Gente di Gemona

Gente di Gemona

ARTICO DI PRAMPERO
Politico e uomo d’armi (1277-1341)

Questo personaggio fu, sotto l’aspetto militare, uno dei più importanti per la storia della nostra regione fra Duecento e Trecento. Infatti fu spesso coinvolto nella fitta trama degli intrighi politici e dei giochi di potere: il Friuli può a buon merito annoverarlo tra i più strenui difensori della sua indipendenza politica costantemente minacciata nella prima metà del ’300 da alcuni potenti signori aventi interesse nel conquistare la nostra regione e nella seconda metà da Venezia.
Fu il sestogenito del conte Enrico di Prampero, che aveva acquistato dei diritti feudali sul castello di Magnano, del quale aveva preso il nome; costui conservò tuttavia dei possedimenti anche a Gemona dove lui ed i suoi familiari parteciparono attivamente al governo della città.
Le prime notizie che abbiamo di Artico ci portano alle vicissitudini di Gemona ribelle nei confronti del conte di Gorizia, Alberto II, che portarono il giovane a conquistare in nome del Patriarcato il castello di Artegna. Grazie a questo eroico gesto il giovane riuscì ad incoraggiare e a stringere intorno a sé numerosi nobili.
Molte altre furono le imprese militari che lo videro vittorioso e di solito schierato sotto la bandiera dell’autonomia della Patria Friulana: per esempio lo troviamo con il Patriarca Ottobono contro Enrico di Gorizia e Rizzardo da Camino. Poi contro il Patriarca e il conte assieme al da Camino: in questa occasione in seguito ad una sconfitta il padre del giovane fu catturato e decapitato a Udine.
Il risentimento lo portò assieme a Camino a tentare la violazione della tregua, stabilita per concordare un accordo di pace, e a cercare di conquistare il castello di Udine: purtroppo quest’ultima impresa non gli riuscì e solo a stento si salvò dalla vendetta del popolo.
In seguito a laboriose trattative si rappacificò con il Prelato e diventò capitano di Gemona. Nel 1313 combatté nuovamente, a fianco del Patriarca, contro il conte di Gorizia, che si era alleato con i croati per tentare come sempre di ottenere il riconoscimento di capitano della Patria: in questo frangente venne sconfitto.
Il Patriarca Bertrando di Saint-Geniès, che era succeduto a Pagano, gli affidò la difesa dell’importante zona di Gemona, che comprendeva tutto il territorio a settentrione della linea Tarcento – Colloredo – San Daniele e che con i suoi trenta castelli era particolarmente importante dal punto di vista strategico. Morì a Gemona nel 1341 e fu sepolto nella locale chiesa di Sant’Antonio dei Frati Minori.
[Fonte: Mariolina Patat, Oms innomenâts a Glemone. Personaggi di rilievo nella storia di Gemona, Comune di Gemona, 2002, con aggiunte e correzioni dell'autrice].

Tag:

I Commenti sono chiusi