Tanto di cappello

Tanto di cappello

Non possiamo non fare un plauso a Paolo Menis, consigliere regionale del PD [], che ha avuto il coraggio di opporsi all’ennesima indecenza di questa indecente classe politica che governa buona parte delle istituzioni repubblicane. Alcuni giorni fa il consiglio regionale ha recitato la solita ignobile commedia tragica votando contro l’ammissibilità dei referendum che chiedevano il taglio delle indennità di fine mandato e dei vitalizi dei consiglieri. I referendum avrebbero abrogato le norme che permettono ai consiglieri regionali di continuare ad andare in pensione con il sistema retributivo e non contributivo, come accade per tutti gli altri italiani. E dopo solo 5 anni di contributi. Uno scandalo, insomma. Tanto più se il voto contrario è stato dato anche da quel partito che si dice «democratico» e che vorrebbe presentarsi come portavoce maggioritario del rinnovamento della politica italiana. Infatti è proprio del PD, precisamente del capogruppo Gianfranco Moretton, uno degli ordini del giorno votati dall’aula contro l’ammissibilità del referendum.
Scandalizza anche il comportamento di molti sindaci friulani. Tanto disponibli, a parole, a ridurre le spese superflue, ma muti e inerti di fronte ai privilegi dei loro colleghi regionali. Anche il nostro sindaco di Gemona – che tanto si loda per i tagli agli sprechi – nulla ha detto del voto compatto dei suoi compagni di partito dell’UDC. E allora, lode al merito e al coraggio delle poche voci dissonanti. Come quella di Paolo Menis appunto. Che ci fa ancora sperare che un cambiamento sia possibile.

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2 Commenti a “Tanto di cappello”

  1. mike scrive:

    La casta esiste eccome e se la passa ogni giorno meglio…
    PD, PDL, UDC, ecc.: quali sono le differenze rispetto a questi aspetti di automantenimento di privilegi??????
    W chi ha il coraggio di andare in direzione ostinata e contraria!!!!
    E per favore, abbiano la decenza di non chiamarla demagogia…

  2. Lodovico Copetti scrive:

    Per la precisione sono risultate inamissibili ben 4 proposte di referendum per l’abolizione dei vitalizi e dell’indennità di fine mandato dei consiglieri e degli assessori regionali, non solamente una…si potrebbe ben dire “repetita non juvant”.
    Quattro erano complessivamente gli ordini del giorno, riferiti a ciascuna delle proposte di referendum abrogativo sottoposte a verifica di ammissibilità, che sono stati presentati da Daniele Galasso(Pdl), Gianfranco Moretton (PD), Edoardo Sasco (UDC), Danilo Narduzzi (Lega Nord) e Roberto Asquini (del Gruppo Misto) per impegnare il Consiglio regionale a dichiarare la legittimità-regolarità della proposta referendaria e la sua inamissibilità.

    1) Il primo relativo alla volontà di abrogare l’indennità di fine mandato dei consiglieri, è stato dichiarato dall’Aula inammissibile con 45 sì e 6 no. Contrari sono stati:
    Italia dei valori, Cittadini, Menis (del Partito Democratico) e Antonaz (Sinistra e l’arcobaleno).

    2) Il secondo circa l’abrogazione dell’indennità di fine carica degli assessori regionali è stato giudicato inammissibile con 47 sì e 6 no: contrari ancora Cittadini e Italia dei Valori, Menis e Antonaz.

    3) Inammissibile anche il terzo sull’abrogazione dell’assegno
    vitalizio dei consiglieri regionali con 46 sì e 7 no. Accanto a Cittadini Italia dei Valori anche Menis, Antonaz e Kocijancic (questi ultimi entrambi di Sa).

    4) Infine l’inamissibilità del quarto inerente l’abrogazione dell’assegno vitalizio degli assessori regionali è stata decretata dall’Aula con 46 sì e 7 no. Il pronunciamento dei contrari è stato identico al terzo ordine del giorno

    Meno male che ci sono state altre 6 persone, meno conosciute forse, ma che hanno saputo distinguersi come gruppo e non solo come singoli.
    Menis?…Mia nonna direbbe che una rondine purtroppo non fa primavera.