Ossa che parlano

Scheletro duomo

Iniziati nell’agosto del 2008, gli scavi archeologici nel Sacello del Duomo voluti dall’associazione «Valentino Ostermann» hanno portato alla luce una Gemona sotterranea che non si pensava esistesse. La parete meridionale sotto la sacrestia scende fino a raggiungere il livello della strada sottostante, in corrispondenza di Porta Udine, 7 metri e mezzo più in basso del sagrato.
Grazie alla direzione dell’archeologo Davide Casagrande, dell’architetto Alberto Antonelli e di molti altri collaboratori, tra cui volontari dell’associazione, archeologi e antropologi, è stato possibile riportare alla luce numerosi reperti tra cui monete, medaglie, gioielli risalenti a diverse epoche. Numerosi anche i reperti osteologici, risalenti a un periodo compreso fra il 1300 e il 1800.
Un lavoro che continua tutt’oggi e che si spera possa continuare anche in futuro, grazie alla collaborazione con l’università di Firenze, per far in modo che Gemona diventi sede di uno stage archeologico universitario.
[QUI l’ottimo reportage di Anna Piazza pubblicato sull’ultimo numero di Pense & Maravee]
[Foto: un reperto osteologico ritrovato durante gli scavi]

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