Bibbia e acquerelli

Ugo_Pierri

Il Laboratorio Internazionale della Comunicazione ha organizzato nell’ambito delle sue attività una mostra di pittura di Ugo Pierri. Dal 23 luglio all’8 agosto, ogni venerdì sabato e domenica dalle 20 alle 23, presso il palazzo Scarpa è possibile visitare la mostra dal titolo «Paesaggi biblici».
Ugo Pierri è un pittore triestino, ma anche scrittore e poeta. Nel suo sito internet [], in cui si può leggere la biografia, e vedere alcune sue opere, Perri si definisce «pittore inediale, poeta espressionista-crepuscolare, scrittore di racconti non più in voga». La sua vita, da ciò che si può capire, la gioca libera tra il calcio e l’arte. Come poeta e scrittore ha pubblicato fra l’altro Football party, Aiku Lokali, Noi parrocchiani, Le avventure di Pinocchio (illustrazioni), La gabbia del pane, Icaro depennat, Mamie blu. Una sua raccolta di poesie politiche è stata tradotta da Jack Hirschmann, e pubblicata negli Stati Uniti. Dal 1990 pubblica il foglio volante «Ossetia», l’eco del popolo oppresso, che gli procura «non pochi fastidi e infinite ritorsioni da parte soprattutto dei ‘corti che affollano la nostra ridente necropoli’». «Compresso tra l’incudine del vangelo e il martello del mercato conduce da sempre un’esistenza in bilico», in cui la moglie Afra, e pochi amici, lo sostengono nel tentativo di smentire la profezia della nonna Maria: «qualunque cosa tu farai non combinerai mai niente di buono». Anche le nonne possono sbagliare, e chi visita la mostra scoprirà che qualcosa di buono c’è, anzi forse anche qualcosa di più.
La mostra, inaugurata venerdì scorso, è incentrata sul tema della natività di Cristo. Essenziale per capire queste sue opere ci sembra questo passaggio della sua biografia. «Nel ‘72 frequenta un corso per neocatecumeni. Ma impressionato dall’esuberante uso dei riti e di costrizioni lo abbandona dopo il primo anno. Continua però a leggere con maggior intensità i vangeli e prova un profondo, caldo sentimento di Dio. E una crescente avversione per il sinedrio e gli scribi-farisei che lo sostengono». Nei suoi dipinti questo «caldo sentimento» risalta dai colori utilizzati. Dei quadri esposti nella mostra colpiscono soprattutto le mani, grandi, del tutto sproporzionate, di Maria e di Giuseppe che avvolgono e proteggono il bambino.

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