Archivio di febbraio 2010

Ospedale no «post acuzie»

domenica, 28 febbraio 2010

Anziani02

Pubblichiamo in anteprima la nuova bozza del Piano Sanitario Regionale recentemente rivista dopo le polemiche degli ultimi mesi []. I gemonesi possono nuovamente preoccuparsi. Nonostante le promesse del Presidente Renzo Tondo, l’ospedale di Gemona non figura nella rete ospedaliera regionale. Il documento infatti riporta testualmente:

Le sedi ospedaliere
La rete ospedaliera regionale è costituita dalle seguenti sedi obbligatorie pubbliche:
- gli “Ospedali riuniti di Trieste” che comprendono le funzioni universitarie della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Trieste,
- l’ospedale “Santa Maria della Misericordia” di Udine che comprende le funzioni universitarie della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Udine,
- l’IRCCS Burlo Garofolo di Trieste,
- l’IRCCS Centro di riferimento oncologico – CRO di Aviano,
- l’ospedale “Santa Maria degli Angeli di Pordenone”,
- l’ospedale di Gorizia,
- l’ospedale di Monfalcone,
- l’ospedale di Tolmezzo,
- l’ospedale di San Daniele del Friuli,
- l’ospedale di Palmanova,
- l’ospedale di Latisana,
- l’ospedale di San Vito al Tagliamento,
- l’ospedale di Spilimbergo,
- l’Istituto di medicina fisica e riabilitazione – Gervasutta di Udine,

Se a questa esplicita assenza si aggiunge l’emendamento dei consiglieri regionali Franco Baritussio e Paolo Ciani, che prevede la creazione di un reparto di «post acuzie», il timore che la struttura di Gemona diventi di lungodegenza – nella sostanza una casa di riposo – si fa sempre più concreto. A ribadire le preoccupazioni dei cittadini gemonesi anche il recente comunicato stampa dei nostri consiglieri comunali Mariolina Patat e Sandro Venturini []. Vi si ribadisce con forza la necessità di salvaguardare il nosocomio di Gemona, pena la messa in crisi dell’intera rete sanitaria regionale, e l’incongruenza dalla nuova bozza. Che per fortuna non dovrebbe essere ancora definitiva. Questi continui cambiamenti di fronte, l’incapacità di una programmazione seria e concertata, la conflittualità delle varie lobbies territoriali e dei partiti, dimostra la drammatica inadeguatezza dell’attuale governo regionale.

Osservare per meglio decidere

sabato, 27 febbraio 2010

Canocchiale_01

Che stiamo vivendo la più grave crisi economica del secondo dopoguerra è risaputo. Come pure che la crisi ha pesanti ricadute sul nostro territorio. Ma quale sia la reale consistenza in termini sociali è assai più complesso da determinare. Quante sono le nuove famiglie in difficoltà economica nel nostro comune, per esempio? Quali categorie sociali sono state colpite? Quali bisogni, magari non pienamente esplicitati, esprimono? Come stanno evolvendo nel tempo queste dinamiche sociali? Peggiorano, migliorano? Rispetto a quali ordini di grandezza?
Tutte informazioni imprescindibili per un’amministrazione pubblica che voglia definire in maniera efficace e produttiva le proprie azioni. In mancanza di dati il più possibile aderenti alla realtà non rimane che la solita logica dei contributi a pioggia, non selettivi e alla fine non equi.
A partire da queste e da altre riflessioni abbiamo ritenuto di avanzare una proposta concreta e facilmente realizzabile all’attuale amministrazione comunale. Lo abbiamo fatto attraverso una mozione presentata dai consiglieri Mariolina Patat e Sandro Venturini []. Vi si propone l’istituzione di un «Osservatorio sul lavoro», organismo temporaneo e bipartisan «con il compito di monitorare lo stato occupazionale e di crisi del gemonese, di riferire periodicamente al Consiglio Comunale la situazione in essere, di suggerire al Sindaco ed alla Giunta azioni efficaci di sostegno ai cittadini in difficoltà economica temporanea generata dalla crisi occupazionale e di supporto alle imprese».

