Non c’è niente da ridere

Sabina_Guzzanti

Non entrerà nel gotha del cinema, ma Draquila è tra le pellicole più discusse di quest’anno. Un documentario che svela una realtà, quella del terremoto in Abruzzo, di cui la televisione ha proposto solo il riflesso imposto dai potenti, ladruncoli e nani politici. Un’opera embedded, costruita sul campo. Un urlo di rabbia di fronte all’assuefazione che ormai permea ogni interstizio sociale.
Più che per altri, per noi friulani il terremoto è fonte di dolore, ma anche di riscatto. Unico esempio, in questa meschina Italia, di ricostruzione (tutto sommato) compiuta, nei tempi e nelle modalità. Confrontarci con il dramma abruzzese, e sentirne empaticamente il grido, ci viene spontaneo, soprattutto a chi ha più di 40 anni e si ricorda gli eventi del ’76.
La Cineteca e la Pro Glemona propongono questa sera, venerdì 4 giugno, una speciale proiezione di Draquila con la presenza della regista Sabina Guzzanti []. Alle ore 18.30 ci sarà un momento conviviale sotto la Loggia del Municipio, mentre alle 20.00 si terrà la proiezione, cui seguirà un dibattito con il pubblico. Per l’occasione gli organizzatori hanno invitato alcuni politici del periodo post sisma: Ivano Benvenuti, Salvatore Varisco, Franceschino Barazzutti. Sebbene la Guzzanti sia un comico, non ci sarà da ridere.

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Un Commento a “Non c’è niente da ridere”

  1. Anna scrive:

    Infatti non c’è stato da ridere, ieri sera.
    Nonostante il pubblico all’inizio ridesse, da quell’inziale – e comprensibile – riso, si è passati ad un silenzio amaro ed indignato, e poi, solo a conclusione del nutrito dibattito, ad un sorriso speranzoso, un sorriso collettivo. Mi è sembrato (forse è solo una speranza!) che il pubblico, unito in un corposo applauso, abbia colto – almeno negli intenti – l’invito di Sabina Guzzanti a rimboccarsi le maniche e ad “andare a parlare con le persone, ad ascoltarle – perchè le persone desiderano essere ascoltate – e soprattutto a parlare con chi sta dall’altra parte, con chi non la pensa come noi”. Intelligente risposta alle provocazioni del pubblico, e alle poche (ed inconsistenti) parole pronunciate dal rappresentante del PD presente in sala (il consigliere regionale Sandro Della Mea).
    Tutti i posti occupati al Sociale. Anche sui gradini. Uno spettacolo dentro lo spettacolo vedere una cittadinanza così incuriosita e partecipe. Un sacco di volti “noti” nella storia del terremoto friulano: volontari di allora, bambini e ragazzi di allora ad offrire i propri ricordi, cittadini ed animatori dei Comitati delle Tendopoli… Denso di significati l’intervento di Roberto Iacovissi, allora Assessore alla Partecipazione del Comune di Gemona. Molti i giovani. Assenti, invece, molti amministratori. Locali e regionali. Seppur invitati. Un’assenza che il pubblico in sala ha voluto e saputo segnalare. Pubblico che forse è rientrato a casa con qualcosa di più dello sdegno sollevato dalle immagini e dalle parole raccolte da Sabina: io me ne sono andata con la rinnovata fiducia che politica e partecipazione – anche oggi, anche qui – si possano, anzi si debbano fare soprattutto riattivando e mantenendo le relazioni comunitarie. Soprattutto con la quotidiana forza del dialogo. In ogni campo della nostra vita. Ed anche con le tante azioni di “resistenza culturale” (un esempio: insistere per l’acquisto del “frigorifero” per evitare il deperimento delle pellicole della Cineteca, ha detto la Guzzanti, è un modo per fare politica) che pure ognuno di noi, pur non impegnato nella cultura o nel volontariato, può mettere in atto, per esempio scegliendo modi più intelligenti di spendere il proprio tempo libero o i propri soldi.