Oltre la memoria. La storia

Terremoto 1976

Domani, 6 maggio 2010, i friulani, e tutti coloro che ci stettero vicino, ricorderanno il terremoto del ’76. Per molti è ancora un evento presente, che sovrasta con il suo carico di lutto e di distruzione. Eppure il tempo trascorso è ormai parecchio. Chi ha meno di 40 anni, e sono quasi la metà della popolazione, non ne ha memoria. Chi ne ha meno di 30 non ricorda neppure i momenti della ricostruzione. Il terremoto del Friuli fa ormai parte del passato. Della storia. A 34 anni di distanza, con delicatezza e umanità, è forse venuto il tempo non solo di ricordare e celebrare quel dramma, ma anche di giudicarlo. Con gli strumenti e i metodi dello storico. Fino ad oggi abbiamo giustamente messo in risalto gli aspetti più positivi che seguirono al sisma: immediata e istintiva solidarietà, efficienza nella gestione dell’emergenza, rapida ricostruzione. Ora forse sarebbe importante indagare quei fatti con la maggiore obiettività e il distacco che l’analisi storica permette. È forse venuto il tempo di elaborare una «storia» del dopo-terremoto, con un vaglio attento e l’interpretazione delle fonti, in modo da mettere in evidenza le luci e le ombre della politica e dell’economia, i personaggi di rilievo, i metodi di lavoro, i cambiamenti nel tessuto sociale. Qualcosa già si è fatto, per esempio con il libro del gemonese Igor Londero. Ma – se non vogliamo disperdere quel patrimonio di storie e di valori – dovremo investire di più. Magari con qualche contributo pubblico che finanzi ricerche e indagini di spessore. Magari togliendo qualche soldo alle feste in piazza o alle «città dello sport». La qualità della vita di una comunità si misura anche da quanto sa riconoscere sé stessa in ciò che è stata.

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Un Commento a “Oltre la memoria. La storia”

  1. Paolo scrive:

    A proposito di memoria, per la prima volta dopo il terremoto quest’anno l’amministrazione comunale non adornerà con i fiori tutte le tombe delle vittime, come avvenuto nel corso degli anni passati. Nulla di grave, il tempo ha lenito le ferite e la memoria non ha bisogno di tanta esteriorità, ma forse era necessario avvertire i familiari, anche con l’apposizione di un semplice cartello in cimitero.
    Peraltro mi piacerebbe sapere quanto sono costati quest’anno i colorati manifesti stampati a l’uopo dall’amministrazione!