Sic et simpliciter

venerdì, 26 febbraio 2010

Ratchis_01

Ha del grottesco che anche noi in Friuli, da sempre – proprio da sempre – terra di rimescolamenti etnici, culturali e anche genetici, e terra di emigrazione, dobbiamo combattere la «banalità del male» di coloro che vogliono negare diritti all’«altro». A quell’«altro» che viene a chiedere ospitalità, come i nostri nonni la chiesero fino a 40/50 anni fa in giro per il mondo. In questi giorni, l’abbiamo già scritto [], se ne discute sulla stampa e nel mondo politico. Alcuni esponenti della Lega Nord vogliono negare i diritti fondamentali della persona. Diritti fondamentali quali la tutela della salute. E quindi ne parliamo e segnaliamo iniziative che sostengono il nostro punto di vista. Come quella che si terrà stasera ad Artegna in sala consiliare alle 20.30. La parrocchia, con il patrocinio dell’Amministrazione comunale, ha invitato sul tema Paolo Menis, consigliere regionale del PD, e Pierluigi Di Piazza, responsabile del centro «Balducci» di Zugliano. Queste – a nostro avviso – sono le sinergie e le collaborazioni con le realtà sociali, culturali e religiose che la politica locale dovrebbe sostenere e valorizzare. Crediamo che i diritti umani siano prerogativa di tutti e di ciascuno. E vadano tutelati e garantiti. Sic et simpliciter.
[QUI il volantino dell’iniziativa]

[Immagine: particolare dell’altare di Ratchis, VIII sec., Cividale]

Le bufale presto o tardi vengono a galla

giovedì, 25 febbraio 2010

Bufala_01

Finalmente l’ha ammesso. Complice forse l’ora tarda e il pubblico ormai decimato. Alle ore 23.30 di lunedì 15 febbraio, durante l’ultimo consiglio comunale, il sindaco di Gemona Paolo Urbani ha ammesso – almeno implicitamente, attraverso qualche sorriso sornione – che la storia sul «Tesoretto», che sarebbe dovuto servire nella passata amministrazione per ridurre le tasse, era tutta una bufala. L’assise era iniziata alle 18.30. E dopo 5 ore di seduta fiume, incalzato dalle opposizioni in merito al bilancio di previsione 2010, ha ammesso – almeno così è parso ai presenti – ciò che gli si va ribadendo da oltre un anno. Il «Tesoretto» non c’è mai stato. O meglio, c’era il noto investimento che il Comune di Gemona fece anni or sono e che giungerà a scadenza nel 2010. Investimento che non aveva senso svincolare prima, se non per motivi di palesata urgenza o a meno di non incorrere in penali. Urbani lo sapeva bene, tanto che nel 2009 ha pensato bene di lasciarlo lì, tranquillo tranquillo, nonostante la tanto declamata «Emergenza fine mese». E ha atteso il 2010, data di naturale scandenza dell’investimento. E così è stato. Ora l’amministrazione comunale può impiegare questi soldi. Che erano scritti nei bilanci e di cui tutti sapevano. Nessun «tesoretto» nascosto. Solo una bufala. Venuta a galla.

La «banale malvagità» di certa politica

mercoledì, 24 febbraio 2010

Arancia_meccanica_01

Non è finita l’indecente battaglia iniziata dalla Lega Nord nel luglio scorso contro gli ambulatori che in regione assicurano assistenza sanitaria agli immigrati non regolari []. Il GRIS Friuli – VG, il «Gruppo immigrazione salute» della Società Italiana di Medicina delle Migrazioni [], nell’ultima assemblea di gennaio «denuncia la pervicace persistenza, da parte di alcuni esponenti politici della Lega Nord, di polemiche pretestuose, demagogiche e fuorvianti contro gli ambulatori che a Pordenone, Trieste e Udine permettono l’accesso alle cure mediche di base anche agli immigrati senza tessera sanitaria» []. Nonostante le ripetute rassicurazioni fornite dall’Assessore Regionale Vladimir Kosic che il diritto alla salute sarà garantito a tutti i cittadini stranieri, il GRIS ritiene di dover ribadire con forza non solo che la salute è un «bene comune», un diritto umano universale, ma anche che gli ambulatori per gli immigrati irregolari vanno mantenuti per garantire «la sicurezza di tutti». Anche quella di alcuni esponenti della Lega Nord – aggiungiamo noi –, che si ostinano a non capire la pericolosità e la «banalità del male» che trasuda dalle loro parole e scelte politiche.

