Qui il digitale non arriva, preferiamo l’analogico

Giradischi

Il web è un importante strumento per avvicinare la politica ai cittadini. Costa poco, quasi nulla. Ci si può ficcare su di tutto. È rapido. Qui da noi arriva potenzialmente a circa il 70% dei cittadini. Ma nonostante questo, accade che a Gemona dei siti web nati durante le elezioni, solo i nostri siano ancora attivi [www.contegemona.it; www.mariolinapatat.it]. Tutti gli altri si sono dissolti, oppure sono fermi al fatidico giorno delle elezioni. Come a quell’ora si fosse fermata la necessità di comunicare con i propri rappresentati.
Vediamo nel dettaglio. Per quanto riguarda la maggioranza, c’era il sito del candidato Paolo Urbani (www.paolourbani.it). Ora inattivo. Idem per Gemon@assieme (www.gemonassieme.it). Nonostante uno dei suoi consiglieri si fosse vantato di quella «chiocciolina», segno di nuovi metodi, più «digitali» e «connessi». E poi Gemona nel cuore, il cui sito è lì, ma fermo a un anno fa (gemonanelcuore.altervista.org).
Passando alla minoranza di centro-destra, sia il dominio del candidato sindaco Gianpaolo Londero (www.gianpaololondero.com), sia quello della lista Gemona Avanti (www.gemonaavanti.com) si sono esclissati.
La morale di questa storia è semplice. A Gemona, buona parte dei rappresentanti politici non considera le nuove tecnologie uno strumento per agevolare la comunicazione con i cittadini. Certamente ce ne sono altri di imprescindibili: la stampa locale e soprattutto il rapporto personale. Ma le potenzialità della rete non vengono pienamente sfruttate. Nonostante molte persone ormai utilizzino quasi esclusivamente internet per tenersi informati. Sarà questo il motivo del grande numero di accessi del nostro piccolo e modesto blog?

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10 Commenti a “Qui il digitale non arriva, preferiamo l’analogico”

  1. Mariangela F. scrive:

    Voglio solo dire “grazie” al sito di contegemona che, puntualmente, pensa a rinfrescare la nostra labile memoria!

  2. picconatore scrive:

    Quello che conta è non tanto comunicare ma FARE le cose. Tutti possono vedere quello che ha fatto questa amministrazione…chi lavora non ha tempo da perdere in chiacchiere quelle vanno lasciate a quelli che non hanno nient’altro da fare

  3. mike scrive:

    @ picconatore
    Ci sono ruoli e funzioni caro amico del piccone…
    Credo sia fin troppo facile dire a chi non ha in mano le redini del gioco che sta solo chiaccherando.
    Chi ha il potere/dovere di fare le cose? La maggiranza che governa, ovvio! Ma non è sempre la stessa maggioranza che rafiutato sistematicamente tutte le forme di collaborazione e le proposte arrivate dall’opposizione?
    Il giochetto è troppo facile: ti tengo fuori da tutte le decisioni, anche quelle più importanti e “comunitarie” per poi dirti che non fai niente…
    Su su, sforzarsi un po di più per essere credibili nella critica!!!

  4. admin scrive:

    @ Matteo
    Per essere precisi, da qualche mese i siti indicati non solo non vengono aggiornati, ma gli stessi domini sono scaduti, mostrando chiaramente come siano stati costruiti a soli fini elettorali. Fra 4 anni, o prima (?!), siamo certi che ricompariranno.

  5. admin scrive:

    @ picconatore.
    D’accordo con lei. Per un’amministrazione il “fare” è più importante del “chiacchierare”. Ma si dà il caso che negli ultimi 60 anni viviamo in una repubblica democratica. E una democrazia è tanto più matura quanto i cittadini esercitano una funzione di controllo nei confronti di coloro che amministrano. La comunicazione, la trasparenza, l’accesso agli atti – e qui ne avremmo da dire rispetto alle ultime esternazioni del primo cittadino di Gemona in consiglio comunale – diventano essenziali per garantire un corretto rapporto tra eletti ed elettori. Non le sembra che i recenti scandali che attraversano l’Italia da almeno 20 anni nascano anche da un’informazione malata? E ciò non rischia di valere anche a Gemona? Non le sembra che il sindaco “chiacchieri” fin troppo con continue lettere alla cittadinanza, spot e articoli sui giornali? Perfino per inaugurare un “laip” rilascia interviste entusiastiche sul suo operato. Non sarebbe meglio aver dei “sobri” siti internet con una comunicazione che celebri i “fatti”, invece che celebrare i “personaggi politici”? Non le pare, signor “picconatore”?

  6. Matteo scrive:

    La scadenza dei domini è la naturale conseguenza del non-aggiornamento dei contenuti.

  7. picconatore scrive:

    Quello che mi pare e pare a tanti gemonesi è che si sta facendo molto più di quanto abbiate fatto voi nei due anni che eravate al potere e penso di aver detto tutto. Ed è questo il motivo e non scuse come la trasparenza o la comunicazione per cui non avete vinto e non vincerete le prossime elezioni.

  8. mike scrive:

    @ picconatore
    Il problema è proprio pensare che trasparenza e comunicazione siano scuse…
    Anche qui il giochetto è troppo facile: a Gemona da più di vent’anni comanda QUASI ininterrottamente e con i modi arroganti e miopi spesso ricordati da questo blog lo stesso gruppo di potere (con qualche nuovo innesto che fino ad ora non ha cambiato praticamente nulla) e chi ha governato male è colui che ha gestito il QUASI!!!
    Ripeto: su su picconatore, lo sforzo è aprezzabile, ma si può fare ancora meglio nella critica, non siamo in campagna elettorale!!! Non è tempo di proclami.
    Se siete quelli del FARE, parliamo di COSA e COME si fanno le cose.

  9. admin scrive:

    @ picconatore
    Ha ragione ancora una volta, sig. “picconatore”. Ma ancora una volta a metà. Se da un lato è sotto gli occhi di tutti – e questo blog lo ha sottolineato più volte – la capacità di iniziativa di questa amministrazione rispetto a quella precedente, è anche vero che Lei dà del “voi” alle persone sbagliate. Per ignoranza o per malafede, veda Lei. Se dà un’occhiata ai redattori di questo blog, potrà rendersi conto che non ve n’è alcuno che abbia fatto parte del consiglio comunale precedente. Non è così invece per alcuni esponenti dell’attuale maggioranza. Ci sono fior di assessori dell’attuale governo che facevano parte del tanto vituperato “Marini bis”. O sbaglio? C’è qualcosa che non torna, dunque, nelle sue argomentazioni. Ma non credo che sia su questo terreno di reciproche accuse che crediamo possa crescere un nuovo modo di governare questo piccolo paese diviso da sterili e improduttive diatribe.