Gente di Gemona

Gente di Gemona

VALENTINO OSTERMANN
Studioso di folklore (1841-1904)

Valentino Ostermann fu il padre degli studi sulle tradizioni popolari in Friuli. Nato a Gemona il 22 febbraio 1841 da Giuseppe e da Maria Zanier, fu educato durante la prima infanzia da uno zio prete. Frequentò poi gli studi elementari a Gemona ed il Ginnasio a Udine. Fu allievo, assieme al fratello maggiore Francesco, della Società Filarmonica (istituita a lato della Società operaia gemonese) negli anni in cui vi era maestro Marc’Antonio Bianchi.
Seguì poi senza terminarli gli studi di Legge a Padova, ottenendo grazie al superamento di diversi esami l’abilitazione all’insegnamento di lettere e pedagogia. Insegnò italiano, storia e geografia presso la neo-istitutita Scuola Tecnica di Gemona e contemporaneamente la diresse dall’ottobre 1868 al 1878, anno della chiusura. Dovette perciò trasferirsi per insegnare in altre città italiane, quali Udine (presso l’Istituto “Uccellis” e la Scuola Normale), Belluno (Scuola Normale); fu nominato poi direttore nelle scuole superiori di Cosenza, Ravenna e Treviglio (Bergamo), dove morì il 16 ottobre 1904.
Ostermann può essere considerato il vero e proprio fondatore degli studi di folklore, non solo in Friuli, ma in Italia, in quanto fu tra i primi a scegliere di registrare il materiale popolare senza intervenire per abbellirlo, come in quegli anni andava facendo ad esempio Caterina Percoto. Anche per lui tuttavia lo studio delle tradizioni popolari rimase un complemento di altre attività e fu portato avanti senza un chiaro ed ordinato metodo critico, come invece si cominciava a fare all’estero. Fu instancabile raccoglitore di imponenti quantità di materiali che pubblicò in varie opere, ancor oggi basilari nel settore soprattutto per la gran mole di dati raccolti. Ad esempio collezionò ben 5.000 proverbi, un ricco patrimonio raccolto tuttavia senza indicazione della provenienza e con scarsa cura della grafia.
Fin da giovane si appassionò al collezionismo di monete antiche e moderne, tanto da esporne una ricca raccolta nell’ambito della Mostra annessa alla sesta riunione generale dell’Associazione Agraria Friulana tenutasi a Gemona nel 1867. Grazie alla fama acquisita anche nel settore della medaglistica e della numismatica, fu accolto nell’Accademia di Udine, sui cui Atti sono stati pubblicati tra gli anni 1878 e 1887 vari suoi contributi. Numerosi altri brevi saggi illustranti studi storico-archeologico e folklorici apparvero su riviste locali, quali “Pagine Friulane”.
Egli è noto in Friuli soprattutto per le opere più ampie: Villotte friulane del 1892 (raccolta di ben 2450 canti) e La vita in Friuli. Usi, costumi, credenze popolari, del 1894; entrambe furono completate tra gli ultimi anni della sua permanenza in Friuli ed i primi di soggiorno fuori regione.
La comunità gemonese lo ricordò con una cerimonia pubblica per la sua attività di educatore e di studioso di folklore, ma anche per la donazione alla biblioteca civica di numerosi volumi, di copia di tutte le sue pubblicazioni e di una serie completa di monete patriarcali e romane, oltre che di alcune preziose medaglie.
[Fonte: Mariolina Patat, Oms innomenâts a Glemone. Personaggi di rilievo nella storia di Gemona, Comune di Gemona, 2002, con aggiunte e correzioni dell'autrice].

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