Pro Paganda

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Alcuni gemonesi ci hanno scritto chiedendoci lumi sulla recente «iniziativa editoriale» del Comune di Gemona. Un’intera pagina del Messaggero Veneto []. Ci è stato chiesto quanto e chi ha pagato, e quali le finalità dell’iniziativa, soprattutto in quanto la pagina sembra piuttosto un comunicato di propaganda politica che uno spazio di promozione turistica della nostra cittadina. Per ricevere risposte dettagliate bisognerebbe interpellare il sindaco Paolo Urbani o l’assessore Stefano Marmai, che ha la delega per il turismo.
Da parte nostra possiamo solo riportare ciò che cita la relativa delibera []. Vi si legge che «è intendimento dell’Amministrazione Comunale, al fine di una maggiore valorizzazione dello sviluppo turistico e di conseguenza economico, promuovere l’immagine della città di Gemona del Friuli». E ciò «attraverso un’adeguata strategia comunicativa, tra cui l’acquisto di spazi redazionali in riviste e quotidiani». La spesa totale – tutta a carico delle casse comunali – sarà di 6.800 euro. Due le uscite, su due testate: Messaggero Veneto e Famiglia Cristiana.
Ciò detto, i cittadini di Gemona possono valutare da sé, basta guardare il risultato, quanto una simile iniziativa possa rappresentare un’efficace strategia promozionale oppure se non sia altro che una mera azione di propaganda politica realizzata con il denaro dei contribuenti.

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Un Commento a “Pro Paganda”

  1. il giustiziere scrive:

    Non sono certamente un professore in diritto o economia ma solo un cittadino e le parole, per me, hanno un significato preciso, a volte semplice:

    qualcuno potrebbe spiegarmi quale “valorizzazione dello sviluppo turistico” sia insita nella lettera aperta ai Gemonesi del Sindaco sull’ospedale?

    Ospedale e turismo, quale il collegamento?
    Valorizzazione del turismo e lettera aperta ai gemononesi, quale il collegamento?

    In questo momento in cui la Corte dei Conti è spesso protagonista sui giornali, non potrebbe (sempre che sia il suo ruolo?) fare una visitina, capendo se i soldi vengono veramente spesi per le motivazioni espresse nelle delibere?