Una politica coi baffi

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Mesi addietro, per essere eletto presidente del Cipaf [], Virgilio Disetti presentò un documento programmatico che il sindaco Paolo Urbani fece proprio []. Disetti fu trombato, Urbani sconfessato, Ivano Benvenuti eletto presidente del consorzio []. «Oggi la politica – disse il primo cittadino – è entrata a gamba tesa nel Cipaf». Come se la scelta del Comune di Gemona fosse dettata da criteri di esperienza e di competenza.
Ora, quel documento è rimasto in vita, come piantato con un chiodo sui seggi del consiglio comunale. È diventato un ordine del giorno. Pari pari, senza cambiargli una virgola. E la maggioranza l’ha votato. In ossequiosa deferenza nei confronti di chi l’ha scritto. In barba al fatto che i comuni vicini quel politico non l’hanno voluto a guida del consorzio industriale. E in barba alle declamate promesse pre-elettorali di cambiare la politica gemonese e il potere delle solite figure. Una politica coi baffi. Difficili da radere.

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3 Commenti a “Una politica coi baffi”

  1. Marco scrive:

    Inutile occuparsi di un ramo secco quando la pianta è malata, da estirpare con TUTTE le radici !!

    I Nostri Soldi (finanziamenti pubblici) non devono finire nelle casse di “enti” INUTILI che non danno alcun servizio diretto al cittadino !!

  2. admin scrive:

    @ Marco
    Il Cipaf è espressione della sintesi tra ente pubblico e iniziativa privata. Potrebbe costituire un importante strumento di coordinamento e di sviluppo per la nostra zona. In passato ciò non è stato. O è stato solo in parte, ci sembra. Il futuro è aperto. Se i soggetti che ne fanno parte e chi ne è alla guida sapranno mettere in comune il meglio delle loro capacità e potenzialità, il consorzio potrà diventare un volano di crescita, industriale e occupazionale. Se così, invece, non sarà, avrà ragione lei, sig. Marco. E si tratterà dell’ennesimo “ramo secco”. Da tagliare il prima possibile.

  3. Marco scrive:

    Condivido completamente gli intenti idealistici degni di ammirazione (nella risposta al mio commento), peccato siano sogni utopistici inattuabili.
    Quanti cittadini FINANZIEREBBERO VOLONTARIAMENTE i molti “strumenti di coordinamento e di sviluppo volani di crescita industriale e occupazionale” presenti in questo Paese ??
    Le illusioni create per dissanguarci stanno svanendo ed i vampiri garanti della vessazione periranno a causa della loro stessa voracità.