Un Comune «citizen friendly»

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Abbiamo atteso oltre un mese e mezzo, ma alla fine ci è pervenuta risposta. A dicembre inoltrammo un’interpellanza per avere delucidazioni in merito al nuovo sito internet del Comune di Gemona []. Chiedevamo come mai, a fronte della possibilità di utilizzare un software gratuito fornito dalla Comunità Montana, si scegliesse invece di spendere 11.000 euro delle casse comunali per realizzare – come traspariva dalla delibera – un analogo servizio, la cui esecuzione però sarebbe stata affidata a un’azienda privata. La risposta dell’amministrazione ci è dunque pervenuta, puntuale e circostanziata []. In sintesi: la spesa viene motivata con l’esigenza di realizzare un prodotto di alta qualità, nella grafica, nel «coinvolgimento» dell’utente e nella fruibilità. Perché «anche gli Enti pubblici e le istituzioni – cita la risposta all’interpellanza – devono entrare nell’ottica della fornitura di servizi all’altezza delle richieste di mercato, rendendo web oriented il proprio sito e creando i presupposti per una migliore usabilità dello stesso (user friendly) al fine di avvicinarlo sempre più al cittadino». Impegni importanti. Non ci resta che attendere e commisurarli al risultato, quando sarà. Nella speranza – inoltre – che accanto ai miglioramenti estetici e di «usabilità», i contenuti (delibere, determine e quant’altro) vengano messi in linea tutti e per intero. E in tempi più celeri di quanto non avvenga oggi. Così anche il sito del comune sarà un po’ più «citizen friendly».

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5 Commenti a “Un Comune «citizen friendly»”

  1. Sandro Venturini scrive:

    An Open Declaration on European Public Services
    Dichiarazione aperta sui servizi pubblici -. Malmo Nov. 2009

    1. Trasparenza: tutti gli enti del settore pubblico dovrebbero essere “trasparenti per default” e dovrebbero fornire al pubblico informazioni chiare, regolarmente aggiornate su ogni aspetto operativo e sui processi decisionali al proprio interno. Si dovrebbe anche pensare a meccanismi efficaci affinché i cittadini possano evidenziare le aree dove si desidera maggior trasparenza. Quando forniscono informazioni, le amministrazioni pubbliche dovrebbero farlo con formati aperti, standard e riutilizzabili (sebbene ovviamente, nel pieno rispetto della privacy).

    2. Partecipazione: i governi dovrebbero promuovere attivamente l’accesso dei cittadini in ogni attività pubblica, dal coinvolgimento degli utenti nella definizione dei servizi, alla partecipazione nel processo di decisioni pubbliche. Tale partecipazione dovrebbe essere pubblica e visibile da ogni altro cittadino, e le amministrazioni dovrebbero essere tenute a rispondere ad essa. La capacità di collaborare con i cittadini deve diventare una competenza centrale di governo.

    3. “Empowerment”: le istituzioni pubbliche dovrebbero agire come piattaforme per la creazione di valore pubblico. In particolare, i dati del governo e delle amministrazioni pubbliche dovrebbero essere resi disponibili, in modo che altri possano facilmente lavorarci e contribuire. Gli enti pubblici dovrebbero rendere possibile che i cittadini risolvano autonomamente i propri problemi: fornendo strumenti, competenze e risorse. Si dovrebbe inoltre considerare i cittadini come proprietari dei propri dati personali e consentire loro di monitorare ed avere controllo su come questi dati sono condivisi.

    Da:
    http://saperi.forumpa.it/story/42108/il-nuovo-codice-dell-amministrazione-digitale-io-lho-letto

  2. Luca scrive:

    Forse potrò sbagliarmi ma mi pare sia questa delle prime risposte “decenti” all’interpellanza inoltrata.
    Ovviamente con il termine decente intendo dettagliata, documentata, priva di sterili richiami ad una campagna elettorale ormai finita da tempo, chiarificatrice della visione politica che sottende ad una determinata scelta (e questo indipendentemente dal fatto di condividerla o meno). Il prototipo di come una amministrazione dovrebbe rispondere alle legittime domande dell’opposizione.
    Credo che i propositi enunciati siano condivisibili e tutti aspettiamo con ansia che il sito del comune di Gemona diventi come descritto nella risposta del sindaco.
    L’unica cosa che mi permetto di rilevare è che i progetti ambiziosi necessitano di un tempo adeguato per essere realizzati, sarebbe interessante anche conoscere i tempi che questa amministrazione si è data.
    Chiederei inoltre a chi di competenza, di prestare molta attenzione oltre che alla forma, fondamentale in un sito web, anche alla sostanza ovvero a quali contenuti vengono inseriti e in quale modo.

    Faccio due esempi dei tanti che si potrebbero fare:

    1 – la decisione di inserire dei testi delle determine è stata una gran bella cosa, peccato però che il testo sia disponibile solo per alcune (diciamo che non si riesce a capire la logica con la quale di alcune c’è e di altre no….).

    2 – la legge impone di inserire le informazioni relative alla cosiddetta “operazione trasparenza”. Appare evidente a tutti che tali informazioni nel sito sono messe senza “cuore”, senza porsi la domanda se quanto scritto è comprensibile o meno: che significato ha mettere il tasso di assenza e presenze se non si capisce a quale mese sono riferite. Si dice solo mese precedente, ma quando vengono aggiornate? Alle ore 24 dell’ultimo giorno del mese? E ancora, non avrebbe senso fare un riepilogo di tutti i mesi?

    Nulla è fondamentale ma tutto potrebbe essere importante. Speriamo che l’amministrazione porti avanti questo progetto che ha come obiettivo la Qualità, non solo per ciò che riguarda la parte estetica e tecnica ma anche per ciò che riguarda i contenuti. tutto sempre e solo all’insegna della massima informazione e trasparenza amministrativa.

  3. Matteo Ermacora scrive:

    E’possibile sapere qual è la ditta a cui è stato affidato l’incarico per la costruzione del sito web? Cordiali saluti Matteo Ermacora

  4. admin scrive:

    @ Matteo Ermacora

    Si tratta della ditta «Antialias» di Mauro Sequenzia:
    1. http://www.antialias.it/pages/web-marketing-friuli-home.php
    2. http://www.gemonassieme.it/i-candidati/sequenzia-mauro/

  5. Matteo Ermacora scrive:

    Grazie per la risposta così celere. Il dato si commenta da sè, tuttavia meriterebbe ulteriore interpellanza. L’incarico è sicuramente fatto a regola d’arte, altresì il conflitto di interessi e il malcostume politico risultano evidenti. Cordiali saluti Matteo Ermacora