Risparmiare la memoria

Risparmio

Un tempo erano i nonni a gettare un ponte tra le generazioni. Seduti sulle loro ginocchia, i bambini ascoltavano storie e ricordi, «assorbivano valori e visioni del mondo». Assorbivano cultura. Solo dopo venivano la scuola e le altre agenzie educative. Oggi c’è la televisione. Ad essa deleghiamo parte della formazione dei nostri figli e il compito di costruire narrazioni e mondi simbolici. La catena che connetteva il susseguirsi delle generazioni si è in buona parte spezzata. Di qui il timore, sentito da molti, di perdere il bagaglio culturale delle passate generazioni. Di qui il bisogno di raccogliere, ordinare, interpretare racconti, memorie, volti.
In linea con queste riflessioni, l’amministrazione comunale di Gemona ha richiesto un contributo alla Regione per un interessante progetto. Dal nome evocativo: «Banca della memoria». Un’iniziativa che molte comunità in Italia sperimentano già da tempo [].
In concreto si tratterebbe di raccogliere registrazioni audio e video, fotografie e documenti legati a persone nate nel periodo precedente la seconda guerra mondiale, che verrebbero poi inseriti in un sito internet dedicato, così da permetterne un’ampia fruizione.
Consistente l’investimento: 32.000 euro. Spesi per: formazione degli intervistatori (4.000 euro), dieci borse lavoro per realizzare le interviste (8.000 euro), sito web (7.500 euro), acquisto di materiali audiovisivi (7.500 euro), coordinamento comunale (5.000).
Una valutazione del progetto – sempre che venga finanziato e, in caso contrario, che il Comune voglia farsene carico in proprio – la potremo fare solo alla fine. Se coordinato con competenza e metodo potrà rappresentare un valido contributo culturale per la comunità gemonese. Certo, se già all’inizio si fosse pensato di coinvolgere alcune associazioni culturali del nostro territorio che già operano in questi ambiti si sarebbe partiti col piede giusto.

[QUI il progetto «Banca della memoria»]
[QUI la delibera comunale]

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Un Commento a “Risparmiare la memoria”

  1. M.R. scrive:

    Ciò che però non si comprende di certe scelte dell’amministrazione è: i progetti si realizzano perché si ritengono importanti e, quindi, poi, si cercano i fondi necessari, oppure si fanno domande a destra e a manca e, se arrivano i fondi, si imbastiscono i progetti? Talvolta sembra che si ragioni all’incontrario. Non ultimo il caso dell’interessantissima mostra sul “Realismo cecoslovacco” di cui avete dato notizia anche in questo sito. La domanda di contributo ha avuto qualche esito? E la mostra? C’è qualcuno che la sta allestendo?