Da che parte stiamo

Liberta_di_espressione

«ConteGemona.it» si occupa di temi e fatti locali. Ma oggi facciamo uno strappo alla regola. Il ddl sulle intercettazioni che sta per arrivare in Parlamento è una questione troppo decisiva per la tenuta della convivenza democratica dello stato di cui siamo cittadini. Così, con semplicità, vogliamo ricordare – a noi stessi e a chi ci legge – da che parte stiamo.
Stiamo dalla parte della Magna Charta Libertatum (1215): «Nessun uomo libero sarà arrestato, imprigionato, spossessato della sua dipendenza, della sua libertà o libere usanze, messo fuori della legge, esiliato, molestato in nessuna maniera, e noi non metteremo né faremo mettere la mano su lui, se non in virtù di un giudizio legale dei suoi pari e secondo la legge del paese».
Stiamo dalla parte del Bill of Rights (1689): «[…] Che la libertà di parola e di discussione o di stampa in Parlamento non deve essere impedita o contestata in nessuna corte o luogo fuori del Parlamento».
Stiamo dalla parte della Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino (1789): «La libera comunicazione dei pensieri e delle opinioni è uno dei diritti più preziosi dell’uomo; ogni cittadino può dunque parlare, scrivere, stampare liberamente».
Stiamo dalla parte della Costituzione italiana (1947): «Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure».
Stiamo dalla parte della Dichiarazione universale dei diritti umani (1948): «Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere».
Stiamo dalla parte della Carta europea dei diritti fondamentali (2000): «1. Ogni individuo ha diritto alla libertà di espressione. Tale diritto include la libertà di opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza limiti di frontiera. 2. La libertà dei media e il loro pluralismo sono rispettati».

[QUI il «giuramento» di «articolo21.org», giornale on line per la libertà di stampa]

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2 Commenti a “Da che parte stiamo”

  1. Charles Foster Kane scrive:

    C’è un film del ‘41 in proposito:
    <>

  2. Giuseppe scrive:

    Sì, signor Kane. E’ la storia di Silvio con 50 anni di anticipo. Unica differenza: che Silvio al posto della slitta ha in testa qualcos’altro.