Le Api non producono solo il miele

Ape

Eppur qualcosa si muove. Da mesi crediamo che l’attuale situazione economica e occupazionale del nostro territorio meriti e pretenda di essere affrontata []. Varie sono le strategie e diverse le condotte che si possono adottare per dare una spinta, creare un moto inerziale. Ma troppo spesso i nostri amministratori concentrano le loro attenzioni su altro. Aspettano risposte davanti ad uno specchio che gli rimanda solo e soltanto la propria immagine. Si è diffuso l’approccio attendistico del «passerà».
Lanciando lo sguardo fuori dal nostro ristretto ambito territoriale ci accorgiamo che invece qualcuno ci pensa. Pensa, almeno un po’, più in grande e con lungimiranza.
L’Api, Associazione piccole e medie industrie di Udine [], ha dato vita ad un Patto per il rilancio e lo sviluppo dell’economia friulana, siglato d’intesa con Cgil, Cisl e Uil.
I soggetti in gioco sono partiti da una considerazione: la crisi non è ancora superata.
Di qui hanno definito un protocollo d’intesa e fissato una serie di linee-guida che guardano oltre all’attuale fase recessiva, e si propongono di individuare una strategia comune di rilancio dell’economia locale fondata sull’alleanza fra lavoro e impresa produttiva e sull’unità di intenti e scopi fra le parti economiche e sociali: il rafforzamento della competitività delle PMI, la regolazione del mercato e il potenziamento delle politiche del lavoro.
Un ottimo risultato, crediamo, che apre ad ulteriori prospettive. Il riconoscimento di un obiettivo comune – che mette sullo stesso piano di corresposabilità tutti i soggetti – e il metodo del confronto tra le parti – che contribuisce alla nascita di nuove idee e che motiva tutti al conseguimento di migliori risultati. Barlumi di futuro. Da costruire con lo sforzo congiunto di tutti.
[QUI il comunicato stampa e le linee-guida del Patto sociale]

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