E l’assessore, solitario, se n’andò

Anziano solo

Sarà una frattura sanabile quella che si è consumata l’altra sera in consiglio comunale fra l’assessore alle politiche sanitarie Vincenzo Salvatorelli e il sindaco Paolo Urbani? È questo l’interrogativo che la politica gemonese si sta ponendo oggi. Non era mai successo che su un tema come l’ospedale una maggioranza si dividesse al suo interno in questo modo, vedendo l’assessore alla sanità astenersi dal voto e uscire insieme alle opposizioni. Ma andiamo con ordine. Raccontando i fatti.
Il consiglio comunale di giovedì scorso si è aperto con la discussione di due ordini del giorno. Il primo presentato dai consiglieri di centro-sinistra mesi fa [], il secondo avanzato successivamente dalla maggioranza con l’intento di «bruciare» il primo con la forza dei numeri. Entrambi gli ordini del giorno costituivano, nella sostanza, un appello forte affinché sia mantenuta e potenziata la struttura ospedaliera del «San Michele». Un appello non dissimile ai tanti che negli ultimi 20 anni il consiglio comunale di Gemona ha lanciato alla politica regionale. Di qui l’intervento dell’assessore Salvatorelli, che, in linea con entrambe le opposizioni di centro-destra e di centro-sinistra, e forte del suo passato di medico e politico, ha richiamato come sulla difesa dell’ospedale si sia sempre trovata l’unanimità in consiglio. Come del resto è accaduto in questi mesi in tutti i comuni con problemi analoghi ai nostri: Tolmezzo, San Daniele, Spilimbergo, Cividale. Tutte le forze politiche locali si sono espresse concordemente a sostegno delle rispettive strutture ospedaliere. Di qui la proposta delle opposizioni, in particolare con i preoccupati appelli del nostro Sandro Venturini, per giungere a un’intesa comune e alla presentazione di un unico ordine del giorno, condiviso e unitario.
La maggioranza però non ha sentito ragioni. Per voce del consigliere Ester Zearo ha dichiarato di voler proseguire da sola. Ha bocciato l’ordine del giorno del centro-sinistra e si è votata, da sola, il proprio. Con l’astensione dell’assessore alla sanità Vincenzo Salvatorelli, che al momento del voto è uscito dall’aula insieme ai consiglieri di opposizione. Al suo rientro, mentre il consiglio era già passato ad un altro argomento, si è assistito a un breve ma violento alterco tra Salvatorelli il sindaco Urbani, il quale, accanto ad alcune rozze espressioni, avrebbe chiesto all’assessore di dimettersi.
A questo punto, crediamo che sarà difficile un allontanamento, almeno nell’immediato, di Salvatorelli. Entrerebbe in crisi l’intera coalizione al governo. Ma certo è che l’attuale maggioranza, ancora una volta, ha manifestato la propria incapacità di guidare processi politici delicati. Mostrando come Gemona, a differenza di quanto accade in altri paesi del Friuli, non riesca a esprimere una classe politica all’altezza del suo ruolo e delle sue responsabilità.
[QUI il comunicato stampa di Sandro Venturini]

Tag: , ,

7 Commenti a “E l’assessore, solitario, se n’andò”

  1. Maurizio D. scrive:

    Penso sia giunto il momento di Gemona nel cuore.
    Dopo i tanti proclami gridati in campagna elettorale, ora comincia la fase del ringiovanimento dei politici. Indebolito il ruolo del dottor Salvatorelli, prende piede il piano richiesto e discusso con l’allora candidato sindaco Urbani.
    Allora, coraggio!!!!

  2. Loris scrive:

    Povero dott. Salvatorelli dopo tutto quello che ha fatto per l’Ospedale di Gemona viene preso a pesci in faccia?

  3. M.C. scrive:

    La foto già dice tutto: la forza delle immagini.
    Bravi.

  4. Luca G. scrive:

    A dire il vero stiamo tutti aspettando con ansia che coloro che avevano promesso il cambiamento della politica gemonese comincino a metterlo in atto.
    Che coloro che nella maggioranza si dicono contrari a qualsiasi scontro preconcetto, che lodano la politica del confronto sereno e costruttivo a favore e per il bene di Gemona, finalmente mettano in atto gesti concreti a sostegno di quanto dicono.
    Stiamo inoltre aspettando che i consiglieri di maggioranza abbiano il coraggio di esprimere il loro pensiero in consiglio perché il loro è un silenzio veramente assordante e fastidioso.

    Urbani ha voluto, per l’ennesima volta, ribadire il fatto che il sindaco è lui e che democraticamente e legalmente può fare quello che vuole. Verissimo! Peccato che anche questa volta nessuno lo avesse mai messo in discussione…..

    Ma una piccola luce di speranza si è ugualmente vista: il METODO DI LAVORO adottato per redigere il “regolamento disciplina albo comunale delle associazioni”. Un grazie a chi ci ha creduto e ha lavorato.

  5. roberto scrive:

    Sul commento:”povero Salvatorelli….tuttto quello che ha fatto per l’ospedale” farei un minuto di raccoglimento e rivedrei la frase,magari al contrario!

  6. [...] di no, se la maggioranza si divide al proprio interno anche su questione decisive come la sanità [►]. Eppure qualche risultato si è avuto. Piccole cose, ma significative, in un paese in cui le [...]

  7. [...] dall’aula mentre i suoi colleghi si approvavano – in solitaria – il loro documento [►]? Le opposizioni avevano chiesto con forza di non fare questo errore. È un fatto di metodo. Non si [...]