Mobilità

Ghepardo che corre

In tutta Europa, meno in Italia, la mobilità è uno dei temi più importanti per un’amministrazione locale. Incide nel concreto della vita di una comunità. Produce relazioni. Mette in contatto luoghi, persone, attività. Lo vediamo anche a Gemona, un paese cresciuto senza troppe regole, privo di centri definiti, senza un governo dei processi insediativi, un po’ come le grandi metropoli moderne (vedi le recenti dichiarazioni dell’architetto Nimis ). Ecco allora l’importanza, a questo punto, di cercare di rimediare alla mancata progettualità dei piani regolatori con seri piani di mobilità che possano in qualche modo ridare senso e identità al paese. Sarà, speriamo, un obiettivo di lungo termine delle future amministrazioni negli anni a venire. Per ora dobbiamo accontentarci, in mancanza di amministratori che abbiano uno sguardo lungimirante e competente su questi problemi, di modeste scelte. Come quella fatta di recente dalla giunta comunale con il «Nuovo Servizio Trasporto Pubblico Locale 2010», che va a modificare e a integrare quello precedente. Gestito dalla SAF e finanziato interamente dalla Provincia di Udine, il nuovo piano prevede l’estensione dei percorsi al centro commerciale «Le Manifatture», alla piscina comunale e ad alcune vie della zona alta di Gemona (via Stalis, via delle Fontane, via Scugelars, via Monte Cjampon).
Il servizio precedente consisteva di 12 corse feriali, per un totale di 24.506 Km/anno. Quello nuovo, invece, prevede 10 corse feriali, per un totale di 27.804 Km/anno. Un aumento di 3.298 Km/anno, e quindi anche un aumento dei costi di percorrenza. Nello specifico, i percorsi saranno: 2 corse giornaliere da Maniaglia alla stazione; 8 corse dal Centro Storico, Ospedale, piscina, «Le Manifatture» fino alla stazione; 2 di queste ultime collegheranno anche Ospedaletto; 4 corse serviranno la zona alta di Gemona.

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7 Commenti a “Mobilità”

  1. picconatore scrive:

    Bravi!!!! non c’è che dire ci avete provato a discutere sui contenuti…ma purtroppo anche stavolta avete fatto un buco nell’acqua!
    Il nuovo piano va a coprire zone che in precedenza erano scoperte dal servizio e voi che fate? Dite che le scelte non sono lungimiranti.
    Aumentare i km di percorrenza significa anche allargare il bacino dei potenziali utenti far usare meno di meno i mezzi privati e soprattutto DARE un servizio a persone che prima erano escluse oltre a fornire la possibilità di avere le coincidenze con i treni e le corriere da e verso altre destinazioni…e queste sarebbero scelte modeste???…meno male che siete attenti all’ambiente, alle problematiche del trasporto locale e della mobilità dei cittadini!!!
    Dite che le scelte non sono lungimiranti e che il piano è fatto da persone non competenti? cosa avete fatto a riguardo nei due anni che eravate al governo di Gemona?…NIENTE!!!
    E ora criticate chi vuole fornire una maggiore copertura del servizio senza che il comune sborsi un euro: alla faccia della lungimiranza e della competenza.
    Se questo è il modo con cui affrontate i problemi…allora arrivederci alle prossime elezioni.

  2. admin scrive:

    Sig. picconatore, non serve agitarsi tanto. Se ritiene che i nostri contenuti e modi non siano in linea con i Suoi modelli di opposizione, eviti di attraversare questo sito internet e si dedichi a qualche altra attività più fruttuosa per tutti. Se invece intende contribuire al dibattito con toni e argomenti più pacati e pertinenti, sarà il benvenuto. Magari, per cominciare, provi a indicarci il Suo nome, visto che ormai si è affezionato a noi.
    In merito alle Sue osservazioni, provi ad andare a vedere quanto fanno alcuni comuni più virtuosi del nostro. Vedrà che oggi c’è chi mette in campo scelte davvero innovative e lungimiranti in tema di mobilità, e non si accontenta solo di aumentare qualche corsa di bus. Se vuole qualche riferimento, cominci pure da qui:
    http://www.europarlamento24.eu/mobilita-urbana-il-cambiamento-e-in-atto/0,1254,73_ART_456,00.html

  3. sara scrive:

    Per il Sig.”picconatore”.

    Vorrei sottolineare che dal post si capisce benissimo che si intende dire che un aumento dei chilometri e della copertura è un bene, ma che comunque non basta. Serve un’ottica complessiva di gestione del territorio e della mobilità. Questa sarebbe vera lungimiranza… avere una visione complessiva di come si vorrebbe far diventare le cose.

    alcuni piccoli esempi qui:
    http://www.comunivirtuosi.org/index.php/mobilita

  4. mike scrive:

    @ Sara
    credo che sia un discorso troppo lungimirante per Piccozza…

    Visti i toni e i modi dei suoi interventi, è ovvio che il suo compito o meglio il suo mandato non è quello affrontare e discutere sulle questioni in oggetto nei post, ma fare opposizione all’opposizione!!!

