Ma poi, quell’ordine del giorno, si poteva votare?

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Ma si poteva poi votare l’Ordine del Giorno sull’ospedale presentato dalla maggioranza giovedì scorso in consiglio comunale? Non ha avuto forse ragione l’assessore alla sanità Vincenzo Salvatorelli a uscire dall’aula mentre i suoi colleghi si approvavano – in solitaria – il loro documento []?
Le opposizioni avevano chiesto con forza di non fare questo errore. È un fatto di metodo. Non si può «imporre» la propria linea politica. In democrazia va mediata e condivisa.
Se poi entriamo nel merito, quell’Ordine del Giorno [] era scritto con i piedi e conteneva grossolane sviste. Non sappiamo chi ne se sia stato l’estensore. Certo, almeno due marchiani errori li contiene.
Il primo, se non è un fallo semantico, riguarda i «rapporti» politici con la Regione, ente sovraordinato, a quanto ci risulta. Nel documento si legge infatti che «il consiglio comunale impegna il presidente, la giunta e il consiglio regionale». «Impegna»? Non è uno stile un po’ megalomane e arrogante? Forse sarebbe stato meglio, vista la gerarchia istituzionale, usare verbi meno prescrittivi, del tipo «chiede», «invita», «sollecita». Così dovrebbe scrivere un consiglio comunale che si rivolge a un presidente e a un’assemblea regionali.
Il secondo errore, invece, è di sostanza. Nel documento approvato dalla maggioranza si legge che «nel PSSR 2010-1012 [sic] l’Ospedale ‘San Michele’ è stato reinserito nell’elenco delle strutture pubbliche regionali obbligatorie». Il dato, a quanto ci risulta, non corrisponderebbe al vero. Se andiamo a leggere il Piano Sanitario e Sociosanitario Regionale 2010-2012 il nosocomio di Gemona non compare. Basta leggerlo [QUI].
Si può suffragare una tale superficialità su questioni così delicate? Gemona non si merita un po’ di competenza in più? E se le cose erano state fatte alla buona, perché ostinarsi nel conflitto con le opposizioni? Non era politicamente più vantaggioso giungere a un compromesso? Guardando al bene complessivo di Gemona? E infine: i consiglieri di maggioranza, hanno letto il documento? E nessuno si è accorto di queste sviste?

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2 Commenti a “Ma poi, quell’ordine del giorno, si poteva votare?”

  1. Gjovanin scrive:

    … savei al coste!

  2. Pieri scrive:

    effettivamente obbedire agli ordini di scuderia non obbliga a far la fatica di valutare personalmente le cose…… che tristezza!