Buone intenzioni, azioni modeste

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L’idea in sé poteva risultare buona. Ma come sempre le idee per camminare hanno bisogno di gambe. Almeno due in questo caso: adeguati finanziamenti e metodi concertati. Da alcuni giorni il Comune di Gemona ha attivato lo «sportello informativo sociale per gli immigrati stranieri». Il progetto, che sarà gestito da Stefania Marchetti, dottoranda dell’Università di Trieste esperta di integrazione – è innovativo e si propone obiettivi impegnativi: monitorare e studiare l’immigrazione all’interno del Comune; predisporre una mediazione tra lo straniero e le strutture socio-sanitarie; informare, indirizzare e aiutare lo straniero nell’iscrizione al Servizio Sanitario; istituire un percorso di formazione, prevenzione e promozione alla salute; favorire l’inserimento sociale dell’immigrato straniero, aiutandolo a diventare cittadino consapevole; prevedere e stimare le problematiche degli immigrati di seconda generazione; fornire costantemente strumenti informativi per gli immigrati. Obiettivi che si cerca di raggiungere mediante l’apertura di un punto informativo presso la sede della Casa per l’Europa in piazza del Ferro. Due volte la settimana, il mercoledì pomeriggio dalle 15 alle 17 e il venerdì mattina dalle 9 alle 11. E con un lavoro di back-office in sinergia con l’Azienda Sanitaria.
Fin qui tutto bene. Eppure, scavando un po’ a fondo, emergono alcune criticità. Prima: lo stanziamento per lo sportello è di 4.845 euro (969 messi dal Comune, 3.876 dalla Provincia), 148 ore in tutto. E chiuderà i battenti, almeno così recita la delibera, a giugno 2010. Finanziamenti così bassi e tempi così ridotti sono adeguati agli onerosi obiettivi che il progetto si propone? Seconda criticità: il Servizio sociale dei comuni è stato coinvolto nell’elaborazione dell’iniziativa? Da quanto si sa, no. L’amministrazione non ha sentito la necessità di un previo confronto. Eppure è proprio il Servizio sociale dei Comuni che opera quotidianamente con famiglie immigrate. Terza criticità: quali sono gli immigrati ai quali lo sportello intende rivolgersi? Tutti? Anche quelli che non hanno residenza nel Comune di Gemona? I comunitari? I comunitari residenti da un certo numero di mesi in Regione? Gli extracomunitari? E quali? Quelli con permesso di soggiorno? Quelli con carta di soggiorno? Quelli con permesso in attesa di occupazione? Quelli irregolari che il «Pacchetto sicurezza» imporrebbe di respingere? Il progetto non risponde a queste domande. Vi risponderà in seguito? Quarta criticità: visto che il finanziamento erogato dalla Provincia è assai più basso dei 10.000 euro inizialmente richiesti, perché il Comune, se ritiene che questa sia davvero una linea di lavoro prioritaria, non ha messo qualche fondo in più? Davvero si pensa di sostenere l’integrazione nel nostro comune con neanche 1.000 euro l’anno? Insomma, ancora una volta, a fronte di idee che potrebbero attivare «buone pratiche» a servizio della comunità, sembra di assistere a piccole o insignificanti azioni di propaganda. Giusto per poter dire: «noi ci siamo occupati anche degli immigrati». Ma così ci si fa davvero carico delle persone? O si fa solo campagna elettorale? In ogni caso, attendiamo. A luglio ci torneremo sopra.

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Un Commento a “Buone intenzioni, azioni modeste”

  1. Sandro Venturini scrive:

    Se si vuole davvero allestire interventi seri in questo campo non si può certo agire in questo modo. Ogni intervento in campo sociale deve partire da una seria analisi del bisogno: quanti sono i cittadini immigrati nel nostro Comune? Che attività svolgono? Dove abitano? Di che cosa necessitano? Ed ancora: Che capacità abitativa avrebbe il ns. Comune per riceverne altri? Dove potrebbero essere impegnati? Che cosa ci aspettiamo da loro? Tutte domande che per ora cadono nel vuoto.
    Ma, per non uscire dalla critica e partire col piede giusto, perché il nuovo sportello in questi 5 mesi di lavoro non prova a rispondere proprio a queste domande e prima dell’estate ce ne dà conto? Sarebbe un primo passo per costruire insieme un vero progetto di accoglienza di cui Gemona (e non solo Gemona) ha davvero bisogno.