Ciò che «Google Maps» non mostra

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C’è un patrimonio nascosto attorno a noi. Un «ambiente di vita», fatto di memorie, luoghi, opere dell’uomo e della natura. Un patrimonio che si trasforma, che muta ai ritmi accelerati della post-modernità. Cosa porteremo del nostro passato nel prossimo futuro, cosa possiamo permetterci di lasciare alle spalle, e cosa invece dobbiamo conservare e trasmettere alle generazioni che verranno?
Da queste e da altre capitali domande nasce il recente lavoro dell’Ecomuseo delle Acque del Gemonese, nato in collaborazione con il Centro socio-culturale di Godo. Si tratta di un progetto di conoscenza del territorio della borgata attraverso la partecipazione e il coinvolgimento dei suoi abitanti, chiamati a descrivere il proprio ambiente di vita, attribuendo senso e contenuto alle sue memorie e alle sue trasformazioni: paesaggi, alberi, case, strade, acque, personaggi, saperi, storie, animali, …
Il lavoro non è ancora concluso. E mentre la costruzione della «mappa di comunità» [] va avanti, una prima selezione dei materiali raccolti verrà presentata domani sera, martedì 9 febbraio, nella cornice della Festa di San Valentino. Ore 21.00 presso la sede del Centro socio-culturale. Sarà l’occasione per raccontare il percorso realizzato finora, che ha permesso di raccogliere interviste, fotografie, disegni, testimonianze scritte e orali attorno a temi diversi: personaggi e famiglie, toponimi, tradizioni, feste e cerimonie di ieri e di oggi, il lavoro nei campi, le fiabe e i giochi.

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