Il «benessere» parte da una buona «rete»

Rete

A Gemona c’è un territorio vivo che sa lavorare insieme. Non solo gruppi e associazioni di volontariato, ma anche scuole e istituzioni. È di alcuni giorni fa l’incontro della «Rete per il ben-essere», che ha visto riuniti attorno a un tavolo comune: Direzione Didattica di Gemona; Scuola media «Cantore»; Liceo Scientifico «Luigi Magrini»; ISIS «D’Aronco»; IAL di Gemona; Associazione genitori «Liceo Magrini»; Dipartimento per le Dipendenze; Dipartimento di Prevenzione; Servizio sociale dei Comuni; e le amministrazioni di Artegna, Bordano, Gemona, Montenars, Osoppo, Trasaghis e Venzone. Un piccolo miracolo, se teniamo conto quanto questi soggetti – loro malgrado – operino spesso isolati uno rispetto all’altro. Segno di una sensibilità nuova, attestazione che sta crescendo la volontà di confronto e di intesa comune.
La rete, nata nell’ottobre del 2009, sta mostrando come la realtà dei bambini, ragazzi e giovani sia un elemento decisivo per costruire «comunità» e come sia strategico condurre a sintesi le iniziative a loro rivolte, per meglio conoscere i vari contesti in cui vivono le giovani generazioni e per costruire percorsi efficaci di promozione umana e di prevenzione del disagio.
Unico tassello negativo, che ancora non sa trovare la sua collocazione, è la politica di Gemona, il Comune più grande. Da quanto ci hanno riferito alcuni presenti, proprio l’amministrazione gemonese, con il suo assessore Vincenzo Salvatorelli, sembra ancora incapace di inserirsi in un lavoro comune e sinergico. Un assessore fuori contesto, senza idee e inutilmente critico.
Fuori contesto come la recente uscita del consigliere di maggioranza Paolo Copetti sul «tormentone» bus navetta. Invitato all’incontro tra scuole e istituzioni, il consigliere ha ritenuto di perseverare nella polemica con una lettera ai giornali [], rifiutando ancora una volta un confronto costruttivo. Tant’è. C’è sempre tempo per ricredersi e per convincersi che una «comunità» cresce se tutti imparano a valorizzare ciò che fanno gli altri e a mettere in comune ciò che sanno fare.

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Un Commento a “Il «benessere» parte da una buona «rete»”

  1. Sandro V. scrive:

    … eppure qualcuno, alla pesca con la rete, continua a prediligere quella con la lenza e l’amo: una pesca solitaria, poco proficua, che non porta molto alla comunità.
    Ma quando i nostri amministratori sapranno deporre ciascuno la propria canna da pesca per gettare insieme la rete?