La classe (non) è acqua

Acqua

Questa sera Consiglio Comunale []. Tra gli argomenti in discussione vi sarà anche l’Ordine del Giorno, presentato da «Con te Gemona» diversi mesi fa, che riguarda l’importante questione dell’«Acqua come bene comune» []. La nostra richiesta, in sintonia con le campagne promosse da numerose associazioni locali e internazionali, è di inserire nello Statuto Comunale un riferimento specifico all’acqua come diritto umano universale e al mantenimento della proprietà pubblica del servizio idrico. Ciò in contrasto con la «legge Galli» che rischia di far passare in mani private la società di gestione del servizio idrico dei nostri territori.
Qualche giorno fa, il Sindaco di Gemona Paolo Urbani, giusto prima la seduta del consiglio, ha elaborato in tutta fretta un proprio Ordine del Giorno [] in cui rinvia il problema alla Provincia e alla Regione. Non solo la giunta gemonese evita di assumersi la propria responsabilità di ente locale, ma, presentando un’abborracciata e inconcludente proposta alternativa, offende la corretta dialettica democratica tra maggioranza e opposizione. Già offesa dal fatto che il nostro Odg era stato presentato nel mese di novembre e verrà quindi discusso con 5 mesi di ritardo.
A chi giova questo modo di condurre il dibattito politico sempre e comunque con una logica «muscolare»? Perché questa incapacità di confronto con le opposizioni quando in gioco ci sono gli interessi dell’intera comunità? È davvero vincente e lungimirante rigettare ogni proposta che non provenga dal proprio ombelico?

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3 Commenti a “La classe (non) è acqua”

  1. sara scrive:

    vorrei tanto che il nostro sindaco prendesse spunto dal sindaco di cassinetta di lugagnano. credo che i sindaci dovrebbero essere così.

    http://clandestino.carta.org/2010/04/22/esiste-unaltra-italia-una-lettera-del-sindaco-di-cassinetta-di-lugagnano/

    per la battaglia sull’acqua dovrebbe essere interesse dello stesso primo cittadino e della giunta tutelare un bene così importante, se non per principio come dovrebbe essere, almeno per interesse, dato che nel comune ci abitano e che l’acqua poi (in teoria) la dovranno pagare anche loro…

    grazie a tutti i curatori del sito, per l’impegno e il bel lavoro!

  2. Marco Iob scrive:

    Incredibile l’ordine del giorno del Sindaco e della giunta di Gemona!
    In questo modo approvano, di fatto, che sia la logica di mercato a guidare la gestione dell’acqua, tradendo così anche l’intento con cui Gemona ha affidato al CAFC il proprio acquedotto, ovvero che rimanesse saldamente in mani pubbliche.

    Affermare che la maggioranza di quote pubbliche in una SPA garantisce il controllo pubblico è una pia illusione o semplicemente un argomento utilizzato per confondere la realtà: quando entrano i privati è la logica di mercato, dei profitti e dei dividendi a guidare le scelte anche delle pubbliche amministrazioni.

    Giustificare il tutto dicendo che l’acqua resta comunque di proprietà pubblica, anche se la gestiscono i privati, è un altra cortina fumogena che nasconde il dato di fatto che una forte influenza sulle scelte strategiche sull’acqua viene proprio da chi la gestisce in quanto detiene tutte le conoscenze per decidere su quali investimenti privilegiare, sulle tariffe, sui costi di gestione, ecc.

    L’approvazione di questo ODG sarebbe un grande passo indietro, spero che il Consiglio Comunale di stasera abbia il buon senso di correggerlo.

  3. [...] comunale di inserire uno specifico riferimento sul diritto all’acqua all’interno dello Statuto [►] – proposta al momento sospesa in vista della prossima assemblea pubblica – negli [...]