Illusioni della memoria

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Ci sono «fatti storici» che faticano a passare. A sedimentarsi come «fatti storici» appunto. Tra tutti, quelli che riguardano gli anni dal 1940 al 1945. Le modalità per accostarsi a quella memoria possono essere diverse. Due esempi di questi giorni ci illuminano a riguardo. E si contraddicono a vicenda.
Il primo: alcuni consiglieri regionali di centro-destra [] hanno presentato una mozione che invita la giunta del Friuli-VG a intervenire presso il Governo e il Parlamento italiani per «la costituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta, affinché venga fatta definitivamente luce» sulla tragedia delle foibe, evento – a loro dire – da attribuire alla «volontà di effettuare una pulizia etnica premeditata». Istituire una Commissione per riportare alla luce i «veri» fatti.
Il secondo: domani, sabato 6 febbraio, a Udine presso la Sala del Consiglio a palazzo Belgrado si terrà una giornata di studi sul tema «Violenza e conflitti all’interno della Resistenza italiana. Il caso del confine orientale» []. Sarà l’occasione – a detta degli organizzatori – di vagliare, con i metodi della ricerca storica, le ombre e le contraddizioni interne alle forze partigiane in Italia e in Friuli, come ad esempio l’eccidio delle malghe di Porzûs.
Tra i due modi di approcciarsi alla storia, si è capito, preferiamo di gran lunga il secondo. Forse più freddo e lontano dalle ribalte, ma di sicuro più foriero di prospettive di pace. E forse di «verità».

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Un Commento a “Illusioni della memoria”

  1. marina scrive:

    come penserebbero di stabilire la “verità storica” questi onorevoli parlamentari la cui conoscenza della nostra storia contemporanea forse rimane quella dei manuali delle scuole superiori che spesso si fermava alla prima guerra mondiale…a mio parere le commissioni parlamentari avrebbero ben altri argomenti da trattare. La storia lasciamola indagare dagli addetti ai lavori, di pseudo storici non sappiamo che farcene !!