  5. sara scrive:

    @ Mike…
    si in effetti…

    solo che già non capisco questa attività sui blog nazionali, figuriamoci su blog come questo… mah…

  6. Virgilio Francesco Colussi scrive:

    Per progettare la mobilità urbana al di là delle parolone, di certi siti segnalati o dalle astiose polemiche (veramente di bassa lega in qualche intervento) che dimostrano come nessuno tra quelli che scrivono conosca in maniera approfondita l’argomento in questione, quantomeno nelle sue linee organizzative generali è quindi necessario delineare un quadro teorico-gestionale.
    Affrontare un argomento in poche battute non è possibile, volendo evitare un giudizio politico sulle scelte di chi governa Gemona, devo dire che apprezzo moltissimo lo spunto davvero stimolante che avete dato (pur non condividendo i toni di alcuni che hanno commentato e se mi permettete cosa grave in un’opposizione che vuole candidarsi a governare, una proposta che non sia solamente annuncio o contestazione ma fattiva alternativa, divenendo quindi proposta forte e strutturata) per discutere di mobilità e di scelte degli spazi urbani, avete aperto degli spazi di discussione. I miei complimenti.
    Volendo esprimere un giudizio sui siti segnalati devo dire che gli indirizzi del Parlamento europeo sono certamente validi ma privi di adeguate metodiche e strumenti di lavoro per disarticolare la materia, il secondo fornisce solamente esempi di quanto fatto senza purtroppo esaminare nel concreto normative, aspetti fondamentali, approcci ecc ecc scelte che non sono certo politiche ma tecniche.
    Dal punto di vista metodologico sono quindi approfondimenti modesti o quantomeno non sufficienti, anche se denotano un certo sforzo compiuto per impratichirsi della materia.
    Tanto per farmi capire vi segnalo un link nel quale in sommi capi potrete trovare alcune delle osservazioni:

    http://www.isfort.it/sito/ricerca/Opmus/Index_Opmus.htm

    un testo:

    Comune di Parma , Ministero del Lavoro, della Salute e delle politiche sociali, “Libro bianco su accessibilità e mobilità urbana. Linee guida per gli Enti Locali”,Parma, 2009 (interessanti i contributi di Maurizio Sacconi e di Giovanni Paolo Bernini).

    Per permettere una più agevole consultazione del testo sopra elencato vi segnalo questo link:

    http://www.lavoro.gov.it/NR/rdonlyres/A74B6EC2-270D-4B3A-B71A-753AD055E814/0/PilloleLBsuAccessibilita1.pdf.

    Mi permetto di segnalare quanto recepito dal Parlamento italiano di ciò che è stato deciso in sede comunitaria:

    http://documenti.camera.it/leg16/dossier/Testi/ES038.htm

    Nonchè le risoluzioni elaborate in questi ultimi anni dall’istituzione comunitaria:

    http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+TA+P6-TA-2009-0307+0+DOC+XML+V0//IT

    Per quanto riguarda i “migliori comuni” segnalo il sito sull’osservatorio sulle politiche per la mobilità urbana sostenibile (già in precedenza citato):

    http://www.isfort.it/sito/ricerca/Opmus/Index_Opmus.htm

    RingraziandoVi per lo spazio e la possibilità di tematizzare l’argomento
    Vi porgo i miei migliori saluti.

    Virgilio Francesco Colussi

  7. Sandro V. scrive:

    Ho letto con interesse i documenti presenti nei link suggeriti dal sig. Colussi, che ringrazio per il contributo prezioso.
    Mi pare di aver capito che il punto di partenza è quello di dotarsi di un progetto per la mobilità cittadina o piano di mobilità urbana. Un progetto che garantisca ai cittadini i diritti di “ accessibilità, salute e sicurezza” e che si sviluppi nell’ottica della sostenibilità.
    Da quanto mi consta, il ns. Comune non ha elaborato un progetto complessivo di questo tipo ed ogni scelta in questo ambito manca dunque di una visione complessiva
    Apprezzabili gli sforzi e le buone intenzioni, ma non bastano.
    L’unico documento programmatorio disponibile è il Piano del Traffico, che ho avuto modo recentemente di consultare: vecchio di una decina d’anni, superato e di una qualità a dir poco scadente. Vi invito a verificare direttamente, quando passate per il comune, altrimenti le mie affermazioni potrebbero essere ritenute viziate da una visione di parte.
    Gemona già oggi presenta grossi problemi di mobilità, in particolare per l’uso eccessivo e poco razionale degli autoveicoli privati e lo scarso uso di altri mezzi di trasporto, ad esempio la bicicletta (almeno nella parte bassa della città). Provate ad immettervi sulla Via Roma o sulla Via Juilia – zona stazione – provenendo da Via Dante o da Via Piovega dalle alle ore17 alle 18. Oppure, provate a contare quant’è la percentuale di auto che viaggiano con il solo conducente. O ancora, andate davanti ad una scuola nelle ore d’ingresso o di uscita degli studenti ed osservate…
    Non possiamo aspettare la “congestione” per poi cercare rapidamente la cura.
    La buona politica vede lontano, previene, anticipa i problemi, programma le scelte in una visione generale che, in questo caso, interessa non solo la pianificazione urbanistica, le opere viarie ed i servizi di trasporto, ma anche, o forse soprattutto, la “cultura della mobilità”dei nostri cittadini. Sempre di più, nell’immediato futuro, anche per Gemona sarà la mobilità a determinare pesantemente la qualità della vita dei cittadini ed il loro “benstare”.
    Bisogna pensarci adesso.