Qui si fa l’Italia (federale) o si muore!

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A sinistra c’è chi non si rassegna a lasciare nelle mani della Lega il tema del federalismo. E anche se nel PD pare stia soccombendo, ancora una volta, la linea di coloro che propongono un assetto federale del partito, c’è ancora chi – per fortuna diciamo noi – continua a interrogarsi sul rapporto fra centro e periferia, sulla sussidiarietà, il decentramento, il ruolo dei «territori» nella costruzione dell’Italia e dell’Europa del futuro.
Di tutto questo si parlerà domani sera, venerdì 23 aprile, a Gemona durante l’incontro promosso dal locale Circolo PD d’intesa con il Coordinamento provinciale dei Giovani democratici. Titolo della serata: «Federalismo: quali prospettive?» Interverranno: Alessandra Guerra, già presidente della regione, Alessandro Tesini, consigliere regionale PD e Miguel Velasco, segretario provinciale dei Giovani democratici. L’appuntamento è alle 20.30 presso la Sala della Comunità Montana. Ed è aperto a tutti. I federalisti, ovviamente.
[QUI il volantino dell’iniziativa]

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3 Commenti a “Qui si fa l’Italia (federale) o si muore!”

  1. Matteo Ermacora scrive:

    “in poche parole, un’altra italia”, recita il volantino. Direi invece che è la solita italia dei trasformisti e dei voltagabbana. Proprio a partire dai relatori della serata in oggetto. Se non ricordo male, non molto tempo fa Alessandra Guerra era un esponente di primo piano della Lega Nord, alletaa con Forza Italia ecc. ecc. La guerra fa il suo mestiere – vivere di politica e saltare da un Carroccio all’altro – il PD, il partito “nuovo” che si fregia di un “codice etico” – un pò meno, perchè è incapace di dire di no ai voltagabbana. I voti, da qualunque parte provengano, non puzzano. La Guerra tra i relatori francamente è un pò troppo. Probabilmente i giovani del Pd hanno memoria corta oppure diranno che la coerenza è la virtù dei cretini bla bla bla. In questo contesto culturale e politico – individualista, poco solidale, razzista – ll federalismo ci porterà ad un nuovo medioevo, economico, culturale, scolastico ecc.. Non a caso, per riflettere meglio sul tema, il Pd si affida ad un personale politico veramente esperto in questo campo, ovvero la Guerra, leghista della prima ora. Cordialmente Matteo Ermacora

  2. admin scrive:

    @ Matteo Ermacora
    Concordo con buona parte della critica. Che il PD abbia come esponente “esperto” sui temi del federalismo un personaggio politico che è stato solidamente integrato con le posizioni di un partito estremista come la Lega, la dice lunga. Quali nuove e “progressiste” idee avrà maturato durante questi pochi anni in cui è stata a sinistra? E quanto queste nuove idee saranno state condivise in seno al partito, in modo da elaborare una proposta politica credibile e di ampio respiro?
    Non concordo invece sul fatto che il federalismo debba necessariamente portare a un “nuovo medioevo”. A meno che la società italiana non sia definitivamente collassata, tesi su cui il nostro “ottimismo della volontà” non può acconsentire, uno spazio per una riforma che valorizzi il decentramento e la sussidiarietà dovrà pur esserci. Non credo che le riflessioni sulla questione settentrionale di personaggi come Massimo Cacciari, non a caso messo da parte dai vertici del PD italiano, oppure di Ilvo Diamanti e Aldo Bonomi, possano essere minimamente accomunate a quelle della Lega. La stessa Costituzione italiana – che nemmeno i leghisti si sognano al momento di cambiare nei suoi articoli fondamentali (almeno spero) – cita esplicitamente: «La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento». Basterebbe insomma partire da lì. Dalla Costituzione. Avremmo già compiuto un enorme passo avanti. E non ci servirebbero “voltagabbana” o “trasformisti” di sorta. [ru]

  3. Sandro V. scrive:

    Complimenti ai giovani democratici del PD ed in particolare un grazie a Martina per aver organizzato questa interessante serata.
    E’ da tempi non sospetti che esponenti del PD quali Massimo Cacciari e Sergio Chiamparino sostengono la necessità che si affronti in modo serio la questione federalista senza se e senza ma.
    La faccenda è concreta e complessa; richiede risposte pragmatiche non la bieca demagogia della Lega.
    Che sia arrivata la volta buona?