Crisi: aspettiamo che passi?

Lavoro

A parte oggi, I maggio, non campeggia tra le prime pagine dei giornali, eppure è il primo problema al quale oggi la politica dovrebbe rispondere. L’occupazione. Secondo l’Istat, in Friuli – VG nel 2009 si sono persi 13 mila posti di lavoro rispetto all’anno precedente. Da 521 a 508 mila. Il 2,5 % in meno. Il calo ha colpito tutti i macro-settori economici: agricoltura (da 13 a 11 mila), industria (da 176 a 173 mila) e terziario (da 332 a 324 mila). Unico dato in controtendenza, il commercio, i cui addetti sono cresciuti da 70 a 73 mila.
Sebbene secondo alcuni analisti il sistema Friuli abbia tenuto nel drammatico contesto della congiuntura negativa mondiale, vi è anche una forte preoccupazione per quello che potrà accadere nei prossimi mesi. Anche a fronte delle scarse, quasi nulle, azioni della politica italiana e regionale per contrastare la crisi. Che vi sia una sorta di impotenza fatalistica è percepibile da tutti. Si rimane in attesa che passi. Anche a livello locale. Un esempio tra tutti: il rifiuto da parte del sindaco – qui da noi, a Gemona – di costituire un Osservatorio sul lavoro []. Cosa c’è da osservare? Nulla, dice il nostro primo cittadino. Attendiamo appunto che passi. Come un’influenza di stagione.

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