Conservare la memoria

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In una società livellata sul tempo presente, com’è quella attuale, diventano preziose le voci che sanno recuperare la memoria. Recuperarla per ridarle nuova vita e nuovi significati. Accade così che alcuni studenti del Liceo «Magrini» di Gemona abbiano voluto ricordare la Shoah attraverso le voci di un gruppo di ebrei che nel maggio del 1939 partirono in nave dal porto di Amsterdam diretti a Cuba. Come novelli Colombo, andavano verso un futuro ignoto, lasciandosi alle spalle la loro vita in Germania. Giunti al porto de La Avana non furono fatti sbarcare e rimandati indietro. Un po’ come accade oggi con gli immigrati sulle nostre coste. Era la vigilia della II guerra mondiale…
Domani, venerdì 5 febbraio, alle 20.30 presso l’aula magna dell’ISIS «D’Aronco» gli studenti delle classi quarte del Liceo «Magrini» presentaranno una lettura scenica tratta dal libro di Gilbert Sinoué Una nave per l’inferno []. Accanto a loro, gli allievi della Scuola secondaria di primo grado «Cantore» proporranno invece alcune letture: La difesa della razza: alle radici del genocidio, Il ghetto, I bambini di Terezin.
Chissà che non fosse facile profezia quella di Ray Bradbury nel celebre Fahrenheit 451: «E quando ci domanderanno che cosa stiamo facendo, tu potrai rispondere loro: noi ricordiamo. Ecco dove alla lunga avremo vinto noi».

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2 Commenti a “Conservare la memoria”

  1. Sandro Venturini scrive:

    E’ importante che i ragazzi capiscano che la libertà di cui godono è costata dolore e morte e che va conservata come bene preziosissimo e non scontato.

    E’ basilare che i ragazzi sappiano che è anche responsabilità di ciascuna e ciascuno di loro se i diritti umani, duramente conquistati, saranno o meno garantiti a tutti gli uomini.

    E’ fondamentale che i ragazzi assumano la consapevolezza che solo praticando i principi di uguaglianza, di rispetto del pluralismo delle idee e delle confessioni, di legalità, di solidarietà, incardinati nella nostra Costituzione, si può costruire un mondo migliore.

    Un grazie alla scuola che accompagna lungo questa strada i nostri ragazzi.

  2. Sandro Venturini scrive:

    “Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
    e fui contento perché rubacchiavano.
    Poi vennero a prendere gli ebrei
    e stetti zitto perché mi stavano antipatici.
    Poi vennero a prendere gli omosessuali
    e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.
    Poi vennero a prendere i comunisti
    ed io non dissi niente perché non ero comunista.
    Un giorno vennero a prendere me
    e non c’era rimasto nessuno a protestare”.
    Martin Niemöller – pastore anti-nazista-