La sapienza biblica: la via per comprendere il «vicino» e il «lontano»

Vicino Lontano

Pochi gemonesi sanno che ogni anno uno dei maggiori biblisti italiani tiene un corso di tre giorni sul Libro dei Libri a Gemona. Rinaldo Fabris è l’attuale presidente dell’Associazione Biblica Italiana. La sua produzione scientifica in campo esegetico è ormai riconosciuta a livello internazionale. E da quasi vent’anni la Forania di Gemona ha il privilegio di ospitarlo per un breve corso rivolto a tutti coloro che desiderano approfondire le tematiche fondamentali dell’Antico e del Nuovo Testamento. Quest’anno l’appuntamento avrà come tema «Vicini e lontani nella Bibbia: i libri di Rut e di Giona» e si terrà da domani, venerdì 2 luglio, a domenica 4, presso il centro parrocchiale di via Salcons.
Il programma prevede l’inizio, domani alle ore 9, con due sessioni (mattino e pomeriggio) dedicati al libro di Rut. Le due sessioni di sabato 3 luglio saranno invece dedicate al libro di Giona. Conclusione domenica 4 con inizio dell’ultima sessione dedicata sempre a Giona alle ore 9, e la celebrazione eucaristica alle ore 11.
Il tema scelto, la relazione con i «vicini» e i «lontani», è di estrema attualità. La sapienza biblica, ne siamo certi, può essere, per un mondo globalizzato come il nostro, un ottimo antidoto contro malattie antiche come la xenofobia, il razzismo, o il semplice individualismo, che rinchiude se stessi dentro i confini del proprio «orto», nell’incapacità di farsi prossimi al vicino e di accogliere il lontano. Magari sventolando crocefissi [].
[Per iscrizioni e ulteriori informazioni ci si può rivolgere presso la canonica di Gemona (mons. Gastone, tel. 0432 980608) oppure presso la canonica di Bordano (suor Fides, tel. 0432 988180)]

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6 Commenti a “La sapienza biblica: la via per comprendere il «vicino» e il «lontano»”

  1. Matteo Ermacora scrive:

    Ma questo è un sito di informazione politica o ecclesiale? Che tristezza! Ridateci le biografie dei gemonesi illustri. Cordiali saluti Matteo Ermacora

  2. admin scrive:

    @Matteo
    Anche “Con te Gemona” si sta adeguando ai tempi che corrono. Speriamo porti bene. Un angolino in paradiso, magari. O almeno qualche appartamento in affitto. A prezzo modico.

  3. Matteo Ermacora scrive:

    Se il modello è il cardinal Sepe, propaganda fide, opus dei, il vescovo di Boston e compagnia bella… stiamo freschi. io sto alla larga. A parte le battute, la chiesa – con i suoi potenti mezzi, il pulpito in primis – non ha bisogno di “con te gemona”. Forse invece abbiamo bisogno di politici con la schiena dritta, meno ipocriti e opportunisti (vedi dibattito odierno sul sito). A Gemona sono necessarie robuste dosi di laicità (non di laicismo), tra le liste e anche tra le associazioni. Più che a Fabris, persona degna, penso che si debba chiedere lumi sul “vicino/lontano” ad Alessandra Guerra, recentemente invitata dal Pd a Gemona ad illustrare il progetto federalista che, ripeto, in questa congiuntura culturale, economica e politica non è altro che riflesso di sentimenti razzisti e individualisti. Cordialmente. Matteo Ermacora

