della Banca popolare c’erano gli sportelli e dove, con tutta probabilità, finiranno anagrafe e protocollo, non ci vuole andare praticamente nessuno. Nonostante sia forse la porzione più caratteristica dell’immobile, con i suoi alti lucernai parzialmente schermati da sottili lastre di onice, i dipendenti hanno guardato il grande salone con sospetto. Temendo il freddo e forse la poca luce, che invece non manca ai piani superiori. La visita è stata accurata. Dal salone, dove Urbani ha accolto i dipendenti consegnando ad ognuno di loro una sciarpa griffata “Comune di Gemona”, si è passati nel seminterrato. Prima dal salone individuato per ospitare i lacunari di Pomponio Amalteo, quindi da archivi e caveau, per poi risalire, attraverso il piano ammezzato, e approdare alla parte più nobile del palazzo, con i suoi “contesi” uffici dirigenziali. Poco dopo le tre i dipendenti hanno ripreso la via del Comune, con un’impressione generale positiva, Urbani si è invece intrattenuto con la proprietà (una finanziaria legata a Stefanel) per un incontro fuori programma, «che – ha rivelato a margine – ci ha avvicinati ancor più all’obiettivo».
    Maura Delle Case

  4. Martina scrive:

    Che poi mi chiedo… e gli attuali uffici comunali, che utilizzo avranno?
    Gli incunaboli del Pomponio, se finiranno davvero nello scantinato, dovremo passare attraverso uffici comunali e quant’altro per visionarli, finalmente restaurati? E il problema della carenza delle strutture della biblioteca, nonchè del suo importantissimo patrimonio librario antico… non era forse meglio occuparsi di questo prima?

  5. Carlo scrive:

    Condivido il commento di Vittorio, mi sembra che i dipendenti non sono in una baracca!! Ci sono molte e piu’ importanti priorita’.

  6. sara scrive:

    @Martina…
    hai ragione. a dirla tutta, io a palazzo scarpa ci avrei visto la Biblioteca, per avere ancora più spazio di farla crescere.
    è una delle perle che abbiamo a Gemona, e potrebbe essere ancora più valorizzata, con uno spazio al pianterreno per letture ai bambini d’inverno, o anche solo per ospitarli tra giochi e libri…
    ma queste cose non danno profitto…

    il palazzo dove ora si trova il comune non ha senso. è architettonicamente “folle” e soprattutto scomodo.
    non so immaginare cosa potrebbe essere traslocato li. di sicuro non dei libri…