Capacità di regia

Regia

Forze sociali, economiche e civili hanno presentato a Tolmezzo, il 30 marzo scorso, un documento congiunto che individua le priorità da affrontare per il rilancio della montagna friulana. I firmatari chiedono la costituzione di un nuovo ente, che vada a sostituire la Comunità Montana – commissariata dalla Giunta regionale – per aprire nuove prospettive di sviluppo a un territorio in forte sofferenza. «Rappresentativo degli interessi di area vasta», all’ente andrebbero affidati compiti di programmazione, produzione di servizi, gestione di funzioni in materie tipiche di area montana delegate dalla Regione. Il passaggio chiave del documento, che verrà consegnato al presidente Tondo, afferma che «il governo della montagna va quindi rifondato a misura delle caratteristiche distintive di questo ambito omogeneo e va riconsegnato alle genti della montagna».
Nel documento vengono anche segnalate le problematiche di fondo da mettere in cima alla lista delle priorità: la riqualificazione del turismo e delle infrastrutture; la carenza dei medici di base e dei pediatri; la riclassificazione delle case di riposo; la riorganizzazione degli uffici postali; la precarietà delle prestazioni del sistema scolastico.
Da parte nostra non possiamo fare altro che guardare con una punta di invidia e un’altra di preoccupazione il fatto che le forze sociali e politiche della Carnia stiano vivendo un momento di compattezza e, soprattutto, di energica azione propositiva nei confronti della Giunta regionale, e del loro conterraneo Renzo Tondo. Da noi invece, per ciò che riguarda gli stessi problemi, tutto tace. Ci chiediamo quando sarà che anche il Gemonese riuscirà a mettere in campo la stessa «capacità di regia» costruendo un’analoga rete tra comuni, realtà produttive e sociali che sappia affrontare in modo condiviso i problemi e le emergenze. Invece qui da noi – come abbiamo più volte messo in luce – la solita piccola politica di campanile, di cui la recente vicenda del Cipaf, che non accenna ad attenuarsi, ne è il penoso emblema. E intanto i nostri «piccoli» amministratori si gongolano nei loro modesti risultati.

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