  4. Gianni Vidoni scrive:

    Caro Matteo,
    capisco benissimo, e condivido con profonda amarezza, l’acredine per quella parte di istituzione ecclesiale rappresentata dal Card. Sepe, che, inoltre, c’è sempre stata nella chiesa, e sempre ci sarà.
    Non capisco la critica alla notizia di un corso biblico su un importate tema tenuto da un biblista di eccellenza.
    Matteo probabilmente non sa chi sia don Rinaldo! Probabilmente non sa che don Rinaldo è una persona non solo coltissima, ma soprattutto molto affabile e di grande sensibilità verso i temi sociali, quali quelli dei poveri, degli stranieri, e degli esclusi ed emarginati. Certamente Matteo non ha mai letto nessuno dei suoi numerosi libri che da un punto di vista biblico affronta questi temi. Invito Matteo ad andarci al corso, così scoprirà che esiste anche una Chiesa istituzionale fatta da preti degni di essere ascoltati.
    Ma ciò che ancor meno capisco del suo intervento è la incapacità a comprendere che un corso biblico, con un docente così illustre, è un evento CULTURALE, a cui anche un non credente potrebbe partecipare ricavandone un allargamento del proprio orizzonte culturale. E ha fatto benissimo il sito di Con te gemona a dare questa notizia, segno di una sensibilità culturale che probabilmente qualcuno non ha.
    Sono certo che l’amico Matteo non se la prenderà per la schiettezza.
    Mandi Matteo.

    Gianni Vidoni

  5. Matteo Ermacora scrive:

    Nessun problema, infatti – se hai letto attentamente nel mio post – ho scritto per brevità che don Fabris è “persona degna”, intendendo studioso di fama e raffinato biblista. Nel passato ho letto il suo “Gesù di Nazareth Storia e intepretazione”. Detto questo, purtroppo ho poco tempo a disposizione e attualmente mi dedico ad altre ricerche per allargare i miei orizzonti; ritengo di avere (!) una sensibilità culturale, ma diversa (!), tale per cui mi stupisco di trovare informazioni cultural/ecclesiali su un sito che si prefigge il compito sì di infomare, ma anche di fare politica. A Gemona è così. Quello che volevo mettere in evidenza sono le contraddizioni e le indebite (a mio avviso) commistioni tra sacro e profano, tra sfera pubblica – necessariamente laica, nel momento in cui si fa politica – e quelle che sono le proprie convinzioni personali, rispettabili. Ho volutamente accostato Fabris e la leghista (ops.. democratica) Guerra per mettere in luce proprio tali ambiguità. Inutile dire che le informazioni che passano su un sito di una lista non sono neutre, ma funzionali ad un discorso politico, ad un marketing elettorale, alla conquista del consenso ecc. Lo dice ironicamente anche admin. “Con Te Gemona” può dare notizia di quello vuole, ci mancherebbe… poi ognuno tira le proprie conclusioni. Cordialmente Matteo Ermacora

  6. marco p. scrive:

    Leggendo quanto scrivono Matteo e Gianni rimango con due sensazioni: una mi dice che Matteo esagera nella critica ad una informazione che riguarda pure la sfera religiosa in senso stretto, ma che una connotazione culturale, se non altro per il tema trattato, mi sembra ce l’abbia. Anche se concordo pienamente con lui sul discorso della laicità della politica, dello Stato, dell’informazione, della cultura, dell’amministrazione della cosa pubblica e via dicendo.
    L’altra sensazione mia conferma l’impressione di quanto siano spesso lontani i principi enunciati dalla quotidianità, dalle cose di ogni giorno. Ovvero di come (e soprattutto in questo caso l’espressione abituale calza a pennello) spesso si predica bene ma si razzola male. Perchè mi ha sorpreso l’acredine con cui si cerca di emarginare Matteo, reo di aver osato mettere in discussione un certo modo di fare e di pensare. Mi sembra perlomeno contraddittorio, perlopiù parlando di capacità di farsi prossimi al vicino e di accogliere il lontano. A mio parere non serve avere la bonaria certezza che la persona su cui abbiamo riversato un bel pò di aggressività politica e culturale (facendo anche gaffes piuttosto clamorose) non se la prenderà: anche questo è un atteggiamento abbastanza “papale”… E’ molto vero che la chiesa non è solo cardinali faccendieri o pedofili, però ragazzi, anche tra i non credenti oppure tra i credenti a qualcos’altro ci sono persone degnissime.
    La realtà è che forse non siamo ancora abbastanza capaci di rispettare “l’altro”, e che non siamo nemmeno capaci di riconoscerci questi limiti, trovando perciò altri su cui sfogare (in)consce frustrazioni.