Gente di Gemona

Gente di Gemona

PIETRO LONDERO
Friulanista, storico, uomo di chiesa (1913-1986)

Monsignor Pietro Londero nacque a Gemona il 10 ottobre 1913; rimase orfano di padre in tenera età assieme ad una sorella di due anni più giovane e alla madre malata. Poco dopo essere entrato in seminario perse anche quest’ultima. Monsignor Beinat, che gli è stato compagno di scuola e collaboratore per 15 anni, ritiene che queste difficili esperienze segnarono in modo indelebil il suo carattere: “Al stentave a ridi e al faseve fadìe a fâ ridi”. Fu ordinato sacerdote il 19 luglio 1936, poi fu mandato a frequentare l’Università Cattolica di Milano, dove conseguì la Laurea in Lettere. Insegnò dal 1940 al 1971 nel Seminario di Castellerio ed in quello di Udine. Fu pure direttore spirituale nell’Istituto “Toppo-Wassermann” di Udine, insegnante di Religione nelle scuole medie statali e membro della Commissione Diocesana d’Arte Sacra. Collaborò anche alla “Scuele Libare” che Meni Zannier aveva fondato a Casasola di Majano, convinto che la lingua materna si conserva solo insegnandola ai bambini.
Il 7 luglio 1966 fu nominato “cameriere segreto in abito paonazzo” e il 26 maggio 1968 cappellano di Sua Santità.
Egli era noto anche come Pieri Piçul, come amava farsi chiamare per la sua modestia, sebbene il blasone di famiglia fosse Pieri Grant. Fu fondatore (1964) ed attivo collaboratore del periodico in lingua friulana “Int furlane”. Per 25 anni dedicò al giornale tempo e fatica, testimoniati da oltre 400 articoli di argomenti letterari, archivistici, politici, linguistici, folkloristici, con particolare riferimento alla lingua locale. Nei suoi articoli esortava infatti i Friulani a mantenere i propri valori tradizionali, legati al cristianesimo ed all’uso del friulano, difendendoli dai pericoli della massificazione.
Grande merito gli va riconosciuto per essere stato tra i promotori della Mozion dal clero (firmata nel settembre 1967 da 529 sacerdoti locali) inviata ai politici di Roma e di Trieste affinché prendessero a cuore i veri problemi del Friuli.
Tra le sue traduzioni in friulano, si ricorda la versione di vari libri delle Sacre Scritture (sia dell’antico che del nuovo testamento) e il fondamentale contributo alla stesura del Messâl Furlan (Gorizia, 1971), che permise, dopo approvazione dei superiori, la celebrazione del sacro rito in friulano, avvenuta per la prima volta il 12 luglio 1972 simbolicamente nella Basilica di Aquileia.
Scrisse varie opere storiche, quali La cjampane di Dante (1966), Storie dal popul furlan (1974), Notizie storiche della chiesa di Santo Spirito (1985), San Roc in Friûl (1986) e I cosacs in Friûl. Ricuarz personai di Pieri Piçul (postumo, 1999).
Collaborò in varie attività, tra cui la traduzione delle Sacre Scritture ed il Messale Friulano, con pre Checo Placereàn, di cui era molto amico.
Dopo il terremoto del 1976 fu infaticabile animatore della ricostruzione nel suo paese natale della chiesa di san Rocco e della chiesetta dell’Annunziata, nonché della Scuola Materna di Piovega (che aveva già contribuito ad edificare negli anni dopo la seconda guerra mondiale). Altrettanto impegnato fu nella ristrutturazione della chiesetta di S. Pietro.
Spirò a Gemona il 5 novembre 1986 e nella stessa località furono officiate le esequie.
[Fonte: Mariolina Patat, Oms innomenâts a Glemone. Personaggi di rilievo nella storia di Gemona, Comune di Gemona, 2002, con aggiunte e correzioni dell'autrice].

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