Filiera corta

Filiera corta

Secondo un’indagine della Coldiretti un chilo di ciliegie dell’Argentina prima di giungere sulle nostre tavole avrà percorso 12 mila km e prodotto 16,2 kg di anidride carbonica, mentre un chilo di pesche del Sudafrica 8 mila km e 13,2 kg di CO2. È un comportamento davvero razionale far viaggiare in giro per il mondo migliaia di veicoli a motore per trasportare prodotti che si potrebbero acquistare sotto casa? Perché ci permettiamo di non conteggiare i costi ambientali di questi spostamenti? E soprattutto: ci sono alternative a questo modello di sviluppo e di mercato? La risposta è affermativa. Il modello c’è. Si chiama «Prodotti a km 0» o più tecnicamente «mercato a filiera corta».
Si tratta di prodotti locali che vengono venduti nelle vicinanze del luogo di produzione. Questi alimenti hanno per lo più un prezzo contenuto, dovuto a ridotti costi di trasporto e di distribuzione, all’assenza di intermediari commerciali, ma anche a scarso ricarico del venditore che spesso è lo stesso agricoltore o allevatore.
Da tempo se ne discute anche a Gemona. E ora è diventato realtà. Domani, sabato 11 settembre, si terrà il primo «Marcjât dal contadin»: una decina di aziende agricole locali proporranno direttamente al pubblico i propri prodotti. Frutta e verdura, latticini, insaccati. Direttamente dal produttore al consumatore. Si contribuirà così a contenere l’inquinamento causato dal trasporto delle merci da lunghe distanze e si favorirà il consumo di prodotti sani della nostra terra.
Una validissima iniziativa che vede insieme i comuni di Gemona, Buja, Tarcento, Magnano in Riviera e gli agricoltori locali impegnati ad offrire ai cittadini prodotti freschi e di qualità a prezzi competitivi. È anche un’efficace occasione per sensibilizzare i cittadini-consumatori ad acquisti responsabili e rispettosi dei cicli naturali.
Il mercato si svolgerà in forma itinerante tra i comuni promotori e a Gemona si terrà in piazza del Ferro ogni secondo sabato del mese (il primo a Buja, il terzo a Tarcento e il quarto a Treppo Grande), fino al prossimo novembre per poi riprendere in primavera.

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3 Commenti a “Filiera corta”

  1. P.C. scrive:

    Il ritorno alle produzioni locali, la ricerca di alimenti naturali e genuini sono uno dei tanti segni che mettono in risalto come abbiamo ormai raggiunto e superato il limite nei consumi di massa.

    “Sviluppo” non fa più rima “progresso” ma con “ritorno alle origini”, alla terra ed ai suoi frutti.

    Pare che ormai tutti l’abbiano capito ed infatti quest’iniziativa non cade dal cielo ma risponde ad una chiara esigenza. Per questo avrà sicuramente successo.

  2. Sandro V. scrive:

    Concordo con il commento precedente.
    In ogni caso, complimenti agli organizzatori.

  3. admin scrive:

    QUI la locandina dell’iniziativa (900 Kb). Ringraziamo l’assessore Luigino Patat per avercela messo a disposizione.