E vissero tutti felici e contenti

martedì, 23 febbraio 2010

Cappuccetto_rosso_01

Sebbene marginalizzato dalla discussione sul bilancio preventivo 2010, durante il consiglio comunale di lunedì scorso [] è stato trattato un intrigante punto all’ordine del giorno, che recitava: «Rettifica delibera consiliare n. 30 del 22.09.2009. Identificazione nuovo immobile da destinare a centro di aggregazione giovanile». Che Gemona abbia bisogno di nuove strutture per aggregare le giovani generazioni sembra una stravagante novità. Ripercorriamo dunque l’intera vicenda. Per punti, auspicandoci di non essere troppo prolissi:
1. Nel 2007 il consiglio regionale elargì un contributo di 65.000 euro (a fronte di un preventivo di 80.000) per acquistare un immobile da destinare a «Centro di aggregazione giovanile». L’allora consigliere Virgilio Disetti si compiacque sulla stampa per aver contribuito a portare a casa il risultato.
2. L’immobile a suo tempo identificato era ubicato in Piazza del Ponte.
3. Nel 2008 l’amministrazione Marini decise di cambiare acquisto e si diresse verso un altro immobile, questa volta in via Cavour, numero 4. Ma il bene era pignorato e dunque si partecipò all’asta. Che venne persa dal Comune.
4. La scorsa settimana il consiglio comunale ha votato un’ulteriore modifica. Ora si acquisterà un altro immobile. Questa volta in via XX settembre, di fronte al cinema. Si tratta di un ufficio e di un garage. Costerà 64.000 euro ma con gli impianti da rimettere a nuovo.
In tutte queste «variazioni» non siamo riusciti a individuare le idee e i progetti alla base delle scelte effettuate. E nemmeno a quali attività sarà destinato l’immobile, cosa ci si farà dentro, e chi ci andrà.
Una cosa è certa, però: alla fine tutto torna. Tutti soddisfatti. Soddisfatto il politico (di allora) che garantì ai «suoi» cittadini un discreto contributo. Soddisfatto l’attuale sindaco che si potrà compiacere per aver messo a disposizione l’immobile. Soddisfatti i cittadini del centro storico che potranno usufruire di un nuovo spazio aggregativo. Soddisfatto l’assessore competente Luigino Patat, nonostante sia stato redarguito in consiglio comunale per aver scordato di inserire fra gli incartamenti la visura dell’immobile. Per rimediare lo abbiamo fatto noi per lui. In calce a questo post. Tutto torna, in fin dei conti. E vissero felici e contenti.
[QUI la visura dell’immobile che sarà acquistato dal Comune quale «Centro di aggregazione giovanile»]

I colori dell’«animo»

lunedì, 22 febbraio 2010

Colori_01

Una buona notizia, nel segno della gratuità e della solidarietà. Il nostro Servizio sociale dei Comuni avrà a disposizione tre volontari del Servizio Civile Nazionale fino a novembre 2010, da impiegare nel supporto alle persone e alle famiglie; nella prevenzione dei problemi legati alla non autosufficienza, all’isolamento, all’emarginazione, alla povertà; nella promozione di relazioni, reti sociali, solidarietà e cultura della responsabilità, per fronteggiare l’abbandono del territorio e la disgregazione del tessuto sociale.
I tre volontari hanno aderito al progetto «Animo! I colori dell’animazione socio-educativa», progetto che intende occuparsi dei tre settori di competenza su cui agisce il Servizio sociale dei Comuni: Famiglia ed età evolutiva, mediante attività socio-educative e di sostegno scolastico rivolte a minori in carico al Servizio sociale; Adulti-Anziani, con l’animazione presso i Centri Diurni per Anziani, attività di sostegno e di animazione socio-culturale a domicilio; Unità Funzionale Socio Educativa, con la partecipazione ad attività aggregative e formative sul territorio rivolte a bambini, ragazzi e giovani.
Durante l’anno di servizio civile dei tre volontari, il Servizio sociale dei comuni avrà a disposizione tre preziose risorse, che contribuiranno direttamente al miglioramento della qualità della vita dei cittadini del nostro territorio.

Numeri

domenica, 21 febbraio 2010

Numeri28

Tempi di completamento del V e VI lotto del castello di Gemona (ex-carceri e torre):

Anni4

[Fonte: relazione dell’assessore Loris Cargnelutti durante il Consiglio comunale del 15.02.2010]