Il lago di Cavazzo è lontano. Non è un nostro problema

Gemona - Lago di Cavazzo

È passato un mese dal parere positivo del Ministero dell’Ambiente al progetto di raddoppio per la centrale Edipower nel lago di Cavazzo. Ora la palla passa in mano alla Regione, che dovrebbe esprimersi entro fine anno. Il progetto, come avevamo già dato notizia [], prevede l’ampliamento dell’attuale impianto di Somplago attraverso la costruzione di una nuova condotta.
Di giorno l’acqua del lago di Verzegnis fornirebbe l’energia alle turbine, mentre la notte, quando la domanda di elettricità è inferiore, verrebbe ripompata su a monte.
Da mesi fervono le proteste e le proposte. I Comitati per la difesa del lago, anche a fronte delle 9.000 firme raccolte, chiedono alla Regione di affidare a specialisti terzi lo studio del progetto e delle possibili alternative, elaborando anche un modello in scala che consenta di verificarne l’impatto sull’ambiente. I comuni di Bordano, Cavazzo, Trasaghis, e Verzegnis, più direttamente coinvolti nel progetto, hanno dato parere positivo, seppure condizionato e ciascuno avanzando una propria specifica posizione. Chi chiede compensazioni economiche e sgravi sui costi dell’energia, chi controlli più approfonditi e maggiori assicurazioni sull’impatto del nuovo impianto.
E Gemona? Qual è la posizione del maggiore comune del territorio? Durante la recente presentazione della «Città dello sport», il project manager Enzo Cainero ha affermato che si dovrà tener conto della presenza del lago di Cavazzo, una risorsa imprescindibile per gli sport acquatici. Ma sarà compatibile con l’amplimento della centrale? E per quanto riguarda il turismo? Il lago non ci riguarda, considerato il cospicuo numero di gemonesi che vi trascorrono le domeniche estive? A quanto pare, no. Il sindaco Paolo Urbani e i suoi assessori finora non si sono espressi. Non hanno rilasciato alcuna dichiarazione in merito. Né pro né contra. Come il problema non li riguardasse. Del resto, il lago è lontano: 12 km. Come andare e tornare da Ospedaletto a Campo Lessi. Non è certo un problema loro.

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4 Commenti a “Il lago di Cavazzo è lontano. Non è un nostro problema”

  1. Pauli scrive:

    A Urbani non interessano questi problemi basta farsi bello nelle cerimonie per il resto sono quisquiglie.

  2. Ci siamo permessi di riprendere questo vostro post sul blog “Alesso e dintorni” (http://cjalcor.blogspot.com/) dove da tempo è in atto una discussione sulle problematiche del futuro del lago.
    Mandi

  3. admin scrive:

    @ Alesso e dintorni.
    Grazie per aver ripreso la notizia. Anche se in verità è una non-notizia, visto che ci siamo limitati ad osservare l’assenza del comune di Gemona sulla questione dell’ampliamento della centrale. Qui da noi, purtroppo, chi sta governando tende a guardarsi l’ombelico. E a vederselo anche bello. Mentre servirebbe una capacità di azione politica di ampio respiro, qui si risolve tutto in “Città dello sport”, feste e rifacimento di strade. Pur importanti, non sono però le questioni decisive che un comune come Gemona dovrebbe affrontare. L’attuale maggioranza non è riuscita a trovarsi d’accordo nemmeno sulla linea da tenere in merito all’ospedale. Non parliamo della crisi economica e occupazionale delle aziende locali. Nulla.
    Immaginiamoci se hanno le capacità di gestire situazione complesse come questa.

  4. admin scrive:

    Sull’ampliamento della centrale è uscita oggi sulla stampa una lettera dell’ex consigliere comunale Claudio Polano. Basterebbe che qualcuno della maggioranza riprendesse alcune sue considerazioni, visto che Polano proviene dalla lista “Per Gemona” che ha vinto le elezioni. Ma pare si navighi in solitaria.
    Qui di seguito la lettera:

    UNO STUDIO SERIO E RISPOSTE CONCRETE
    Mentre ancora non è stata chiarita la posizione del ministero dell’Ambiente, in merito al parere favorevole che avrebbe concesso al progetto Edipower, è doveroso sottolineare la posizione dei comitati che si oppongono a questo devastante progetto. In una loro recente conferenza stampa è stato nuovamente sottolineato il pesante impatto ambientale del progetto, che, se posto in essere, darebbe il colpo di grazia al nostro lago, che già presenta notevoli problematiche, soprattutto in campo ambientale. Un ulteriore raffreddamento del bacino a causa del continuo rimescolamento a cui sarebbe sottoposto con il continuo passaggio delle sue acque da un lago all’altro, l’intorbidamento creato dall’accumulo di fango nel bacino dell’Ambiesta che in parte sarebbe movimentato verso il lago di Cavazzo e infine un saliscendi continuo del suo livello da un minimo di un metro a un massimo di due e mezzo, significherebbe la sua fine come ecosistema, trasformandolo in un semplice catino da riempire e svuotare ogni giorno. Purtroppo le amministrazioni comunali rivierasche, che già da tempo hanno detto sì al progetto con delibere o con un silenzio/assenso, che oggi non vogliono, chissà perché, rimettere in discussione, si renderanno responsabili con gli anni della trasformazione del nostro lago in un fiume freddo e fangoso. Lo dicono gli esperti (geologi e ingegneri) che i comitati hanno interpellato e i cui lavori sono stati pubblicamente presentati e che finora non hanno ricevuto smentite. Sembra di assistere al gioco delle tre carte con annesso scaricabarile, che in Italia è purtroppo molto praticato. Roma dà o avrebbe dato il “placet” al progetto Edipower e così la Regione (forse) troverà la strada spianata per fare altrettanto, perché anche i Comuni hanno detto sì, con l’illusione di compensazioni, che oggi nessuno ha avuto il coraggio o la volontà di rendere pubbliche. Semmai ci saranno, perché pagare un qualcosa (il danno ambientale) quando la controparte con superficialità a priori ha già detto sì? L’autunno sarà il momento della verità e gli scenari sono foschi anche perché la Regione non risponde alla richiesta dei comitati e di qualche tardiva amministrazione, di far eseguire uno studio serio da parte di terzi sul progetto, con relativo modello in scala che dovrebbe essere pagato, come prevede la legge, dal committente e cioè da Edipower. Tutte domande che esigono risposte precise, che tardano ad arrivare o addirittura non arriveranno mai. Nel frattempo il balbettio di qualche sindaco sull’argomento si perde nella calura estiva.
    Claudio Polano