Oltre 1000 per l’H2O

Acqua bene comune

Oltre 1000. A Gemona la raccolta di firme per il referendum contro il decreto Ronchi sulla privatizzazione dell’acqua [] è stata un successo. Gli ultimi banchetti sono stati allestiti in questi giorni durante la Sagra di sant’Antonio. Con una novità. Una petizione [] sull’«acqua bene comune» che sarà presentata al sindaco Paolo Urbani e a tutti i consiglieri comunali. Con essa si vuole sollecitare l’amministrazione a farsi carico, in modo chiaro e soprattutto ufficiale, del principio «acqua bene comune» e del suo controllo interamente pubblica, considerato che con l’approvazione del decreto Rochi, anche il CAFC, a cui Gemona ha affidato la gestione del servizio idrico, potrebbe passare in mani private.
La questione dovrebbe essere dibattuta durante il prossimo consiglio comunale, considerato che nell’assise precedente l’ordine del giorno che avevamo presentato [] è stato unanimente posticipato per giungere a un voto condiviso fra tutte le forze politiche. L’azione che i Comitati promotori dell’iniziativa chiedono ai Comuni è quella di inserire nei propri statuti un riferimento all’acqua come diritto umano inviolabile e il riconoscimento del suo valore come bene pubblico e indisponibile alle logiche di mercato. Su questo «Con te Gemona» si è spesa in questi mesi. E continuerà a farlo.

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7 Commenti a “Oltre 1000 per l’H2O”

  1. Lucio scrive:

    Tutto questo dimostra inequivocabilmente che i cittadini, quando si tratta di questioni importanti e che li toccano direttamente, sono vigili, si muovono, utilizzano gli strumenti democratici per far sentire la loro voce. Ma troppo spesso i politici sono sordi.

  2. Sandro Venturini scrive:

    Concordo pienamente con Lucio.
    Intorno alla questione della privatizzazione della gestione del Servizio Idrico Integrato si gioca una bella battaglia di democrazia.
    Mi auguro, per tutti noi, vincente.
    Sarà importante sostenere il voto al Referendum.

  3. Marco Iob scrive:

    La risposta dei cittadini è stata molto forte, a Gemona come in tutta Italia; ciò è una buona premessa per vincere il referendum per il quale dovremo però lavorare ancora molto.
    In molte località cittadini e Comuni, di destra e di sinistra, sono uniti in questa battaglia (di democrazia); auspichiamo che anche l’Amm. e il Consiglio Comunale di Gemona colgano questo importante segnale da parte dei cittadini e considerino questa come una opportunità per manifestare una posizione comune, trasversale a difesa dei beni comuni.

  4. marco p. scrive:

    Non sono d’accordo su quanto dice Lucio. Forse i politici non sono cittadini? E i cittadini non sono politici? Da chi sono stati eletti questi fantomatici politici? Smettiamola di pensarci come portatori unici del pensiero giusto, con la P maiuscola, e caliamoci nel pantano della realtà che stiamo vivendo. I cittadini esprimono la loro classe politica, nè più nè meno, e da essa vengono rappresentati. E non c’è molta distanza tra i rappresentati e coloro che rappresentano, altrimenti L’Aquila non sarebbe oggi un cumulo di macerie nella sua anima e un grande affare economico e mediatico creato sulla pelle dei cittadini (solo per fare un “piccolo” esempio). Smettiamola di parlarci addosso e di autoreferenziarci sulla propria purezza di ideali, magari pensando poi di avere dalla nostra parte “la gente”, “i cittadini”. E’ ora di chiamare le cose con il loro nome, di cercare di capire gli enormi errori compiuti e che si continuano a perpetrare, soprattutto da parte di quella parte politica che dovrebbe contrastare il cinismo così finemente fascista delle forze attuali di governo, e che invece finiscono solamente per fare salotto televisivo assieme a loro. Sarebbe ora di tirare fuori dalle cantine di certe sedi di partito le bandiere che da troppi anni stanno ammuffendo, sarebbe ora di svegliarci tutti quanti, anche dal sogno di essere comunque dalla “parte giusta”, e di avere nelle sacrosante battaglie i “cittadini” dalla propria parte. A mio parere non è il tempo delle illusioni e degli auspici, quando come ora la Democrazia e la Costituzione sono davvero in pericolo: questo dovrebbe essere il tempo della presa di coscienza della realtà e delle battaglie democratiche per la difesa del nostro sistema politico, sociale e civile. A parte queste considerazioni, complimenti a chi ha lavorato per la raccolta delle firme ottenendo un così bel risultato.

  5. sara scrive:

    Sono riuscita a firmare anche se lontana da Gemona, mio comune di residenza, e sono molto contenta di avere avuto questa occasione. Riflettendo sulla questione, francamente vorrei tanto che il nostro sindaco fosse un pò più così: http://www.domenicofiniguerra.it
    e sarebbe bello un giorno vedere Gemona nell’elenco dell’associazione comuni virtuosi.
    Abbiamo gli esempi, significa che si può fare! Io credo che avere senso civico (che vuol dire tante tante cose…) non é e non sarà mai una questione politica. Solo di civiltà.
    Però ha ragione Marco quando dice che non basta raccogliere le firme, e che se una certa classe politica governa si vede che è stata voluta dai cittadini. Con grande fatica, è necessario sensibilizzare le persone (ed io credo che lo si debba fare partendo dai ragazzi) ad un vivere Civile. Anche se male, al liceo di Gemona un pò di educazione civica l’ho studiata. Ed ora ringrazio chi me l’ha fatta studiare, chi mi ha fatto capire che in una società civile ci sono tante cose da fare, da difendere, da migliorare con spirito di innovazione, lo stesso spirito che ha portato a scrivere la Costituzione…

  6. Sandro Venturini scrive:

    Sul fatto che abbiamo veramente scelto noi i politici che ci governano nutro qualche serio dubbio (almeno per quanto riguarda quelli nazionali).

  7. Pieri scrive:

    gli uomini NO ma i partiti SI