Il diritto vince sulla banalità del male. E così sia

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Il consigliere regionale della Lega Nord Danilo Narduzzi andrebbe rimandato sui banchi di scuola. A studiare un po’ di Costituzione, di diritto e di civiltà. E con lui i tanti esponenti della Lega, anche locale, che ci fanno vergognare di vivere in questo paese. Ma per fortuna siamo ancora in uno stato di diritto e la legge prevale sulla «banalità del male».
Veniamo al fatto. Ne avevamo parlato mesi addietro []. Il consiglio regionale del Friuli –vg aveva disposto che «hanno diritto ad accedere agli interventi e ai servizi del sistema integrato tutti i cittadini comunitari residenti in regione da almeno 36 mesi», il che ha escluso dai servizi essenziali di assistenza molti immigrati regolari, donne e minori compresi. Il governo italiano – di destra, come la giunta Tondo – aveva impugnato la norma, in quanto avrebbe prodotto un’«ingiustificata discriminazione […], lesiva dei principi fondamentali dell’Ordinamento giuridico». Ma non è bastato a far retrocedere questa scellerata maggioranza in consiglio regionale. Ci è voluto anche un tribunale. È infatti di alcuni giorni fa la notizia che il giudice del lavoro di Udine ha condannato il Comune di Latisana per aver applicato la norma nei confronti di un cittadino rumeno. L’ordinanza del giudice afferma che quella legge è una forma di discriminiazione ed è contraria ai principi di libertà di circolazione e di parità di trattamento, punti cardine del diritto dell’Unione Europea. Il giudice ha quindi ordinato al Comune di disapplicare immediatamente la legge e di pagare circa 10 mila euro di spese legali. E così sia.
[QUI un articolo sulla sentenza]

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2 Commenti a “Il diritto vince sulla banalità del male. E così sia”

  1. Marco scrive:

    Ciò che meraviglia è l’assuefazione di buona parte della popolazione italiana davanti a negazioni così evidenti dei diritti delle persone. Ci scandalizziamo (giustamente) per come vengono trattate le donne in alcuni paesi dell’Islam, e sorvoliamo sul nostro modo di trattare dei “cittadini” che vivono con noi.

  2. Paolo scrive:

    Accadono anche da altre parti d’Italia vicende analoghe. Questa è in provincia di Brescia:
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/21/il-comune-ti-aiuta-se-sei-italiano-ma-lordinanza-razzista-diventa-una-beffa/42597/