«5×1000» federale

5x1000

Nell’ultima lettera ai gemonesi [] il sindaco Paolo Urbani ha invitato tutti i cittadini a devolvere il loro «5×1000» al Comune, che li utilizzererebbe a sostegno delle persone più in difficoltà. Già questo basterebbe a sollevare alcune valutazioni critiche. La legge istitutiva del «5×1000» non era nata certo con l’intento di portare altri soldi nelle casse degli enti pubblici, quanto di sostenere associazioni no profit impegnate a diverso titolo nel privato sociale.
Non contento di questa proposta, il sindaco però va avanti, e, per rafforzare la sua richiesta, afferma esplicitamente che questo «È un anticipo del “federalismo fiscale”, così controllerete direttamente Voi come sono spesi i vostri soldi!» e che «Non ci sarà … alcuna spesa in più a vostro carico». Ma come si può affermare che devolvere il «5×1000» all’amministrazione comunale – che quest’anno ha già aumentato le imposte di un buon 1,7% [] – invece di destinarli a un’associazione, che so, alla Caritas diocesana [], sia «federalismo fiscale»? Le parole hanno un senso oppure si possono buttare lì a caso? Il «federalismo fiscale», o, come sarebbe meglio dire, il «decentramento fiscale», sarà una cosa un po’ più seria e impegnativa, no? Perché usare queste parole-trabocchetto per cammuffare un inganno? Un invito a togliere fondi a benemerite associazioni che operano per gli altri, per metterle nelle mani degli amministratori, che già si giovano delle imposte – tra le più alte in Europa, poi – prelevate dalle tasche dei contribuenti?

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Un Commento a “«5×1000» federale”

  1. Sandro Venturini scrive:

    Il Comune ha il bilancio a posto, con un buon margine di residuo. Inoltre ha diverse possibilità di accedere a finanziamenti specifici. Ad esempio per il sociale sono stati recentemente chiesti 106.000 euro ai sensi dell’art. 15 della L.R. 17/2008 finanziata per il c.a. con la D.G.R. 437/2010.
    Quello che mancano non sono i soldi ma le realizzazioni concrete delle tante promesse nel campo sociale di cui troppo facilmente ci si riempie la bocca!

    Ad esempio: è facile scrivere nel programma:
    “Sostegno economico alle famiglie meno abbienti e con più figli, mediante sconti sui servizi comunali e sull’acquisto di generi di maggior necessità tramite apposite convenzioni con i commercianti gemonesi.”

    Ma dove sono queste convenzioni e questi sconti? Come si sta affrontando il problema della crisi occupazionale? Quest’amministrazione ha un’idea di quante sono le famiglie in difficoltà economica e di quali sono le loro esigenze prioritarie? Che risposte sta dando?

    In ogni caso, alla fine di questa manfrina chiederemo al Sindaco di indicarci puntualmente quanti soldi ha incamerato e come intende spenderli. Verificheremo i risultati e li renderemo trasparenti.